giovedì 15 ottobre 2015

Vangelo della famiglia, cuore pulsante del Sinodo

L'assemblea sinodale - OSS_ROM

All'ottava Congregazione generale, al Sinodo sulla famiglia in corso in Vaticano, sono state presentate le relazioni dei tredici Circoli minori, relative alla seconda parte dell’Instrumentum laboris, intitolata “Il discernimento della vocazione familiare”. 
Vangelo della famiglia, cuore pulsante di tutto il Sinodo
“Cuore pulsante” di tutto il Sinodo: così i Circoli minori definiscono la seconda parte dell’Instrumentum laboris, in cui – spiegano – è sintetizzato tutto il Vangelo della famiglia e l’insegnamento della Chiesa sul matrimonio. Per questo, nel complesso, le tredici relazioni sottolineano la necessità di dare più coesione ed incisività a tale sezione, riorganizzandone i paragrafi ed utilizzando un linguaggio chiaro, non ambiguo, ma lineare, attraente e pieno di speranza.
Occorrono più riferimenti biblici, “bussola” per l’uomo contemporaneo
Molti Circoli, inoltre, chiedono di inserire nel testo più riferimenti biblici e sapienziali sul matrimonio e la famiglia, presentandoli però non come citazioni puramente dogmatiche, bensì come esempio di Parola di Dio vissuta nella storia, “bussola” per l’uomo contemporaneo. 
Incoraggiare i giovani al matrimonio
Altro punto essenziale riguarda i giovani: da più parti si fa notare il loro approccio timoroso e sfiduciato nei confronti del sacramento coniugale e dell’impegno “per sempre”. Si tratta di una questione complessa che merita ulteriori approfondimenti – si sottolinea – perché non si può dire semplicemente che i giovani non hanno coraggio quando, ad esempio, tante testimonianze di volontariato dimostrano il contrario. Bisogna, invece, valutare i condizionamenti culturali ed economici che incidono sulla vita dei ragazzi di oggi.
Presentare vincolo coniugale nella sua bellezza, non come ideale astratto
In quest’ottica, si raccomanda di presentare il matrimonio sacramentale nella sua vera bellezza e non come un ideale astratto, difficile da raggiungere. L’indissolubilità, infatti, non è un fardello, ma un dono di Dio che permette di vivere il matrimonio come uno spazio in cui si manifesta la grazia divina, un patto d’amore per tutta la vita. I Circoli minori si dicono, poi, d’accordo sulla necessità di evidenziare maggiormente il tema della vocazione della famiglia alla comunione e all’amore ed il suo legame con la vita consacrata, considerato anche lo speciale Anno ad essa dedicata, tuttora in corso.
Evidenziare legame tra Sinodo e Giubileo della Misericordia
Nei documenti di diversi Circoli minori emerge anche il tema della pedagogia divina, con l’invito a spiegarla meglio affinché accompagni realmente le coppie e le famiglie lungo il cammino della vita. Molte relazioni, inoltre, fanno riferimento alla misericordia, sottolineando il legame tra i lavori Sinodali ed il Giubileo straordinario indetto dal Papa su questo tema.  Se da una parte, dunque, si ribadisce la dottrina del matrimonio, dall’altra si raccomanda una pastorale amorevole, di “prossimità contagiosa” nei confronti delle famiglie in difficoltà, perché la misericordia di Dio è per tutti e per sempre.
Promuovere la partecipazione delle famiglie alla Messa domenicale
Suggerimenti specifici arrivano, poi, da singole relazioni, come ad esempio la proposta di introdurre nel documento finale una riflessione sul celibato o di ampliare l’analisi sul legame tra famiglia ed evangelizzazione, considerando che i genitori sono spesso i primi catechisti dei figli. Ulteriori spunti riguardano la promozione della Lectio divina e di alcune forme di devozione, come la recita del Rosario o la Messa domenicale, che rafforzano la vita familiare.
Più attenzione al dramma delle donne vittime di abusi in famiglia
Alcuni Circoli suggeriscono anche approfondire la riflessione sui figli, in particolare nel contesto delle famiglie ferite, e sulla donna, soprattutto riguardo alla valorizzazione del suo ruolo all’interno della Chiesa ed al dramma degli abusi di cui è spesso vittima in famiglia.
Sostenere di più le scuole cattoliche
Ricordando, poi, il recente Motu Proprio del Papa “Mitis Iudex” sulla riforma dei processi di nullità matrimoniale, si chiede di spiegare meglio le ragioni della nullità, guardando alle realtà familiari con maggiore realismo: non basta, infatti – sottolineano alcuni Circoli – incoraggiare semplicemente le famiglie a restare insieme, ma occorre spiegare e motivare la chiaramente la dottrina della Chiesa in materia. Infine, si suggerisce di incoraggiare maggiormente le scuole cattoliche che, alla pari delle parrocchie, permettono di apprendere il Vangelo della famiglia nella sua interezza. RV
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Un gran polverone per nulla Ma le famiglie dove sono?
di Riccardo Cascioli
La guerra scatenata dalla grande stampa progressista sul caso della lettera dei 13 cardinali da surreale è ieri sera sfociata nel ridicolo. Ma pare non ci sia nulla che possa fermare questa aggressione ai cardinali firmatari, accusati di essere come minimo dei cospiratori, e al vaticanista Sandro Magister che quella lettera ha pubblicato. Ed è lo stesso Magister che ieri sera si è incaricato di dimostrare che la notizia dell’intervento dei 13 cardinali era stata data quattro giorni prima di lui dal responsabile di Vatican Insider Andrea Tornielli (clicca qui), uno dei più attivi nel denunciare la presunta cospirazione.
Ma cospirazione di cosa? Questo è l’elemento surreale: la cospirazione è per definizione qualcosa che si trama nell’ombra, nel segreto, alle spalle di qualcuno che si intende colpire, per ottenere risultati impossibili alla luce del sole. Ma cosa c’entra con alcuni cardinali che firmano una lettera e la consegnano direttamente al Papa, ovvero a colui che dovrebbe essere – nella mente perversa di tanti commentatori – la vittima? Non solo: le preoccupazioni espresse nella lettera sono state dagli stessi pronunciate pubblicamente nell’aula sinodale (e ancora prima in interviste e dichiarazioni), così che in effetti neanche il contenuto della lettera è una sorpresa.  
L’unico fatto nuovo è l’aver reso pubblica la lettera, e si può legittimamente discutere se sia stata una cosa saggia. Ma ciò che non si può proprio discutere è la lealtà di chi ha firmato quella lettera; e la fedeltà al Papa, tanto da prenderlo sul serio quando invita a parlare in modo franco. Ciò che hanno semplicemente fatto. Quello che sta avvenendo in questi giorni perciò è solo l’ennesimo tentativo – prendendo a pretesto la lettera dei cardinali – per indirizzare il Sinodo verso la conclusione che si vuole, esattamente la preoccupazione espressa dai tredici. 
Del resto è evidente che in queste settimane si è alzato notevolmente il livello dell’aggressione verbale nei confronti di chi resiste nella fedeltà a ciò che la Chiesa cattolica ha sempre professato; e la Misericordia viene usata come clava per colpire chi osa eccepire sull’ineluttabile scivolamento verso posizioni protestanti.
Il Papa ha chiesto parresìa (dire tutto con franchezza), ma il cardinale Kasper nella recente intervista alCorriere della Sera ha bollato come “fondamentalisti” quelli che non la pensano come lui. “Settari fondamentalisti” gli ha fatto subito eco dalle colonne di Avvenire Stefania Falasca (che tra l’altro non ha perso occasione in questo anno e mezzo di mostrare la sua inaffidabilità quanto a resoconti su ciò che avviene al Sinodo, clicca qui). E via di questo passo fino all’aggressione di questi giorni: “cospiratori”, “nemici del Papa”, “conventicola”, sono i giudizi più benevoli usati da tutta la grande stampa. In questo modo si vuole mettere a tacere gli "avversasri" attraverso l’intimidazione, soprattutto in previsione dei prossimi giorni quando i padri sinodali dovranno discutere sulla parte più controversa dell’Instrumentum Laboris, quella che ha a che fare con comunione ai divorziati risposati, convivenze e unioni gay.
Non è un bello spettacolo, tanto più che ci si aspettava – dopo i rilievi al Sinodo dell’anno scorso e l’autocritica fatta anche da papa Francesco – che si desse maggiore spazio alle famiglie reali, alla testimonianza di chi vive nel matrimonio la vocazione alla santità. La canonizzazione domenica prossima dei coniugi Martin – di cui parliamo nel Primo piano - anche a questo intendeva richiamare. Ma sembra invece che le famiglie presenti al Sinodo abbiano solo un ruolo di contorno, interventi per fare colore, non certo punto di partenza o di riferimento per il dibattito di vescovi e cardinali. Per la segreteria del Sinodo l’unica cosa che conta è un contestatissimo Instrumentum Laboris. Il cardinale americano Dolan ha detto ironicamente che in questo clima di inclusione le uniche escluse sembrano proprio le famiglie che si mantengono fedeli alla loro vocazione, in mezzo a tante difficoltà. E a guardare anche dai quotidiani briefing che arrivano dal Sinodo si direbbe che abbia proprio ragione.