sabato 7 giugno 2014

Testo del messaggio in diretta telefonica di Sua Santità Papa Francesco al 36° Pellegrinaggio a piedi Macerata-Loreto


Papa Francesco ai pellegrini: unitevi alla nostra preghiera per la pace in Terrasanta e nel mondo

Data: 
 Sabato, 7 Giugno, 2014
La telefonata del pontefice all’Helvia Recina. Il cardinal Parolin: preghiamo per scelte coraggiose. 
Anche i drammi dell’Ucraina e del Sudan fra le intenzioni del Pellegrinaggio.
E papa Francesco ha mantenuto la promessa fatta a Roma, il 4 giugno scorso, a don Giancarlo Vecerrica. Mancavano pochi minuti alle 21 quando allo stadio è arrivata la sua voce, che chiedeva di «…poter dire qualche parola». Un “bravo” al cardinal Pietro Parolin, suo Segretario di stato, un buffetto ai vescovi marchigiani («non so se sono bravi pure loro») e poi subito al punto: il Pellegrinaggio della vigilia di Pentecoste avviene il giorno prima dell’incontro di preghiera, nei giardini vaticani, fra il presidente palestinese Mahmud Abbas e il presidente israeliano Shimon Peres per invocare insieme il dono della pace. «Unitevi per favore a noi – ha chiesto il Papa – perché per l’intercessione di Maria in quei luoghi risuoni il canto degli angeli: gloria a Dio e pace sulla terra». «E a Loreto – ha aggiunto – pregate la Madonna Nera anche per me. Naturalmente pregate a favore e non contro». Il Papa si è rivolto direttamente alle migliaia di giovani, ricordando che la fede non è un’eredità ma una risposta di amore quotidiano. Li ha invitati a non lasciarsi scoraggiare dai paurosi «che vogliono chiudere nella mediocrità del loro buio il vostro sogno luminoso». «La gioia è contagiosa come la disperazione – ha proseguito – voi irradiate intorno luce e speranza e siate uniti a Dio, perché senza Dio tutto è perduto». Quindi ha impartito la benedizione, richiesta con insistenza da don Giancarlo, e si è congedato augurando come sempre la “buona notte”. 
Il Papa, con il suo intervento, ha messo il sigillo della mondialità a questo 36° Pellegrinaggio. Davvero il mondo, quest’anno, si è dato appuntamento al Pellegrinaggio Macerata-Loreto. Insieme al Medio Oriente, anche il Sudan, gli Stati Uniti, l’Ucraina erano lì con le loro domande, le tragedie, le speranze, la gratitudine. Il desiderio di incontrare una risposta umana e vera alla domanda del Pellegrinaggio stesso: di cosa abbiamo bisogno per vivere? Lo ha detto il cardinal Pietro Parolin, che nel Pellegrinaggio c’è la risposta: Gesù di Nazareth, morto e risorto. «Dio che si fa compagno della nostra vita», come ha ricordato nel suo messaggio il presidente della fraternità di CL, Julian Carron. 
A proposito del Medio Oriente, il cardinale ha detto che i «miracoli capitano».  «Speriamo nella rinascita di un clima di fiducia fra le parti – ha aggiunto – perché si possano prendere decisioni coraggiose». Parolin ha invitato ad unirsi a questa preghiera, chiedendo a Dio di mostrare la sua potenza perché dalla Palestina «il dono della pace possa trasmettersi a tutti i luoghi del mondo dove il Nemico degli uomini semina inimicizia, morte e distruzione».
Dal Medio Oriente al Sudan, dove Meriam, la donna cristiana accusata di apostasia, è ancora in pericolo di vita. Il cardinal Parolin ha confermato che la Santa Sede segue da vicino la vicenda, senza troppo clamore. «Noi cerchiamo le maniere più efficaci – ha spiegato – che non sempre sono quelle gridate». Il marito di Meriam, Daniel Wadi, ha fatto sapere la commozione provata quando gli hanno detto «che i cristiani in Europa stanno pregando» per lui e per la moglie. Un fatto che li rende pazienti e forti. Come paziente e forte si è dimostrato, nella sua testimonianza prima della Messa, il filosofo e teologo ucraino Aleksandr Filonenko, che ha pregato per una nuova Europa e una nuova Ucraina, capaci di «riscoprire un uomo che abbia sete di libertà, coraggio e speranza». E poi l’America, Chicago, dove in contemporanea al cammino lauretano si è svolto il pellegrinaggio al santuario di San Francesco Saverio Cabrini. Davvero il mondo era lì.
Nella sua omelia – dopo il saluto del sindaco Carancini e di Monsignor Giulidori – il Segretario di stato ha sviluppato il tema del Pellegrinaggio facendo osservare che la risposta alla domanda “di cosa abbiamo bisogno per vivere?”, può avere una risposta solo dall’esterno, dallo Spirito Santo che attira il nostro cuore verso Gesù. Nel gran mercato del mondo, secondo Parolin, ci sono tanti «falsi appagamenti che servono a soffocare la domanda e ci confondono». «A Loreto – ha ricordato il Cardinale – ci sono quelle mura di Nazareth dove, come ha detto Dante, grazie allo Spirito santo ‘si riaccese l’amore’». «Da allora – ha aggiunto – è rifiorita nel mondo  la possibilità di essere perdonati. La possibilità che l’estraneità e l’inimicizia non siano l’ultima parola nei rapporti tra di noi, nelle nostre case, nelle nostre città, nei rapporti tra le genti e le Nazioni. Questo è il grande mistero della vita cristiana».
Incontrando i giornalisti prima della Messa, il cardinale si era soffermato sull’importanza del Pellegrinaggio, che ha detto di conoscere fin dagli inizi. «Mi colpisce la partecipazione in crescendo di tanta gente – ha affermato – anche di gente che non si riconosce nella Chiesa ma che qui trova un avvio di risposta alle sue domande esistenziali. La risposta, infatti, è nella vicinanza, nell’incontro, nel farsi prossimo di tutti: questo, come ci insegna il papa, permetterà a Gesù di dare una risposta».
I pellegrini, intorno ai 30 mila, hanno lasciato lo stadio dell’Helvia Recina verso le 22.30. A Loreto, si prevede che arriveranno in circa centomila.

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Testo del messaggio in diretta telefonica di Sua Santità Papa Francesco al 36° Pellegrinaggio a piedi Macerata-Loreto

Mons. Vecerrica: Santo Padre che bella che ci fa! Ce l’ha fatta l’anno scorso e ce la fa anche quest’anno.
Santo Padre Papa Francesco: E va bene… 
Mons. Vecerrica: Ma la sorpresa più bella è che ci invita a pregare per la pace.
Santo Padre Papa Francesco: Eh sì, ne abbiamo bisogno!
Mons. Vecerrica: Qui c’è il Cardinale Segretario di Stato…
Santo Padre Papa Francesco: È bravo quel Cardinale, è molto bravo.
Mons. Vecerrica: Ci sono i vescovi delle Marche…
Santo Padre Papa Francesco: Ma non so se sono bravi questi.
Mons. Vecerrica: E poi decine e decine di migliaia di giovani accompagnati dagli adulti
Santo Padre Papa Francesco: Ma che bello… Questo mi piace tanto: mi piace avvicinarmi a loro.
Mons. Vecerrica: Sente? Sente che applauso?
Santo Padre Papa Francesco: Ecco, posso dire qualche parola?
Mons. Vecerrica: Adesso ascoltiamo lei padre.
Santo Padre Papa Francesco:
Cari giovani, che siete riuniti in pellegrinaggio a piedi verso Loreto. Anche quest’anno ho voluto farmi presente in mezzo a voi, almeno virtualmente. È una gioia! Sono davvero felice che il vostro pellegrinaggio quest’anno si svolga proprio nella notte che precede la festa dello Spirito Santo, la Pentecoste, e l’incontro di preghiera che si terrà domani in Vaticano, per invocare il dono della pace in Terra Santa, nel Medio Oriente e in tutto il mondo. Vi chiedo per favore: unitevi a noi e chiedete a Dio, per l’intercessione della Madonna di Loreto, di far risuonare nuovamente in quella terra il cantico degli Angeli: “Gloria a Dio nel cielo e pace agli uomini!”.
Cari giovani, il vostro tema è: “Dio è il Signore delle sorprese”, e questo è vero. Per questo non abbiate paura di sognare un mondo più giusto, di domandare, di dubitare e di approfondire. Voi sapete che la fede non è un’eredità che riceviamo dagli altri, la fede non è un prodotto che si compri, ma è una risposta d’amore che diamo liberamente e costruiamo quotidianamente con pazienza, tra successi e fallimenti. Non temete di lanciarvi nelle braccia di Dio; Dio non vi chiederà nulla se non per benedirlo, moltiplicarlo, ridarvelo cento volte tanto.
Non lasciatevi scoraggiare dai perdenti o dai paurosi che vogliono togliere il sogno, che vi vogliono rinchiudere nelle loro mentalità buie invece di lasciarvi volare nella luce della speranza. Per favore: non cadete nella mediocrità! In quella mediocrità che abbassa, che fa una cosa grigia… Ma la vita non è grigia, la vita è per scommetterla per grandi ideali, per grandi cose. 
Sappiate che la negatività è contagiosa, ma anche la positività è contagiosa. La disperazione è contagiosa, ma anche la gioia è contagiosa. Non seguite persone negative, ma continuare ad irradiare intorno a voi luce e speranza. E sapete: la speranza non delude, non delude mai! 
Nulla si perde con Dio, ma senza di Lui tutto è perduto. Aprite a Lui il vostro cuore e abbiate fiducia in Lui, e i vostri occhi vedranno le Sue vie e le Sue meraviglie.
Questa notte, pregando per la pace, non vi scordate, a Loreto vicino alla Madonna Nera, di fare una preghiera anche per me. Ne ho bisogno! Grazie tante e avanti… Buon cammino!
Mons. Vecerrica: Grazie Santo Padre. Promettiamo di pregare totalmente per lei…
Santo Padre Papa Francesco: Ma pregate a favore, non contro!
Mons. Vecerrica: A favore, non contro, sì… E adesso per dirle grazie inviamo alcuni palloncini su cui è scritto: “Grazie Papa Francesco”. Chissà che non arrivi anche a Santa Marta.
Santo Padre Papa Francesco: Forse… Tutto è possibile. Buona notte, che il Signore vi benedica e andate in pace.
Mons. Vecerrica: Grazie Santo Padre. Ci benedica, ci dia la sua santa benedizione perché noi le vogliamo tanto bene.
Santo Padre Papa Francesco: Vi benedica Dio Onnipotente, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.
Mons. Vecerrica: Amen. Grazie Santo Padre.
Santo Padre Papa Francesco: Che la Madonna vi accompagni. Grazie a voi.
Mons. Vecerrica: Che bello.