Appello per un sinodo laico
(Giuliano Ferrara) Il matrimonio non è mai stato intrinsecamente corroso, svuotato e quasi annullato come sta avvenendo oggi in occidente. E' un ritratto sfigurato. E non è un problema di catechismo, è un problema di vita. Parliamone. Il clan, la poligamia, il parentado, la famiglia monogamica nucleare: ecco, ci vorrebbe un sinodo laico per discutere del maggiore problema del nostro tempo.La chiesa cattolica fa quel che può, ed è molto. Due sessioni a un anno di distanza, e molti altri luoghi di riflessione, discussione, elaborazione, per consultarsi e dividersi e stabilire verità solide, per quanto provvisorie, in una situazione fluida e inafferrabile in cui tutto si mischia confusamente (sessualità, aborto, omosessualità, celibato, eugenetica, educazione, cultura e libertà). Ma il mondo secolare, laico, esterno alla vita della chiesa e fuori dalle sue mura, che fa? Guarda, giudica, pontifica su quanto e come il Papa gesuita sia capace di far entrare, come si dice, la chiesa nella modernità. Ora, va bene il conformismo, ce n' è sempre bisogno, ma siamo sicuri che il matrimonio seriale postdivorzile, il contratto prematrimoniale che è (come dice Scruton) un' anticipazione del divorzio all' atto delle nozze, l' abbandono sistematico di figli e figlie e donne o uomini amati, la rincorsa coatta di sempre nuove vite, lo schiantamento dell' autorevolezza di una istituzione sociale coesiva, che anche nelle forme civili è concetto teologico secolarizzato; siamo sicuri che tutto questo sia solo qualcosa di passabilmente moderno, qualcosa che va bene, e non stiamo a farla tanto lunga, adesso si usa così? Il matrimonio è stato criticato da molti punti di vista, è stato considerato un ideale filisteo, borghese, è stato svilito, satireggiato, è stato giudicato un colmo di ipocrisia sociale e come tale rifiutato, ma non è mai stato intrinsecamente corroso, debilitato, svuotato e quasi annullato come sta avvenendo oggi in una parte del mondo che è l' occidente. Gli studi di Roberto Volpi dimostrano che il matrimonio è sulla via del tramonto, va a esaurimento. Gli studi sociologici di Achille Ardigò hanno mostrato l' infini ta miseria, e pericolosa, di una società scollata dalla dissoluzione della famiglia. E questi studiosi non hanno fatto del moralismo, tanto meno della teologia matrimoniale, si sono limitati a mettere insieme gli elementi del puzzle, per dirla con una certa frivolezza, e ne è venuto fuori il ritratto sfigurato di un volto a noi sconosciuto. I vescovi e gli esperti ecclesiastici discutono, sarà il Papa a trarre le conclusioni. La chiesa è fatta così. Ma è curioso che storici, antropologi, sociologi e intellettuali cosiddetti generali del mondo non tonsurato, ché poi laico questo vuol dire, non si facciano avanti, invece di scartabellare tra gli instrumenta laboris del sinodo romano, e non avanzino un qualche loro interrogativo, una qualche loro ipotesi di lavoro e di studio, e non dicano la loro sulla questione delle questioni. Da ragazzo i figli dei genitori separati (il divorzio non c' era in Italia) erano un' eccezione. Ora sono un' eccezione i figli di genitori uniti in un vincolo considerato come indissolubile o almeno vissuto come definitivo. La variabilità statistica indica che qualcosa di galoppante sta trasformando la società umana nel punto critico della generazione e dell' amore, dell' educazione e della solidarietà, dell' amicizia e della coesistenza domestica. Non è un problema del catechismo. Non è affare di speculazione lgbt. Non è un argomento per fissati della manif pour tous o di cattolici tradizionalisti. E' un orizzonte di vita che si frammenta. Magari si allarga e si complica con ottime intenzioni d' amore e di sviluppo della personalità libera. Forse in nome di un diritto di famiglia e di una contrattualità che risolve, abbattendolo, lo spirito carcerario della vecchia istituzione, legata a un ruolo della donna che non c' è più, a uno statuto dell' autorità paterna che è solo un ricordo. Va bene, discutiamo della famiglia allargata, della riforma morale e intellettuale del matrimonio, discutiamo di quello che volete, ma parliamone. Come diceva un mio vecchio amico, di mamma (per fortuna) ce n' è una sola.