Completamente rinnovata la Direzione generale e redatte le nuove Costituzioni
Con l'elezione del Governo Generale e la stesura delle nuove Costituzioni - che devono ancora essere approvate dalla Santa Sede – la Legione di Cristo inizia un nuovo capitolo delle sua storia. I Padri Capitolari sono ancora riuniti per definire il cammino e le priorità che la Legione dovrà seguire per dare seguito a quel cammino di rinnovamento che le ha chiesto la Santa Sede.
Sono stati eletti: Eduardo Robles-Gil, Direttore Generale; Clemens Gutberlet, procuratore generale; Jesús Villagrasa, consigliere; José Cárdenas, amministratore generale; Juan José Arrieta, primo consigliere e vicario; Juan María Sabadell, consigliere e Sylvester Heereman, consigliere.
P. Eduardo Robles-Gil, messicano, è il nuovo Direttore Generale della Legione di Cristo, il terzo dalla fondazione della congregazione. Rimarrà in carica per i prossimi 6 anni. Si è consacrato nel Movimento Regnum Christi nel 1975 ed è entrato nella Legione di Cristo nel 1977. È stato ordinato sacerdote nel 1983 nella sua città natale. In Messico è stato direttore di scuole, amministratore territoriale per due anni e direttore di sezioni del Movimento Regnum Christi. Ha collaborato alla fondazione della Legione e del Movimento Regnum Christi in Brasile. In gennaio del 2011 è stato nominato dal Card. Velasio De Paolis membro della commissione di avvicinamento per occuparsi delle persone vittime di P. Maciel. In agosto del 2013 ha assunto l’incarico di direttore territoriale del Messico con una nomina fatta dal pro-direttore generale e il consenso del Delegato Pontificio (leggi tutto).
La Santa Sede ha nominato primo consigliere e vicario P. Juan José Arrieta, spagnolo, parroco, dal 2007, della basilica di Nostra Signora di Guadalupe e san Filippo martire, a Roma. Ordinato sacerdote il 15 agosto 1983, dal 1979 al 1996 è stato formatore dei Legionari a Roma e poi assistente del Direttore Generale per il ramo femminile di vita consacrata nel Regnum Christi. È membro del consiglio direttivo delle opere educative della Legione e del Movimento a Roma. Nel periodo 1996-1999 è stato anche coordinatore di apostolato in Italia. Il 31 gennaio 2012, il Delegato Pontificio lo ha chiamato a far parte del consiglio generale della Legione di Cristo, in particolare come responsabile dell’area della vita religiosa nella congregazione (leggi il curriculum vitae).
Il secondo consigliere è P. Sylvester Heereman, che il 15 ottobre 2012 ha assunto le funzioni del Direttore Generale in seguito alla rinuncia temporale di P. Álvaro Corcuera per ragioni di salute. Ordinato sacerdote il 23 dicembre 2006, è stato nominato Direttore Territoriale della Germania il 6 febbraio 2007 e riconfermato il 10 giugno 2011 come Direttore Territoriale dell’Europa Centrale, dopo la fusione dei territori di Francia e Germania. Il 16 febbraio 2012 è stato nominato Vicario Generale dal Card. Velasio de Paolis (leggi il curriculum vitae).
Terzo consigliere è P. Jesús Villagrasa, Rettore dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, dal mese di agosto del 2013. P. Jesús è stato confermato nell’incarico cui già era stato chiamato il 31 gennaio 2012, dal Delegato Pontificio, con il compito di seguire la rete di scuole e università del Regnum Christi. È dottore in filosofia presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum e laureato in teologia e in Bioetica presso lo stesso Ateneo (2002-2003). Dal 1999 è professore ordinario di Metafisica della Facoltà di Filosofia della medesima istituzione, nella quale ha svolto anche l’incarico di Direttore dell’Ufficio di Qualità e del Nucleo di Valutazione (2009-2013) (leggi il curriculum vitae).
P. Juan Sabadell, anche lui spagnolo, è il quarto consigliere, ed è stato nominato dalla Santa Sede. Viene ordinato sacerdote il 2 gennaio 2001 a Roma. È laureato in filosofia presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum. Dal 1991 al 1993 è stato amministratore e formatore nel Pontificio Collegio Internazionale Maria Mater Ecclesiae di Roma. Dal 1993 al 1995 ha fatto parte dell’equipe di formatori del Centro di Studi Superiori di Roma. Dal 1996 al 2006 ha svolto l’incarico di amministratore territoriale del Nord America e, dal 2004 al 2007, quello di direttore dell’ufficio di ricerca di fondi dello stesso territorio. Dal 2007 al 2009 ha esercitato il suo ministero a Madrid come cappellano delle scuole Everest Monteclaro e Highlands El Encinar e come assistente per l’ECyD. Dal 2009 al 2011 è stato poi prefetto degli studi di filosofia a Thornwood, U.S.A. Dal 2010 al 2012 è stato segretario della Commissione Territoriale del Nord America per la revisione delle Costituzioni della Legione di Cristo (leggi curriculum vitae).
È stato eletto amministratore generale P. José Cárdenas, messicano, che è stato ordinato sacerdote il 24 dicembre 1985, a Roma. Nel 1986 ha collaborato con la fondazione della Legione di Cristo in Brasile. Dal 1987 a 1991 ha ricoperto l'incarico di istruttore dei novizi in Brasile. Dal 1991 al 2001 è stato assistente del direttore territoriale per il Sud America. Dal 2002 al 2012 è stato direttore territoriale di Cile e Argentina. Ha svolto l'incarico di amministratore del territorio del Brasile (leggi curriculum vitae).
Il nuovo procuratore generale è P. Clemens Gutberlet, tedesco, che entra a far parte dei Padri Capitolari, in virtù del suo nuovo incarico. È laureato in filosofia presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum e in Diritto Canonico presso la Pontificia Università S. Tommaso d’Aquino (Angelicum). È stato ordinato sacerdote il 24 dicembre 2003. Dal 1997 al 1999 ha collaborato nella Sede della Direzione Generale a Roma e durante gli anni 2000-2001 è stato prefetto degli studi nel centro del noviziato di Bad Münstereifel. Nel 2006 è stato assunto nel servizio della Santa Sede nella Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, incarico che svolge tutt’ora, oltre a quello di direttore spirituale nel Centro di Studi Superiori di Roma (leggi il curriculum vitae).
(A cura di Antonio Gaspari)
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"Abbiamo avuto un incontro personale con Cristo e vorremmo che anche altri lo facciano"
Padre Eduardo Robles-Gil, LC, racconta come guiderà i Legionari di Cristo e il Regnum Christi in questa nuova fase della loro storia
I Legionari di Cristo stanno vivendo una svolta epocale nella loro settantennale storia. Dopo la sua elezione da avvenuta lo scorso 20 gennaio durante il Capitolo Generale, e dopo la conferma da parte di papa Francesco, padre Eduardo Robles-Gil, LC, avrà il compito di guidare una congregazione rinnovata, con nuove costituzioni e un carisma meglio definito, come richiesto dopo la visita apostolica avviata da papa Benedetto XVI.
Termina così un periodo in cui la congregazione è stata guidata da un Delegato Pontificio, il cardinale Velasio De Paolis. Un percorso durato quattro anni e segnato dal pesante scandalo, svelato nel 2009, sulla “doppia vita” del fondatore, Marcial Maciel. Il carisma della Legione e del Regnum Christi, però, non si identifica con il fondatore, né tantomeno con le sue azioni più o meno malvagie.
La storia dei Legionari di Cristo e del movimento Regnum Christi è qualcosa che va molto al di là delle sue ombre. Tantissime sono le luci e il futuro pone molte sfide tanto difficili quanto stimolanti.
A colloquio con ZENIT, padre Eduardo Robles-Gil ha raccontato la sua storia personale di vocazione sacerdotale e come affronterà l’incarico appena ricevuto.
Padre Eduardo, come è nata la sua vocazione sacerdotale? Perché ha scelto di entrare nella Legione di Cristo?
Padre Eduardo Robles-Gil: Possiamo dire che la mia vocazione è davvero nata con la mia vita cosciente. Ho compiuto i miei studi elementari all’Istituto Cumbres, quindi i primi sacerdoti che ho conosciuto da vicino sono stati i Legionari di Cristo. Pur avendo avuto due zii sacerdoti – cugini di mia madre, un gesuita e un marista – e, anche se andavo a messa e a confessarmi dai domenicani in parrocchia, i sacerdoti con cui più avevo a che fare erano i Legionari di Cristo.
Poi ho iniziato gli studi all’Università Anahuac, anch’essa dei Legionari di Cristo, e sono entrato nel Movimento Regnum Christi. Quindi non ho mai immaginato il sacerdozio fuori dalla Legione, perché è in questo movimento che ho incontrato Cristo e scoperto la sua chiamata.
Nel 1969 stavo iniziando l’ultimo anno di baccellierato e fu l’anno in cui fu avviata la sezione giovanile del Regnum Christi a Città del Messico. Quando iniziai l’università, un amico – che ha un fratello che oggi è legionario ed è anche padre capitolare – entrò nel movimento e, nel 1972, mi invitò a farne parte. Nel 1975 completai gli studi di ingegneria e mi consacrai a Dio come laico nel Regnum Christi, due anni prima di entrare nella Legione.
Si aspettava di poter essere eletto a questo incarico di grande responsabilità?
Padre Eduardo Robles-Gil: In realtà all’inizio non pensavo affatto che sarei stato eletto. Molti di noi pensavano a padre Sylvester Heereman, che, a mio avviso, ha fatto un ottimo lavoro nel periodo in cui ha sostituito padre Alvaro Corcuera l’anno scorso. Tuttavia Papa Francesco ci ha chiesto di eleggere il superiore generale, secondo le Costituzioni del 1994 che fissano l’età minima per questa carica a 40 anni. Padre Sylvester ne ha 39, quindi non era eleggibile.
Iniziai a pensare di poter essere eletto per questa carica soltanto quando, alla mia partenza dal Messico, qualcuno scherzando iniziò a dire che sarei stato come il Papa quando va in Vaticano per il conclave. Nessun cardinale sa con certezza se sarà eletto papa o se tornerà a casa. Per questo motivo mi sono domandato: che succederà se mi eleggono? Nella Legione, però, ho imparato: “Ti seguirò, Signore, ovunque tu vada, ti seguirò ovunque tu mi porti”. E mi sono toccati incarichi o paesi cui avrei preferito rinunciare, perché ero già contento di quelli che ricoprivo. In fondo sapevo che dovevo accettare. Anche perché, come prescrivono le costituzioni, abbiamo l’obbligo dell’obbedienza e il Capitolo è la suprema autorità dell’Istituto.
In questa nuova fase della storia della congregazione, come vivrà (o rivivrà) il carisma dei Legionari di Cristo, specie ora che avete definitivamente rinnegato la figura del fondatore? In particolare come vivrà lei questo carisma, in qualità di direttore generale?
Padre Eduardo Robles-Gil: Dobbiamo tener conto che il Vangelo di San Giovanni (cfr. Gv15,16) ci dice chiaramente che non siamo noi ad aver scelto Lui ma è Lui ad aver scelto noi e ad averci inviato perché diamo frutto, in quanto mandati da nostro Signore. La Chiesa, i discepoli, gli Apostoli, i fondatori, tutti i soggetti della pastorale sono mandati dal Signore. In una congregazione, il carisma è una realtà soprannaturale in cui ti senti identificato, chiamato: nel mio caso, io sono entrato nel movimento Regnum Christi, un movimento di apostolato, che punta a trasformare la vita delle persone e della società attraverso un incontro personale con Cristo vivo e lasciando che sia Lui a fare di ogni persona un apostolo e un missionario. Quando ricevi un carisma, comprendi che Dio ti ha incontrato e tu hai risposto alla sua chiamata. Si può sempre approfondire di più perché è una realtà che non è semplicemente un’idea umana. C’è una dottrina della chiesa che è dogmatica e che si applica ai sacramenti: può capitare che ci sia un sacerdote indegno, tuttavia il sacramento che ci conferisce è valido poiché la grazia attua ex opere operato. E in qualche modo Dio Nostro Signore lo fa anche con noi. Guardando alla storia della Chiesa, abbiamo avuto papi indegni, eppure la Chiesa ha continuato ad esistere e a compiere la sua missione perché è opera di Dio. A noi Legionari è capitato qualcosa del genere.
Come si armonizza l’obbedienza con il carisma?
Padre Eduardo Robles-Gil: Quanto all’obbedienza, la Chiesa oggi ci insegna – come spiega il magistero del Concilio Vaticano II e anche quello successivo – che è un discernimento, in cui superiore e sottoposto cercano insieme la volontà di Dio. Io non mi ritrovo nell’idea di una obbedienza cieca: nella Legione abbiamo imparato che essa viene motivata dalla fede. Nel dialogo fiducioso con il superiore, il sottoposto può avere delle perplessità che può esporre liberamente, ma l’obbedienza non cambia: il modello è Cristo nelle mani di suo Padre: “Non sia fatta la mia volontà ma la Tua”. Se questo non avviene, non c’è vera obbedienza. Il discernimento è fare quello che ha fatto Gesù nel Getsemani. È anche importante capire che il superiore non è un padrone, ma che anche lui deve cercare sempre il volere di Dio e agire secondo le norme del diritto.
Il Santo Padre si è fatto presente con qualche indicazione per la configurazione del nuovo governo dell’Istituto. Cosa vi ha chiesto?
Padre Eduardo Robles-Gil: A dicembre, il Santo Padre ci ha chiesto di eleggere il direttore generale e due consiglieri generali. Inoltre si è riservato la nomina del vicario generale e di un consigliere. Ha poi indicato che le elezioni fatte dal Capitolo venissero confermate dalla Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata. Abbiamo riferito al Santo Padre l’elezione così come è avvenuta e lui ha confermato me come direttore generale e due dei consiglieri generali: padre Sylvester Heereman e padre Jesús Villagrasa. Egli ha nominato, secondo quanto aveva indicato tramite il Delegato, padre Juan José Arrieta vicario generale e padre Juan Sabadell consigliere generale. Il 6 febbraio Sua Eccellenza Mons. José Rodriguez Carballo, segretario della Congregazione, ci ha comunicato la conferma delle elezioni e i nominativi dei consiglieri prescelti dalla Santa Sede. Lo abbiamo accolto con un grande applauso in aula.
Abbiamo un papa latinoamericano che, in quanto appartenente alla Compagnia di Gesù, ben conosce i dinamismi della vita consacrata e religiosa, e che ha posto la sfida dell’andare “verso le periferie”. Come risponderete a questa sfida e che tipo di evangelizzazione farete?
Padre Eduardo Robles Gil: Dobbiamo distinguere e accogliere con prontezza le indicazioni del Papa. Nella sua Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium lui parla alla Chiesa in generale e fa l’invito a continuare ad annunciare Cristo a ogni persona con gioia ed entusiasmo. Il nostro servizio è soprattutto nell’educazione delle persone, molte delle quali sono battezzate ma non praticanti. Esse si trovano nelle ‘periferie esistenziali’, ovvero dove Gesù Cristo non è arrivato o è, in un certo senso, dimenticato. Abbiamo molte scuole e alcune università che sono luoghi prescelti per fare l’annuncio dell’amore e della misericordia di Dio. In Messico, Venezuela, Cile, Brasile ed altri paesi abbiamo allievi delle scuole diMano Amiga, dove gli studenti pagano rette bassissime, poiché crediamo che l’educazione sia il miglior modo per far scomparire la miseria e aprire opportunità di futuro. Anche lì troviamo periferie sociologiche e spesso anche povertà spirituale. Quest’ultimo è un terreno di evangelizzazione che papa Francesco ha molto a cuore.
Prendiamo molto sul serio quello che dice il Papa perché è la ragione della nostra esistenza. Perché abbiamo fatto un incontro personale con Cristo e vogliamo che anche altre persone lo facciano. Il Papa parla di una Chiesa che “esce”, una Chiesa che sente la forza della sua missione, che non ha paura. E noi vogliamo, anche attraverso la nostra esperienza recente, proclamare la misericordia di Dio.
Giovedì 6 febbraio i Legionari hanno diffuso un comunicato in cui si parla del fondatore e, molto coraggiosamente, assumono una posizione senza mezze misure. Questa presa di posizione è stata difficile da assumere o era qualcosa che già avevate maturato? È il segno di un cambiamento?
Padre Eduardo Robles-Gil: Non so se prenderlo come una maturazione, poiché era qualcosa che già era avvenuto. Se analizzate la lettera del governo generale e dei direttori territoriali del 2010, il contenuto in merito al fondatore è molto simile. Tuttavia, visto il percorso fatto questi anni sotto la guida del cardinale De Paolis, ci è sembrato necessario riprendere il discorso nel Capitolo Generale e parlare con chiarezza. Non dimentichiamo che il Capitolo rappresenta tutta la congregazione, e non soltanto i superiori. La novità del comunicato, oltre a quello che viene detto sul fondatore e le richieste di perdono, è la risposta a quanto è scaturito dalla visita apostolica e il camino percorso sotto la direzione del Delegato pontificio che ci ha portato a vedere alcune cose che non abbiamo fatto del tutto bene o che potrebbero essere migliorate. In un certo senso è un cammino di conversione che non finirà mai, perché possiamo sempre aprirci alla grazia che ci rende più simili a Cristo.
Oggi i Legionari sono quasi mille sacerdoti, un movimento che è cresciuto molto. Che prospettive ci sono per il futuro?
Padre Eduardo Robles-Gil: Noi siamo quelli che lavorano la terra, però è Dio quello che ci chiama e la verità è che ci piacerebbe continuare a crescere nel numero di sacerdoti, nel numero di seminaristi, nel numero di laici impegnati, ma al ritmo che Dio vorrà. È comunque necessaria anche un po’ di prudenza nella crescita, non tanto delle vocazioni che non saranno mai sufficienti, quanto delle opere. In passato forse abbiamo avviato troppe iniziative simultaneamente e negli ultimi anni siamo stati costretti a chiudere qualche opera e addirittura a lasciare qualche diocesi o qualche città. Continuiamo ad imparare sempre.
La Legione è affiancata da una realtà laicale molto importante, il Regnum Christi. Come auspica che i laici accompagnino la congregazione in questa fase di cambiamento?
Padre Eduardo Robles-Gil: Questa domanda non permette una risposta unica. Noi Legionari ci definiamo come parte del Movimento Regnum Christi, siamo una realtà complessa, ricca di vocazioni diverse: sacerdoti, laici consacrati e consacrate, laici impegnati. In qualche modo tutti fanno parte della nostra realtà che è impegnata nella missione in risposta alla chiamata di Dio. Gli altri membri del Regnum Christi sono chiamati nel loro stato e nella loro condizione di vita, quindi la loro vocazione avviene in altre circostanze. I laici devono fare in modo che Gesù Cristo regni nelle loro famiglie, nel loro lavoro, nella loro professione. E fare in modo che Cristo regni sempre di più nel cuore degli uomini e nella società. Ci aiutiamo reciprocamente, secondo la spiritualità di comunione. Certamente, come sacerdoti, uno dei nostri compiti – come definito nelle nostre Costituzioni – è quello di assistere spiritualmente i membri del Regnum Christi. Noi sacerdoti, i consacrati e i laici partecipiamo allo stesso carisma, ma esso si articola secondo la particolare vocazione di ognuno. La diversità nell’unità è una ricchezza per tutti.
Cosa le mancherà del Messico?
Padre Eduardo Robles-Gil: Premetto che ho lavorato come sacerdote in molti luoghi, tuttavia la maggior parte dei miei trent’anni di sacerdozio non li ho trascorsi in Messico, nella città dove sono nato, dove ho studiato e dove vive la mia famiglia. Quindi l’amicizia della gente che mi vuol bene e dei miei familiari è quello che mi mancherà, il resto no. Non mi mancheranno i tacos, che pure mi piacciono, ma gli amici e le persone cui voglio bene.
C’è qualcosa che non le abbiamo chiesto e che desidera comunicare ai lettori e ai collaboratori di ZENIT?
Padre Eduardo Robles-Gil: Oggi i mezzi di comunicazione sociali sono molto importanti. Da molto tempo seguo le notizie sulla Chiesa attraverso ZENIT. Credo molto nel servizio che offrite e ritengo che, tra le tante notizie, la Chiesa rappresenti una notizia positiva in molti ambienti. Vorrei ringraziare tutti coloro che in passato hanno reso possibile questo servizio ecclesiale e anche coloro che lo rendono possibile oggi.
Le vicende che stiamo vivendo con il Capitolo Generale e con la Legione sono un momento di speranza che viene da Dio Nostro Signore. La speranza c’è se la terra è fertile, e qui viene il lavoro di tutti i laici del movimento e dei Legionari: dobbiamo cercare di essere una terra fertile per portare molto frutto a gloria di Dio.
Vorrei anche ringraziare quanti ci hanno accompagnato questi anni con le loro preghiere e il loro sostegno. Siamo riconoscenti alla loro carità e vogliamo corrispondere anche con le nostre preghiere.