Il cardinale Vallini scrive ai fedeli della diocesi, in vista della celebrazione del 27 aprile presieduta da Papa Francesco: «I loro insegnamenti conservano piena attualità» di R. S.
«Un evento di grazia per la Chiesa universale, che la nostra comunità diocesana accoglie con gratitudine. Il cardinale vicario Agostino Vallini definisce così in una lettera inviata a tutti i fedeli della diocesi di Roma l’imminente canonizzazione dei beati Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, il prossimo 27 aprile. Nella domenica della Divina Misericordia, infatti, Papa Francesco eleverà all’onore degli altari i due pontefici. «La nostra Chiesa di Roma, che ha avuto il dono di averli vescovi - scrive il cardinale -, è particolarmente riconoscente a Dio di questi Padri e Maestri nella fede e di avere sperimentato la loro esemplare vita cristiana e di dedizione all’annuncio del Vangelo e la testimonianza della carità verso i poveri.
Il vicario del Papa per la diocesi di Roma si sofferma quindi sull’azione apostolica dei due beati, che «traeva origine dalla celebrazione eucaristica e dall’intima unione con Gesù ed era vivificata dalla continua preghiera». In particolare, Giovanni XXIII, «per ispirazione divina, ha aperto una nuova pagina della storia della Chiesa con il Concilio Vaticano II, il cui magistero e orientamenti disciplinari e pastorali hanno permesso alla Chiesa di affrontare lo spirito della modernità». Nel suo pontificato «lungo e fecondo» Giovanni Paolo II ne «ha raccolto l’eredità e ne ha accompagnato la recezione, favorendo in ogni modo la penetrazione del lievito del Vangelo nel mondo che rapidamente si trasformava». Ancora oggi, osserva il porporato, «i loro insegnamenti sulla dignità e la difesa della persona umana, quelli sulla giustizia sociale, la pace e la misericordia divina conservano piena attualità e continuano ad essere luminosi punti di riferimento per i cristiani e i cercatori di verità».
La data della canonizzazione dei due pontefici beati era stata annunciata da Papa Francesco nel corso del Concistoro ordinario pubblico del 30 settembre scorso. La scelta della data, a 9 anni dalla morte di Papa Wojtyla e a 51 da quella di Roncalli, beatificato proprio da Giovanni Paolo II il 3 settembre del 2000, è caduta, appunto, sulla domenica della Divina Misericordia, fortemente voluta dal pontefice polacco. Quest’ultimo era stato beatificato 3 anni fa, il 1° maggio 2011, a soli 6 anni dalla morte, da Benedetto XVI. La sua memoria liturgica viene celebrata il 22 ottobre di ogni anno, nell’anniversario dell’inizio del pontificato. Per Giovanni XXIII invece il Martirologio romano indica come data del culto liturgico il 3 giugno, mentre la diocesi di Bergamo e l’arcidiocesi di Milano ne celebrano la memoria locale l’11 ottobre, anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II.
Nelle parole del cardinale Vallini, ancora una preghiera rivolta ai due futuri santi, ai quali affida il cammino di quella che è stata la “loro” Chiesa di Roma: «Dal Paradiso accompagnino i passi di ciascuno e ci ottengano la grazia di vivere da autentici discepoli di Gesù Cristo».
20 marzo 2014
Romasette
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Il vicario per la diocesi di Roma scrive ai fedeli in vista della celebrazione nella quale Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II verranno iscritti nell'Albo dei Santi. Di seguito il testo integrale
Carissimi,
come è noto, il prossimo 27 aprile il Santo Padre Francesco canonizzerà il Beato Giovanni XXIII e il Beato Giovanni Paolo II.
La nostra Chiesa di Roma, che ha avuto il dono di averli Vescovi, è particolarmente riconoscente a Dio di questi Padri e Maestri nella fede e di avere sperimentato la loro esemplare vita cristiana e di dedizione all’annuncio del Vangelo e la testimonianza della carità verso i poveri. La loro azione apostolica traeva origine dalla Celebrazione Eucaristica e dall’intima unione con Gesù ed era vivificata dalla continua preghiera.
Il Beato Giovanni XXIII, per ispirazione divina, ha aperto una nuova pagina della storia della Chiesa con il Concilio Vaticano II, il cui magistero e orientamenti disciplinari e pastorali hanno permesso alla Chiesa di affrontare lo spirito della modernità. Il Beato Giovanni Paolo II, nel suo lungo e fecondo pontificato, ha raccolto l’eredità del Concilio e ne ha accompagnato la recezione, favorendo in ogni modo la penetrazione del lievito del Vangelo nel mondo che rapidamente si trasformava. Ancora oggi i loro insegnamenti sulla dignità e la difesa della persona umana, quelli sulla giustizia sociale, la pace e la misericordia divina conservano piena attualità e continuano ad essere luminosi punti di riferimento per i cristiani e i cercatori di verità.
La loro Canonizzazione è un evento di grazia per la Chiesa universale, che la nostra comunità diocesana accoglie con gratitudine. Invito tutti a vivere questo tempo di Quaresima come una occasione feconda di preparazione che la Provvidenza ci offre per maturare nella vocazione alla santità e per approfondire la conoscenza della vita dei Santi Pastori, imitandone l’ardore missionario.
Prossimamente verrà pubblicato il programma con le iniziative previste nei giorni della Canonizzazione.
Vi affido all’intercessione dei futuri Santi. Dal Paradiso accompagnino i passi di ciascuno e ci ottengano la grazia di vivere da autentici discepoli di Gesù Cristo.
Dal Vicariato, 19 marzo 2014