L'Udienza generale di Papa Francesco. Cristiani non cattolici: "Andiamo avanti allora verso la piena unità! La storia ci ha separato, ma siamo in cammino verso la riconciliazione e la comunione!"
Cari fratelli e sorelle, buon giorno!
nelle ultime catechesi, abbiamo cercato di mettere in luce la natura e la bellezza della Chiesa, e ci siamo chiesti che cosa comporta per ciascuno di noi far parte di questo popolo. Popolo di Dio, che è la Chiesa. Non dobbiamo, però, dimenticare che ci sono tanti fratelli che condividono con noi la fede in Cristo, ma che appartengono ad altre confessioni o a tradizioni differenti dalla nostra. Molti si sono rassegnati a questa divisione, (...) che nel corso della storia è stata spesso causa di conflitti e di sofferenze.(...) Anche oggi i rapporti non sono sempre improntati al rispetto e alla cordialità… (...) E noi, come ci poniamo di fronte a tutto questo? Siamo anche noi rassegnati, se non addirittura indifferenti? (...) Oppure crediamo fermamente che si possa e si debba camminare nella direzione della riconciliazione e della piena comunione? (...)
Le divisioni tra i cristiani, mentre feriscono la Chiesa, feriscono Cristo: la Chiesa infatti è il corpo di cui Cristo è il capo. Sappiamo bene quanto stesse a cuore a Gesù che i suoi discepoli rimanessero uniti nel suo amore. Basta pensare alle sue parole riportate nel capitolo diciassettesimo del Vangelo di Giovanni, la preghiera rivolta al Padre nell’imminenza della passione: «Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi» (Gv 17,11). Questa unità era già minacciata mentre Gesù era ancora tra i suoi: nel Vangelo, infatti, si ricorda che gli apostoli discutevano tra loro su chi fosse il più grande, il più importante (cfr Lc 9,46). Il Signore, però, ha insistito tanto sull’unità nel nome del Padre, facendoci intendere che il nostro annuncio e la nostra testimonianza saranno tanto più credibili quanto più noi per primi saremo capaci di vivere in comunione e di volerci bene. È quello che i suoi apostoli, con la grazia dello Spirito Santo, poi compresero profondamente e si presero a cuore, tanto che san Paolo arriverà a implorare la comunità di Corinto con queste parole: «Vi esorto pertanto, fratelli, per il nome del Signore nostro Gesù Cristo, a essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di pensiero e di sentire» (1 Cor 1,10).
Durante il suo cammino nella storia, la Chiesa è tentata dal maligno, che cerca di dividerla, e purtroppo è stata segnata da separazioni gravi e dolorose. Sono divisioni che a volte si sono protratte a lungo nel tempo, fino ad oggi, per cui risulta ormai difficile ricostruirne tutte le motivazioni e soprattutto trovare delle possibili soluzioni. Le ragioni che hanno portato alle fratture e alle separazioni possono essere le più diverse: dalle divergenze su principi dogmatici e morali e su concezioni teologiche e pastorali differenti, ai motivi politici e di convenienza, fino agli scontri dovuti ad antipatie e ambizioni personali… Quello che è certo è che, in un modo o nell’altro, dietro queste lacerazioni ci sono sempre la superbia e l’egoismo, che sono causa di ogni disaccordo e che ci rendono intolleranti, incapaci di ascoltare e di accettare chi ha una visione o una posizione diversa dalla nostra.
Ora, di fronte a tutto questo, c’è qualcosa che ognuno di noi, come membri della santa madre Chiesa, possiamo e dobbiamo fare? Senz’altro non deve mancare la preghiera, in continuità e in comunione con quella di Gesù. (...) E insieme con la preghiera, il Signore ci chiede una rinnovata apertura: ci chiede di non chiuderci al dialogo e all’incontro, ma di cogliere tutto ciò che di valido e di positivo ci viene offerto anche da chi la pensa diversamente da noi o si pone su posizioni differenti. Ci chiede di non fissare lo sguardo su ciò che ci divide, ma piuttosto su quello che ci unisce, cercando di meglio conoscere e amare Gesù e di condividere la ricchezza del suo amore. E questo comporta concretamente l’adesione alla verità, insieme con la capacità di perdonarsi, di sentirsi parte della stessa famiglia cristiana, di considerarsi l’uno un dono per l’altro e fare insieme tante cose buone, tante opere di carità. (...)
(Il Santo Padre ricorda che oggi è il 70.mo annivesario della sua Prima Comunione)
(Il Santo Padre ricorda che oggi è il 70.mo annivesario della sua Prima Comunione)
Cari amici, andiamo avanti allora verso la piena unità! La storia ci ha separato, ma siamo in cammino verso la riconciliazione e la comunione! (...) E quando la meta ci può sembrare troppo distante, quasi irraggiungibile, e ci sentiamo presi dallo sconforto, ci rincuori l’idea che Dio non può chiudere l’orecchio alla voce del proprio Figlio Gesù e non esaudire la sua e la nostra preghiera, affinché tutti i cristiani siano davvero una cosa sola. Grazie.
I saluti di Papa Francesco ai fedeli e pellegrini di lingua italiana
Rivolgo un cordiale saluto ai pellegrini di lingua italiana, in particolare ai religiosi Pallottini; agli studenti del Collegio San Pietro Apostolo; ai fedeli delle comunità che hanno come patrono San Vito martire e ai giovani del Movimento di Schönstatt, nel centenario di fondazione, in partenza per Koblenz. Saluto l’Associazione Nazionale delle Università della Terza età; quella delle vittime civili di guerra, come pure i promotori della Giornata Europea per la donazione di Organi ed auspico che con questa forma peculiare di testimonianza di amore al prossimo si salvaguardi la certezza della morte del donatore e vengano evitati abusi, traffici e compravendita.
Rivolgo infine un pensiero speciale ai giovani, agli ammalati e agli sposi novelli. Il mese di ottobre è dedicato alla preghiera del Rosario. Cari giovani, invocate sempre l’intercessione della Vergine Maria, perché vi illumini in ogni necessità; cari ammalati, specialmente voi della Cooperativa Cura e Riabilitazione, il conforto dalla preghiera mariana sia quotidianamente presente nella vostra vita; e voi, cari sposi novelli, rinsaldate con la preghiera il vostro vincolo coniugale.
Udienza generale. La Catechesi del Papa e i saluti in diverse lingue. L'unità dei cristiani ... verso la piena comunione
[Text: Français, English, Español, Português]
Francese - Ore: 10.22
Speaker: Frères et sœurs, nous ne devons pas oublier qu’il y a beaucoup de frères qui partagent notre foi dans le Christ, mais qui appartiennent à d’autres confessions religieuses. Sommes-nous résignés devant cette situation ou bien croyons-nous qu’il est possible de marcher vers un retour à la pleine communion ? Les divisions entre chrétiens blessent l’Église, et Jésus lui-même qui en est la tête. Car il a voulu que ses disciples soient un dans l’amour, et il nous a fait comprendre que notre témoignage sera d’autant plus crédible que nous serons capables de vivre dans la communion. Il est difficile de trouver des solutions aux divisions anciennes qui se sont transmises jusqu’à nous ; mais nous ne devons pas cesser de prier, et, restant ouverts au dialogue et à la rencontre, prêter davantage attention à ce qui nous unit qu’à ce qui nous divise, mieux connaître et aimer Jésus pour partager la richesse de son amour.
Santo Padre:
Saluto cordialmente i cari pellegrini di lingua francese, in particolare i fedeli venuti dalla Francia, dalla Svizzera e dal Canada. Vi invito a far entrare nella vostra preghiera i lavori del Sinodo sulla famiglia che si è aperto domenica scorsa. È un momento importante della vita della Chiesa, come anche per il sostegno alle nostre famiglie spesso ferite e provate in molti modi. Che Dio vi benedica e che benedica le vostre famiglie!
Speaker:
Je vous salue bien cordialement, chers pèlerins de langue française, en particulier les personnes venant de France, de Suisse et du Canada.
Je vous invite à porter dans votre prière les travaux du Synode sur la famille qui s’est ouvert dimanche. C’est un moment important de la vie de l’Église, ainsi que pour le soutien de nos familles souvent blessées et éprouvées de multiples manières.
Que Dieu vous bénisse, et qu’il bénisse vos familles !
Inglese - Ore: 10.26
Speaker: Dear Brothers and Sisters: In our catechesis on the Church, we now consider our fellow Christians who belong to other confessions or traditions. Divisions between Christ’s followers are clearly contrary to his will, as expressed in his prayer to the Father that all might be one, so that the world might believe (cf. Jn 17:21). Christ desires us to be united in his love and in communion with one another; yet throughout history the Church has experienced temptations against this unity, leading to tragic divisions. We must not be resigned to these divisions, but must join our prayer to that of Jesus in imploring among all his followers constant openness to dialogue and appreciation of the gifts of others. In loving the Lord and sharing the riches of his love, we will better see what unites us rather than what separates us. By dwelling in the truth, and practicing forgiveness and charity, we will be ever more conformed to Christ’s will, reconciled with one another, and led closer to the goal of full unity which he wills for all his disciples.
Santo Padre:
Saluto i pellegrini di lingua inglese presenti all’odierna Udienza, specialmente i vari gruppi provenienti da Inghilterra, Galles, Scozia, Irlanda, Australia, Slovenia, Norvegia, Finlandia, Nigeria, Arabia Saudita, Taiwan, Filippine, Malaysia e Stati Uniti d’America. Rivolgo un saluto particolare alla delegazione ecumenica e interreligiosa di Taiwan, e al gruppo dell’Institutum Romanum Finlandiae. Su tutti voi e sulle vostre famiglie, invoco la gioia e la pace nel Signore Gesù. Dio vi benedica!
Speaker: I greet the English-speaking pilgrims and visitors taking part in today’s Audience, including the various groups from England, Wales, Scotland, Ireland, Australia, Slovenia, Norway, Finland, Nigeria, Saudi Arablia, Taiwan, the Phillipines, Malaysia and the United States of America. In a particular way, my greeting goes to the ecumenical and interreligious delegation from Taiwan and the group from the Institutum Romanum Finlandiae. Upon you and your families, I invoke joy and peace in the Lord Jesus. God bless you all!
Spagnolo - Ore: 10.35
Queridos hermanos y hermanas:
Hay muchas personas que, compartiendo con nosotros la fe en Cristo, pertenecen a otras confesiones o tradiciones. Ante esta situación, que a lo largo de la historia ha sido con frecuencia causa de conflictos y sufrimiento, ¿cuál es nuestra actitud? ¿Nos resignamos, somos indiferentes? ¿O creemos que es posible caminar hacia la reconciliación y la plena comunión?
Las divisiones entre los cristianos, además de herir a la Iglesia, hieren al mismo Cristo, que, antes de su muerte, rogó encarecidamente al Padre por la unidad de todos sus discípulos.
Diversas razones han conducido a la separación. Pero, de un modo u otro, tras estas heridas, siempre aparecen la soberbia y el egoísmo que nos vuelven intolerantes e incapaces de escuchar y aceptar a quien tiene un punto de vista diverso.
Como miembros de la Iglesia, en primer lugar, estamos llamados a rezar, como lo hizo Jesús, por la unión de los cristianos. Y, además, el Señor nos pide que no nos cerremos al diálogo y al encuentro, sino que estemos abiertos a todo aquello que es valioso y positivo en quienes no piensan y actúan como nosotros, que no nos quedemos en lo que nos divide, sino que acentuemos lo que nos une: Jesús y la riqueza de su amor. (...) De Él aprenderemos a perdonar, a sentirnos parte de la misma familia, a considerarnos un don para los demás y a realizar juntos tantas cosas buenas, tantas obras de caridad por el bien común.
***
Saludo a los peregrinos de lengua española, en particular a los grupos provenientes de España, Panamá, Argentina, Puerto Rico, México y otros países latinoamericanos. Les invito a rogar al Señor para que todos lleguemos a ser en verdad una sola familia. Muchas gracias.
Portoghese - Ore
Speaker: A Igreja, na sua peregrinação ao longo da história, sofre as insídias do maligno, que busca sempre dividi-la. Infelizmente, muitas vezes ele conseguiu seus intentos, gerando fraturas e separações pelas mais variadas razões, mas fundamentalmente devido à soberba e ao egoísmo presentes no coração dos homens. A verdade é que há divisões entre os cristãos: elas ferem a Igreja, que é o Corpo de Cristo. Durante a Última Ceia, Jesus clamou ao Pai, pedindo que seus discípulos permanecessem unidos; por isso, não podemos ficar indiferentes diante dessas separações. Em primeiro lugar, devemos unir a nossa oração à oração de Jesus pela unidade; depois, não nos fechemos ao diálogo e ao encontro, mas permaneçamos abertos a todos quantos creem em Cristo, mesmo que pensem de modo diverso. Sabendo perdoar e reconhecendo-nos parte de uma mesma família, acolhamos tudo aquilo que de positivo e válido se encontra nos cristãos das diferentes confissões ou tradições religiosas. Assim o nosso testemunho terá uma credibilidade maior no mundo de hoje.
Santo Padre: 10.39
Rivolgo un cordiale saluto ai pellegrini di lingua portoghese, in particolare ai fedeli di Amarante e Viana do Castelo, ai membri della Federação Portuguesa de Folclóre e Etnografía e dell’ACÉGE, e a tutti i brasiliani presenti in quest’Udienza. Vi chiedo di pregare affinché la solidarietà e la collaborazione crescano fra i cristiani, offrendo al mondo una comune testimonianza di Gesù Cristo morto e risorto per tutti. Dio vi benedica. Grazie!
Speaker: Dirijo uma saudação cordial aos peregrinos de língua portuguesa, particularmente aos fiéis de Amarante e Viana do Castelo, aos membros da Federação Portuguesa de Folclore e Etnografia e da ACEGE, e a todos os brasileiros presentes nesta Audiência! Peço vossa oração para que cresçam a solidariedade e a colaboração entre os cristãos, dando ao mundo um testemunho comum de Jesus Cristo morto e ressuscitado por todos! Que Deus vos abençoe! Obrigado!
Inglese - Ore: 10.26
Speaker: Dear Brothers and Sisters: In our catechesis on the Church, we now consider our fellow Christians who belong to other confessions or traditions. Divisions between Christ’s followers are clearly contrary to his will, as expressed in his prayer to the Father that all might be one, so that the world might believe (cf. Jn 17:21). Christ desires us to be united in his love and in communion with one another; yet throughout history the Church has experienced temptations against this unity, leading to tragic divisions. We must not be resigned to these divisions, but must join our prayer to that of Jesus in imploring among all his followers constant openness to dialogue and appreciation of the gifts of others. In loving the Lord and sharing the riches of his love, we will better see what unites us rather than what separates us. By dwelling in the truth, and practicing forgiveness and charity, we will be ever more conformed to Christ’s will, reconciled with one another, and led closer to the goal of full unity which he wills for all his disciples.
Santo Padre:
Saluto i pellegrini di lingua inglese presenti all’odierna Udienza, specialmente i vari gruppi provenienti da Inghilterra, Galles, Scozia, Irlanda, Australia, Slovenia, Norvegia, Finlandia, Nigeria, Arabia Saudita, Taiwan, Filippine, Malaysia e Stati Uniti d’America. Rivolgo un saluto particolare alla delegazione ecumenica e interreligiosa di Taiwan, e al gruppo dell’Institutum Romanum Finlandiae. Su tutti voi e sulle vostre famiglie, invoco la gioia e la pace nel Signore Gesù. Dio vi benedica!
Speaker: I greet the English-speaking pilgrims and visitors taking part in today’s Audience, including the various groups from England, Wales, Scotland, Ireland, Australia, Slovenia, Norway, Finland, Nigeria, Saudi Arablia, Taiwan, the Phillipines, Malaysia and the United States of America. In a particular way, my greeting goes to the ecumenical and interreligious delegation from Taiwan and the group from the Institutum Romanum Finlandiae. Upon you and your families, I invoke joy and peace in the Lord Jesus. God bless you all!
Spagnolo - Ore: 10.35
Queridos hermanos y hermanas:
Hay muchas personas que, compartiendo con nosotros la fe en Cristo, pertenecen a otras confesiones o tradiciones. Ante esta situación, que a lo largo de la historia ha sido con frecuencia causa de conflictos y sufrimiento, ¿cuál es nuestra actitud? ¿Nos resignamos, somos indiferentes? ¿O creemos que es posible caminar hacia la reconciliación y la plena comunión?
Las divisiones entre los cristianos, además de herir a la Iglesia, hieren al mismo Cristo, que, antes de su muerte, rogó encarecidamente al Padre por la unidad de todos sus discípulos.
Diversas razones han conducido a la separación. Pero, de un modo u otro, tras estas heridas, siempre aparecen la soberbia y el egoísmo que nos vuelven intolerantes e incapaces de escuchar y aceptar a quien tiene un punto de vista diverso.
Como miembros de la Iglesia, en primer lugar, estamos llamados a rezar, como lo hizo Jesús, por la unión de los cristianos. Y, además, el Señor nos pide que no nos cerremos al diálogo y al encuentro, sino que estemos abiertos a todo aquello que es valioso y positivo en quienes no piensan y actúan como nosotros, que no nos quedemos en lo que nos divide, sino que acentuemos lo que nos une: Jesús y la riqueza de su amor. (...) De Él aprenderemos a perdonar, a sentirnos parte de la misma familia, a considerarnos un don para los demás y a realizar juntos tantas cosas buenas, tantas obras de caridad por el bien común.
***
Saludo a los peregrinos de lengua española, en particular a los grupos provenientes de España, Panamá, Argentina, Puerto Rico, México y otros países latinoamericanos. Les invito a rogar al Señor para que todos lleguemos a ser en verdad una sola familia. Muchas gracias.
Portoghese - Ore
Speaker: A Igreja, na sua peregrinação ao longo da história, sofre as insídias do maligno, que busca sempre dividi-la. Infelizmente, muitas vezes ele conseguiu seus intentos, gerando fraturas e separações pelas mais variadas razões, mas fundamentalmente devido à soberba e ao egoísmo presentes no coração dos homens. A verdade é que há divisões entre os cristãos: elas ferem a Igreja, que é o Corpo de Cristo. Durante a Última Ceia, Jesus clamou ao Pai, pedindo que seus discípulos permanecessem unidos; por isso, não podemos ficar indiferentes diante dessas separações. Em primeiro lugar, devemos unir a nossa oração à oração de Jesus pela unidade; depois, não nos fechemos ao diálogo e ao encontro, mas permaneçamos abertos a todos quantos creem em Cristo, mesmo que pensem de modo diverso. Sabendo perdoar e reconhecendo-nos parte de uma mesma família, acolhamos tudo aquilo que de positivo e válido se encontra nos cristãos das diferentes confissões ou tradições religiosas. Assim o nosso testemunho terá uma credibilidade maior no mundo de hoje.
Santo Padre: 10.39
Rivolgo un cordiale saluto ai pellegrini di lingua portoghese, in particolare ai fedeli di Amarante e Viana do Castelo, ai membri della Federação Portuguesa de Folclóre e Etnografía e dell’ACÉGE, e a tutti i brasiliani presenti in quest’Udienza. Vi chiedo di pregare affinché la solidarietà e la collaborazione crescano fra i cristiani, offrendo al mondo una comune testimonianza di Gesù Cristo morto e risorto per tutti. Dio vi benedica. Grazie!
Speaker: Dirijo uma saudação cordial aos peregrinos de língua portuguesa, particularmente aos fiéis de Amarante e Viana do Castelo, aos membros da Federação Portuguesa de Folclore e Etnografia e da ACEGE, e a todos os brasileiros presentes nesta Audiência! Peço vossa oração para que cresçam a solidariedade e a colaboração entre os cristãos, dando ao mundo um testemunho comum de Jesus Cristo morto e ressuscitado por todos! Que Deus vos abençoe! Obrigado!