Accogliamo tantissime segnalazioni e testimonianze da genitori ma anche da docenti.
I timori principali dei genitori sono che venga fatto del male ai bambini e ai ragazzi, confondendo la loro identità maschile e femminile, minando nel profondo le loro sicurezze e di conseguenza la loro serenità. Temono inoltre che venga scavalcata la propria responsabilità educativa e che si ingannino i loro figli – soprattutto i più piccoli – instillando il dubbio che la famiglia non sia più quella fatta da una mamma e da un papà; anzi i genitori che sostengono questo sarebbero dipinti come ormai “obsoleti” e, ancor peggio, omofobi.
Gender. Nomi unisex.... o peggio!
“Che bello, sei incinta! E’ un maschio o una femmina? Avete già deciso come lo chiamerete?“. Questo semplice scambio di battute, assolutamente normale fino a poco tempo fa, potrebbe d’ora in poi rivelarsi un campo minato. In tempo di gender, infatti, non è più possibile dare nulla per scontato: essere maschi o femmine dipenderà sempre più dal desiderio soggettivo.
Ecco quindi che una donna (sì, una donna: da questo ancora non si scappa) non potrà più dire di essere in dolce attesa di un maschietto o una femminuccia. Siamo visionari? Vediamo la situazione più nera di quel che realmente è?Nient’affatto!
Il mondo dei vip, cui notoriamente spetta il compito di “aprire nuovi orizzonti”, ha infatti già dato inizio a questa deriva. Per fortuna – per ora! – andando a toccare “solamente” i nomi propri delle bambine, e non la certezza che esse siano realmente appartenenti alla metà del genere umano che proviene da Venere. L’ultima moda nell’anagrafe vip è infatti quella di assegnare alle piccoline un nome unisex, se non addirittura da maschio.
Tra gli esempi più eclatanti si registrano certamente Maxwell, nome della figlia di Jessica Simpson, e James della figlia di Blake Lively.
Colpiscono però anche nomi come Skyler, North (che, tra le altre cose, è figlia di Kanye West), Lincoln, Delta…
Insomma, per ora hanno cominciato a toccare i nomi. Con quale scopo? Si chiederanno alcuni. A noi verrebbe da rispondere in maniera abbastanza convinta che questo altro non è un passo ulteriore compiuto dall’ideologia gender per insinuare la convinzione che non esiste una divisione dicotomica su base biologica, ma che tutte le persone sono uguali. Unisex, plurisex, edosex… ma non uomini e donne.
Redazione
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