A Marsiglia la carovana itinerante del Cortile dei gentili il 6 giugno cambierà nome. Si chiamerà Parvis du Cœur, per ricordare una circostanza storica ben precisa che «permette di unire senza imbarazzi, in un Paese in cui la laicità è un vessillo come la Francia, dimensione civile e religiosa» come ha spiegato il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, durante l’incontro di presentazione alla stampa, che si è svolto il 3 giugno nella sede del dicastero. Una saldatura naturale, senza forzature, ottenuta semplicemente rileggendo la storia della città.L’ultima grande pestilenza moderna in Europa si abbattè su Marsiglia nel 1720; il nome Parvis du Cœur vuole ricordare il Vœu des Echevins del 1720, quando, a causa dell’epidemia che stava devastando la città, tutto il popolo, guidato dai suoi amministratori, decise di affidarsi alla tenerezza e alla misericordia di Dio nella festa del Sacro Cuore. Da quasi tre secoli, al di là delle differenze di opinioni politiche o religiose, gli abitanti partecipano insieme ai responsabili istituzionali all’offerta del cero e alle celebrazioni religiose in ricordo dell’evento.
Non a caso quindi, la tappa francese del Cortile coincide con la festa del Sacro Cuore, nell’anno in cui Marsiglia è capitale europea della cultura.
Un altro “elemento-ponte” tra fede e umanesimo non cristiano sarà al centro della riflessione durante la settimana di incontri (che si concluderà il prossimo 8 giugno) è la figura e l’opera di Albert Camus, in cui dialogano due mondi in apparenza lontani. Testi metafisici di grande spessore come Il mito di Sisifo, La peste, La caduta, Lo straniero sono «percorsi dal fremito delle domande ultime — ha continuato Ravasi — dai quesiti fondamentali della vita umana, attraverso un percorso che non è quello della teologia». Per questo «sarà un cardinale a ripercorrere e ricordare l’opera di un agnostico» accanto a Julia Kristeva e Jean-François Mattei, in occasione del primo centenario della nascita di Camus.
«Il mondo di oggi — disse Camus ai domenicani che l’avevano invitato a parlare nel loro monastero parigino di Latour-Maubourg nel dicembre del 1946 — chiede ai cristiani di rimanere cristiani. L’altro giorno alla Sorbona rivolgendosi a un oratore marxista, un prete cattolico diceva in pubblico che anche lui era anticlericale. Bene: non amo i preti anticlericali, come n0n amo i filosofi che si vergognano di se stessi. Perciò non cercherò di farmi cristiano davanti a voi. Spartisco con voi lo stesso orrore del male. Ma non spartisco la vostra speranza, pur continuando a lottare contro questo universo in cui dei bambini soffrono e muoiono».
A Camus e Paul Riœur — classe 1913 come lo scrittore nato in Algeria — sarà dedicato il convegno su «L’uomo in discussione» organizzato in collaborazione con l’Accademia cattolica di Francia e l’Istituto di studi e culture ebraiche di Aix-en-Provence. Una sorta di dialogo per interposta persona tra i due filosofi e scrittori, accomunati nella biografia dal fatto di essere rimasti orfani molto presto: il padre di Camus morì durante la battaglia della Marna, e anche il padre di Riœur non fece ritorno dalla prima guerra mondiale. Due percorsi molto diversi — Camus morirà a 46 anni, il 4 gennaio 1960, nel corso di un incidente d’auto, mentre stava raggiungendo Parigi a bordo di un’auto guidata dall’editore Michel Gallimard, l’epistemologo francese è scomparso nel 2005 — che condividono una stessa lealtà di fronte alle domande più urgenti e più rimosse dall’uomo, e hanno dedicato ampio spazio nelle loro opere alla riflessione sul mistero del male.
I bambini non saranno dimenticati neanche nella tappa di Marsiglia del Cortile dei gentili: i lavori degli under 12 (sul tema «Disegna il Mediterraneo») saranno esposti al Castello d’If, celebre grazie al romanzo Il conte di Montecristo di Alexandre Dumas padre.
Sempre ai più piccoli sarà dedicata un’iniziativa ancora in corso di organizzazione, che il 23 giugno prossimo porterà in treno una delegazione di bambini da Papa Francesco; il gruppo raggiungerà Roma — e forse la stazione della Città del Vaticano, ma la fattibilità di questo programma è ancora tutta da verificare per motivi tecnici — dopo aver attraversato Milano, Bologna e Firenze su un convoglio fornito dalle Ferrovie dello Stato italiane.
Gli incontri francesi potranno essere seguiti anche da chi non potrà essere fisicamente a Marsiglia, grazie al costante collegamento con Twitter e al sito internet del Cortile, ampliato e rinnovato da venerdì scorso, che nell’ultimo fine settimana ha registrato ben trentamila accessi unici.
L'Osservatore RomanoNon a caso quindi, la tappa francese del Cortile coincide con la festa del Sacro Cuore, nell’anno in cui Marsiglia è capitale europea della cultura.
Un altro “elemento-ponte” tra fede e umanesimo non cristiano sarà al centro della riflessione durante la settimana di incontri (che si concluderà il prossimo 8 giugno) è la figura e l’opera di Albert Camus, in cui dialogano due mondi in apparenza lontani. Testi metafisici di grande spessore come Il mito di Sisifo, La peste, La caduta, Lo straniero sono «percorsi dal fremito delle domande ultime — ha continuato Ravasi — dai quesiti fondamentali della vita umana, attraverso un percorso che non è quello della teologia». Per questo «sarà un cardinale a ripercorrere e ricordare l’opera di un agnostico» accanto a Julia Kristeva e Jean-François Mattei, in occasione del primo centenario della nascita di Camus.
«Il mondo di oggi — disse Camus ai domenicani che l’avevano invitato a parlare nel loro monastero parigino di Latour-Maubourg nel dicembre del 1946 — chiede ai cristiani di rimanere cristiani. L’altro giorno alla Sorbona rivolgendosi a un oratore marxista, un prete cattolico diceva in pubblico che anche lui era anticlericale. Bene: non amo i preti anticlericali, come n0n amo i filosofi che si vergognano di se stessi. Perciò non cercherò di farmi cristiano davanti a voi. Spartisco con voi lo stesso orrore del male. Ma non spartisco la vostra speranza, pur continuando a lottare contro questo universo in cui dei bambini soffrono e muoiono».
A Camus e Paul Riœur — classe 1913 come lo scrittore nato in Algeria — sarà dedicato il convegno su «L’uomo in discussione» organizzato in collaborazione con l’Accademia cattolica di Francia e l’Istituto di studi e culture ebraiche di Aix-en-Provence. Una sorta di dialogo per interposta persona tra i due filosofi e scrittori, accomunati nella biografia dal fatto di essere rimasti orfani molto presto: il padre di Camus morì durante la battaglia della Marna, e anche il padre di Riœur non fece ritorno dalla prima guerra mondiale. Due percorsi molto diversi — Camus morirà a 46 anni, il 4 gennaio 1960, nel corso di un incidente d’auto, mentre stava raggiungendo Parigi a bordo di un’auto guidata dall’editore Michel Gallimard, l’epistemologo francese è scomparso nel 2005 — che condividono una stessa lealtà di fronte alle domande più urgenti e più rimosse dall’uomo, e hanno dedicato ampio spazio nelle loro opere alla riflessione sul mistero del male.
I bambini non saranno dimenticati neanche nella tappa di Marsiglia del Cortile dei gentili: i lavori degli under 12 (sul tema «Disegna il Mediterraneo») saranno esposti al Castello d’If, celebre grazie al romanzo Il conte di Montecristo di Alexandre Dumas padre.
Sempre ai più piccoli sarà dedicata un’iniziativa ancora in corso di organizzazione, che il 23 giugno prossimo porterà in treno una delegazione di bambini da Papa Francesco; il gruppo raggiungerà Roma — e forse la stazione della Città del Vaticano, ma la fattibilità di questo programma è ancora tutta da verificare per motivi tecnici — dopo aver attraversato Milano, Bologna e Firenze su un convoglio fornito dalle Ferrovie dello Stato italiane.
Gli incontri francesi potranno essere seguiti anche da chi non potrà essere fisicamente a Marsiglia, grazie al costante collegamento con Twitter e al sito internet del Cortile, ampliato e rinnovato da venerdì scorso, che nell’ultimo fine settimana ha registrato ben trentamila accessi unici.
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Una settimana di scambi e dialoghi nella città nominata “Capitale della Cultura 2013”: s’inserisce in questo contesto la nuova tappa del “Cortile dei gentili”, ambientata a Marsiglia dal 6 all’8 giugno e ribattezzata “Parvis du Coeur”. La struttura vaticana dedicata al dialogo con i non credenti, guidata dal cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, torna in Francia dopo l’esordio parigino del marzo 2011, mettendo a confronto due grandi esponenti del pensiero filosofico d’oltralpe come Albert Camus e Paul Ricoeur.
Quello marsigliese si chiama “Parvis du Coeur”, cioè “Cortile del cuore”, perché è la “Festa del Sacro Cuore”, che si celebra venerdì prossimo a Marsiglia, la cornice naturale per la nuova tappa del “Cortile dei Gentili”. Permette infatti – commenta il cardinale Ravasi – di unire senza imbarazzi, pur sullo sfondo della spiccata “laicité” francese, la dimensione religiosa e quella civile. Tutto è legato all’epidemia di peste che colpì la città portuale nel XVIII secolo, come spiega lo stesso porporato:
“La celebrazione del Sacro Cuore, che farò nella basilica, avrà una dimensione anche civile, perché si collega ad un evento storico che è molto caro ai marsigliesi: la grande epidemia di peste che si stese nel 1720, come un sudario, sulla città e che venne affidata dalle autorità della città stessa – i cosiddetti échevins, gli scrivani che rappresentavano la pubblica amministrazione – proprio al Sacro Cuore. Sorgerà poi una grande basilica nella quale io celebrerò un pontificale e guiderò una processione. E questo fa sì che questo Cortile sia anche chiamato – per l’aspetto religioso-civile – parvis du coeur, cioè Cortile del cuore”.
Il “Cortile marsigliese”, organizzato dall’arcidiocesi locale e dall’Istituto cattolico per il Mediterraneo, con la collaborazione della municipalità cittadina, si apre il 6 giugno con una conferenza pubblica dedicata proprio all’autore del romanzo “La peste”, Albert Camus, pensatore ateo sul quale si soffermerà il cardinale Ravasi. In un ideale scambio di prospettive, il giorno seguente il confronto tra Camus e il filosofo cristiano Paul Ricouer sarà affidato invece a studiosi laici. E’ lo stesso porporato a spiegare il suo legame con Camus:
“Io ho un legame, devo dire, con Camus perché una delle mie prime opere più impegnative dal punto di vista esegetico – 'Commento a Giobbe' – aveva un capitolo dedicato proprio a 'La peste', al romanzo di Camus, perché lì si apriva quel tormentato dibattito attorno al rapporto tra Dio e il male. Sembra quasi che si ripeta, con questo Cortile dei Gentili, ciò che accade nel romanzo, quando si verifica quasi una sorta di scontro dialettico tra il dr. Rieux, che è il medico ateo – scandalizzato, sconcertato dalla morte di un bambino per la peste – e dall’altra parte il gesuita padre Paneloux il quale invece cerca di ritrovare le ragioni trascendenti che riescano a giustificare anche questo evento.
La giornata conclusiva del Cortile sarà invece dedicata alla dimensione più “popolare” del dialogo, con un incontro fra i giovani del Mediterraneo, organizzato dalla fondazione cattolica “Apprentis d’Auteuil”, e una nuova edizione del “Cortile dei bambini”, nel cuore di Marsiglia, che vedrà i più giovani, come al “Cortile” palermitano, dialogare attraverso l’arte. “Disegna il Mediterraneo” è il tema affidato alla loro fantasia.
Radio Vaticana