mercoledì 20 luglio 2016

Una donna libera perchè ha amato Cristo



Kiko ricorda Carmen: una donna libera perchè ha amato Cristo

La notizia della morte di Carmen Hernandez l’ha voluta dare lo stesso Kiko Argüello con una lettera a tutti gli aderenti al Cammino neocatecumenale. “Carmen, che grande aiuto per il Cammino! – scrive Kiko - Mai mi ha adulato, sempre pensando al bene della Chiesa. Che donna forte! Non ho mai conosciuto nessuno come lei.  Carmen è stata per me un avvenimento meraviglioso: la donna, il suo genio grande, il suo carisma, il suo amore per il Papa e, soprattutto, il suo amore alla Chiesa”. “Per me ha concluso Kiko - è stato commovente che abbia atteso che io giungessi, la baciassi e le dicessi: 'Animo”. E dopo averle dato un bacio è spirata. Roberto Piermarini ha raggiunto telefonicamente a Madrid Kiko Argüello e gli ha chiesto cosa ha rappresentato Carmen per il Cammino neocatecumenale:

R. – Carmen è stata una donna libera. Tutte le ragazze del Cammino hanno detto che grazie a Carmen hanno trovato l’orgoglio di essere donne, perché Carmen è stata fantastica. Ha sempre parlato dell’importanza della donna nella Chiesa. La donna è la figura più importante per questo è stata perseguitata dal demonio dalla prima pagina della Bibbia fino all’ultima, dalla Genesi fino all’Apocalisse. Carmen ha avuto l’ispirazione di chiedere ragazze per i monasteri di clausura. Oggi abbiamo monasteri pieni di ragazze del Cammino: sono più di quattromila le giovani che oggi sono suore di clausura!
D. – Che eredità lascia al Cammino Carmen?
R. – La Veglia pasquale. Lei era innamorata della Veglia pasquale. Ha passato la sua vita studiando attraverso padre Farnes, che era il migliore studioso di liturgia in Spagna, che ha conosciuto quando quest’ultimo andava all’Istituto liturgico di Parigi. Lei ha studiato tutta la riforma liturgica del Concilio e ha donato questa conoscenza al Cammino.
D. - Come stai vivendo questi momenti?
R. - Carmen è felicissima insieme al Signore, con Gesù Cristo che l’amava moltissimo! E io sono qui che soffro. Speriamo che ora sia ancora più forte e che aiuti il Cammino.
D. - Ti mancherà?
R. - Senza dubbio! 50 anni insieme, predicando il Vangelo! Abbiamo percorso mezzo mondo, abbiamo visitato 40 nazioni! RV


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da Radio Vaticana
Si è spenta ieri pomeriggio, all’età di 85 anni, a Madrid, Carmen Hernandez che insieme con Kiko Argüello ha iniziato il Cammino neocatecumenale in Spagna negli anni ’60. Era responsabile dello stesso Cammino a livello internazionale insieme a Kiko e Padre Mario Pezzi. La ricordano le oltre 30 mila comunità neocatecumenali, presenti in 120 Paesi del mondo. In un lettera per annunciare la sua morte, Kiko Argüello scrive che Carmen è stata per lui “un evento meraviglioso e ricorda la donna, il suo grande genio, il suo carisma, il suo amore per il Papa e soprattutto il suo amore per la Chiesa”. Le esequie si terranno giovedì 21 luglio alle ore 18.00 nella cattedrale dell’Almudena a Madrid e saranno presiedute dall’arcivescovo della capitale spagnola mons. Carlos Osoro Sierra. Saranno presenti numerosi vescovi e cardinali vicini alla realtà neocatecumenale e agli itineranti di tutto il mondo.
La vita, la testimonianza, il suo amore per la Chiesa
Maria del Carmen Hernández Barrera nasce a Olvega, Navarra, in Spagna, il 24 novembre 1930. Ha passato l’infanzia con la famiglia a Tudela: il padre, Antonio Hernández, è stato il fondatore della società Herba, una delle industrie del riso più importanti della Spagna.
L’impronta missionaria ricevuta dai Gesuiti
Carmen frequentò la scuola dei Gesuiti a Xavier, ricevendo un’impronta missionaria che caratterizzerà tutta la sua vita. Per desiderio del padre, iniziò gli studi di chimica all’Università di Madrid e, dopo la laurea, lavorò per un periodo nell’industria di famiglia. Ma presto, lasciò questo per ritrovare la sua vocazione missionaria giovanile.
L’esperienza in un Istituto femminile
Entrò in un istituto femminile, sorto da poco: “Le Missionarie di Cristo Gesù”, per coronare il suo sogno. Per prepararsi alla missione in India, si recò in Inghilterra per apprendere l’inglese. Erano gli anni ’60 e, con l’inizio del Concilio, anche il suo Istituto entrò in crisi, ponendosi su due binari diversi: da una parte chi voleva restare fedele all’idea originaria della missione e dall’altra chi voleva orientarsi verso una vita religiosa più “normale”.
Gli studi di liturgia e l’incontro con la Terra Santa
L’incontro con alcuni studiosi di liturgia (mons. Pedro Farnes Sherer, professore all’Istituto Liturgico di Parigi, Dom Botte, L. Bouyer, ecc.), che stavano mettendo in atto un profondo rinnovamento conciliare, riscoprendo l’eucaristia, la centralità della Pasqua, l’importanza della catechesi, la necessità di una iniziazione cristiana nelle parrocchie, orientarono Carmen verso il mondo ebraico e verso la parola di Dio. Passò due anni in Israele, visitando tutti i luoghi sacri, con la scrittura in mano, meditando e pregando.
L’incontro con Kiko 
Con questo profondo e ricco bagaglio, tornò a Madrid alla ricerca di alcuni giovani che potessero unirsi a lei in un progetto di evangelizzazione che voleva avviare concretamente in Bolivia, per aver conosciuto un vescovo disposto ad accogliere questa esperienza. Non vuole rientrare nell’ambiente familiare e va a vivere tra i baraccati di Palomeras Altas, alla periferia di Madrid. Qui si incontra con Kiko Argüello, un giovane di buona famiglia, anch’egli alla ricerca di un’esperienza di vita cristiana più autentica. Non pensa ad un lavoro sociale, ma piuttosto – ispirandosi a Charles de Foucould – ad una presenza di povero tra i poveri, certo della parola di san Giovanni XXIII che la salvezza della Chiesa sarebbe venuta attraverso i poveri.
Il fascino della comunità cristiana tra i poveri di Palomeras
E qui, tra questi poveri, zingari, quiquies, ex prostitute, handicappati…, si venne formando una comunità cristiana, così radicale, così semplice e sincera, così povera ed evangelica che quando Carmen la incontrò ne rimase affascinata. L’evangelizzazione lasciava di essere una teoria teologica o un progetto pastorale da mettere in atto: era una comunità cristiana. Nel dialogo con quella povera gente nasce a poco a poco una nuova sintesi teologico-catechetica che non solo tocca la vita delle persone, ma la va cambiando, trasformando poco a poco in una novità: nasce una preghiera sincera, la comunione tra persone socialmente e intellettualmente “incapaci” di questo, si aprono con entusiasmo all’evangelizzazione.
La nascita di un catecumenato post-battesimale
Carmen ne è affascinata. Dalla periferia di Madrid, inizia l’annuncio nelle parrocchie, dalla Spagna si passa in Italia: l’azione si va organizzando come un vero e proprio catecumenato post-battesimale. Al fascino catechetico di Kiko (che parla con forza e canta e scruta la scrittura e forma comunità…), Carmen offre una solida base teologica e liturgica, un amore alla Chiesa, ed al Papa in particolare, davvero ammirevoli, specie in un tempo tanto critico contro tutte le istituzioni.
Sempre in difesa della donna
È sempre attenta alla condizione della donna, di cui prende spesso le difese con originalità e profondità… Famosi i suoi interventi durante le Gmg a difesa della donna, contro gli attacchi che il demonio che dal Genesi all’Apocalisse la attacca, proprio perché ella ha la fabbrica della vita nel suo seno.
La profondità delle sue catechesi
Le sue catechesi, semplici ma profonde, coinvolgono spesso il cosmo stesso, strappando l’uomo dalla meschinità della sua vita sedentaria e lanciandolo dentro un ritmo ed un movimento che stanno alla base della sua visione pasquale della creazione e della salvezza.
Il suo ruolo nella redazione dello Statuto del Cammino approvato dalla Santa Sede
Il Cammino Neocatecumenale non sarebbe ciò che esso è senza la presenza intelligente e creatrice di Carmen. Ha partecipato alla redazione dello Statuto del Cammino, dando un contributo fondamentale davanti a difficoltà e dubbi ed ha gioito quando nel 2011 ha visto la sintesi catechetica, che con Kiko ed i poveri, aveva contribuito a mettere insieme, è stata approvata dalla Santa Sede, come “Direttorio Catechetico del Cammino Neocatecumenale”.
Ha sempre rifiutato riconoscimenti ufficiali
Schiva di ogni adulazione e di ogni onorificenza, si rifiutò sempre di ricevere riconoscimenti particolari. Solo nel 2015 accettò il Dottorato Honoris Causa in Sacra Teologia, in riconoscimento del suo immenso contributo alla formazione cristiana in tutto il mondo, conferitole dalla Catholic University of America di Washington, l’unica università Pontificia negli Stati Uniti.
Una donna dal carattere schietto e dal linguaggio diretto
Ha partecipato sino alla fine, anche quando era ormai già molto malata, in modo eroico all’evangelizzazione. Un tratto che rivela l’anima di questa donna eccezionale, dal carattere e dal linguaggio diretto, mai doppio, mai ipocrita – e per questo spesso quasi temuta – è quanto ha confessato una volta a Kiko: “Vedi, Kiko, io spesso passo da scorbutica e da impertinente davanti a vescovi e cardinali, ma lo faccio perché essi accettino te”!
Il ricordo di Kiko
Per questo Kiko, dando l’annuncio della sua morte, ha detto: “Carmen, che grande aiuto per il Cammino! Mai mi ha adulato, sempre pensando al bene della Chiesa. Che donna forte! Non ho mai conosciuto nessuno come lei”. E ancora diceva: “Carmen è stata per me un avvenimento meraviglioso: la donna, il suo genio grande, il suo carisma, il suo amore per il Papa e, soprattutto, il suo amore per la Chiesa”. (E.P.)
fonte: http://it.radiovaticana.va/news/2016/07/20/cammino_neocatecumenale_si_%C3%A8_spenta_carmen_hernandez/1245397
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PREGA PER NOI CHE ANCORA CAMMINIAMO TRA LE BARACCHE
dal profilo Facebook di Don Antonello Iapicca
Molti anni fa alla periferia di Madrid un gruppo di zingari che vivevano in baracche fatiscenti come la loro vita hanno incontrato il volto luminoso di Cristo incarnato in due ragazzi di buona e ricca famiglia. Due giovani scelti, chiamati e inviati da Dio ad annunciare tra quelle rovine d’uomini la vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte. Raggiunti e toccati da un amore che nulla esigeva, quegli zingari hanno sperimentato il potere della Parola di Dio fatta carne nei sacramenti che a poco a poco ridava dignità e bellezza alla loro vita. Amati ciascuno così come era, hanno visto crescere tra loro una comunità cristiana, proprio lì, in mezzo a quelle baracche sporche. In quella povertà ha cominciato a risplendere la beatitudine riservata ai poveri, l’anticipo del Regno promesso a chi non ha nulla di cui vantarsi se non la propria estrema debolezza. A Palomeras Altas, periferia di Madrid, era nato il Cammino Neocatecuemenale, senza che quei due giovani l’avessero programmato. Ma Dio sapeva che l’Europa apóstata avrebbe avuto bisogno di piccole comunità cristiane dove risplende la bellezza dell’amore e della comunione al di là delle differenze e dei peccati dei loro membri. Dio sapeva che in questa epoca di tagliagole barbari e di dissoluzione morale della persona umana, l’unico argine sarebbe stato, come ricordava Mons. Negri, “fare di nuovo il cristianesimo”. Vivere cioè la vita di Cristo in comunità autenticamente cristiane, unico antídoto efficace al male ideológico e pseudo religioso che asfissia l’Europa e ogni lembo di mondo. Come le prime comunità nell’Impero Romano in decadenza, come i monasteri seminati tra i barbari. Oggi uno di quei due giovani di allora, dopo una vita spesa a servire la Chiesa e ciascuno di noi che ha avuto la Grazia di essere chiamato al Cammino Neocatecuemenale, ha lasciato questa terra per partire verso il Cielo. Proprio alla vigilia della Giornata Mondiale della Gioventù di Cracovia, Carmen Hernández è tornata a Casa, per continuare e dare compimento accanto allo Sposo all’opera che le era stata affidata. Avevamo bisogno di lei lassù, in quest’ora così difficile per il mondo. Ne avevano bisogno le donne per le quali Carmen ha avuto parole chiare di verità in faccia a un mondo che facendo finta di esaltarle ne disprezza la loro intima bellezza di spose, madri e vergini. Ne avevano bisogno le famiglie sparse nei cinque continenti ad annunciare la stessa Buona Notizia da lei ascoltata. Ne avevano bisogno tutti coloro che oggi vivono ancora dentro una vita che sembra una baracca, come quelle di Palomeras tanti anni fa, divenute attraverso Carmen e Kiko, un pezzo di Paradiso scaturito dal perdono dei peccati e dalla fede divenuta adulta nella comunità cristiana. Lo stesso che apre oggi le porte a lei, e con lei ai tanti poveri che grazie alla Parola del Vangelo a lei affidata, alle liturgie da lei tanto amate e venerate, ai sacramenti con lei gustati in tutta la loro ricchezza Pasquale, entreranno nella gioia senza fine del Signore risorto
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