martedì 22 ottobre 2013

Tenacemente donne

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Dodici storie di donne contemporanee che, attraverso il loro genio, l’inventiva, l’amore incondizionato e totale, testimoniano la bellezza generatrice della fede. E’ il libroTenacemente donne” delle giornaliste vaticaniste Alessandra Buzzetti e Cristiana Caricato, edito dalle Paoline, e presentato sabato a Roma nell’ambito dell’incontro sul tema “Il Vangelo delle donne – Testimonianze al femminile nella Chiesa di oggi”.
L’evento è stato organizzato dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione. Ma come nasce l’idea di raccontare queste figure femminili? Marina Tomarro lo ha chiesto a Cristiana Caricato:
R. – Il libro nasce dall’incontro con una donna: questa donna è Chiara Corbella Petrillo. Chiara è una donna di 28 anni, una giovane mamma, che ha dato la vita a suo figlio, non per suo figlio ma a suo figlio, e che ha interpretato la sua breve esistenza con una luminosità che non può non stupire chiunque entri in contatto con la sua storia. Da questo incontro, e insieme anche alla suggestione data da una delle catechesi di Benedetto XVI dedicata alla santità nascosta, è nata l’esigenza di parlare di persone che vivono nel quotidiano la loro fede, con intensità, autenticità e che – proprio per questo – fanno grande la Chiesa.
D. – Dodici donne, dodici storie differenti: c’è un filo rosso che le unisce?
R. – L’unico filo rosso che può unire delle donne è quello dell’amore. Come dice Maria Voce splendidamente, nella prefazione, è questa carità, la carità femminile, il filo rosso che unisce queste dodici storie, che ricordano un po’ quella dei dodici Apostoli.
Dalle pagine del testo, man mano, si disegnano immagini di donne che hanno dovuto spesso affrontare situazioni molto difficili, ma con una forza che solo la vera fede può donare.
Ascoltiamo Alessandra Buzzetti:
R. – La tenacia delle donne che raccontiamo è soprattutto quella tenace letizia che non crolla neanche davanti a dei drammi tremendi – dalle violenze alle bambine del Pakistan, ai divorzi e anche alle esperienze degli aborti – che in maniera incredibile e misteriosa diventano in realtà terreno di incontro col cristianesimo e quindi una nuova e inaspettata fecondità. Sono donne che vivendo pienamente la loro vocazione diversa – spose, madri, missionarie… – si pongono e provocano: quindi provocano chi sta accanto, non rivendicano qualcosa perché sono donne realizzate.
Tra le donne raccontate in questo libro c’è Marcella, una madre single consacrata dell’Associazione Giovanni XXIII. Nel 1988, le è stato permesso di adottare bambini con handicap gravissimi, di li è partito nella sua vita un percorso d’amore, che va avanti ancora oggi. Ascoltiamo la sua testimonianza:
R. – Ho sempre cercato di trasmettere che il volersi bene non dipende da quello che uno fa o non fa, perché il Signore ci vuole bene a prescindere da quello che facciamo e che nessuno di noi merita niente, nel senso che non credo che sia una questione di merito, ma è una questione di voler bene e basta! Quindi io volevo bene a loro comunque, qualsiasi cosa facessero: potevano non piacermi le cose che facevano, ma non erano loro che venivano meno, era per quella cosa lì che, tra l’altro, faceva male a loro. Ho sempre cercato di far leggere la loro storia e di dire che da quella storia loro devono ripartire: con tutte quelle carenze, con tutte quelle fatiche, ma solo da quella storia lì avrebbero potuto ripartire per essere diversi. Non possiamo pensare di essere felici se non partiamo da quello che siamo, da quello che abbiamo vissuto nel bene e nel male.
All’incontro era presente anche l’arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione:
R. – Come dicono le pagine di questo libro, sono delle testimoni che con la loro audacia, con la loro forza diventano un segno concreto di quel ruolo che la donna ancora riesce a svolgere nella società di oggi, nonostante le tante situazioni di gratuita violenza e anche di emarginazione. Queste pagine dicono che il coraggio delle donne è paradigmatico per tanti che vogliono comprendere realmente in quale modo si può vivere la fede.
D. – Anche Papa Francesco sottolinea molto spesso l’importanza delle donne, pure nella Chiesa…
R. – Certamente. Le donne hanno una missione fondamentale nella Chiesa, che è quella di trasmettere il Vangelo. Probabilmente nessuno come le donne – soprattutto oggi – ha una capacità di comunicazione e di trasmissione della fede che è quella che noi vediamo quotidianamente nelle nostre parrocchie. Se non ci fossero loro, con il volontariato che svolgono nei tanti servizi: da quello dell’accoglienza alla catechesi per i bambini e alle tantissime altre espressioni. Là dove si manifesta il servizio della Chiesa, là le donne sono presenti.
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Dodici donne che hanno dimostrato una "fede limpida" compiendo "cose eccezionali ma che loro considerano normali": sono quelle cui danno voce nel libro "Tenacemente donne" (Edizioni Paoline) le giornaliste Alessandra Buzzetti (Tg5) e Cristiana Caricato (Tv2000). C'è Cristina, operaia con 3 figli e un marito senza lavoro, che manda avanti la famiglia con 800 euro al mese, cercando sempre di condividere il poco che ha, e c'è Costanza Miriano, mamma di quattro bambini, giornalista Rai e scrittrice di successo e anche Nazreen, 56 anni, pakistana, suora delle Sisters of Loretto, che si batte per il rispetto dei diritti primari delle donne: ogni storia, dai palcoscenici del mondo o nel nascondimento della vita quotidiana, racconta "quell'amore senza ritorno, tutto femminile, capace di far fiorire anche gli angoli più bui e deserti del mondo", come sottolinea una delle autrici, Cristiana Caricato.

Da dove viene l'idea di questo libro?

Caricato: Da due input diversi e da una consapevolezza di fondo che insieme hanno stimolato la mia riflessione, condivisa poi con Alessandra Buzzetti. Il primo input è stata la storia di Chiara Corbella – che è l'unica donna non vivente di cui parliamo nel libro – morta a 28 anni per un cancro che ha aspettato a curare perchè era in attesa del terzo figlio. La sua testimonianza mi ha colpito molto perchè mi ha fatto pensare che donne che vivono così la loro fede sono capaci non solo di convertire le persone come ha fatto lei, ma di cambiare la Chiesa tutta e la percezione che si ha della Chiesa. L'altro input è venuto da una catechesi di Benedetto XVI sulla santità "nascosta", nota solo a Dio e più diffusa di quanto crediamo. E in effetti è vero che spesso abbiamo accanto persone che vivono la loro fede con tenacia e limpidezza ma non ce ne accorgiamo perchè siamo accecati da quanto di macroscopico accade nella storia.

E qual è la consapevolezza di fondo?

Caricato: La consapevolezza, confermata anche da Papa Francesco, è che nella Chiesa c'è una generale sottovalutazione del ruolo della donna. Tutto quanto è accoglienza, calore, disponibilità, servizio in genere ha un'origine femminile e si esprime attraverso l'amore coniugale, materno, amicale. La fecondità della donna non è solo biologica ma genera alla fede trasmettendo amore. Le tante storie semplici di persone che fanno acrobazie per tenere unita la famiglia o che si dedicano ogni giorno per ore all'assistenza dei bisogni più elementari dei figli disabili gravissimi come Marcella dell'Associazione Giovanni XXIII, un'altra delle testimonianze del libro, lo rende evidente. Ma se la donna "è la colonna dell'edificio Chiesa", è però una colonna ignorata. Il nostro non vuole essere un libro che avanza delle rivendicazioni nè si colora di femminismo "cattolico", ma intende dare evidenza ai fatti.

Senza trarre conclusioni?

Caricato: Le conclusioni le hanno tirate, in realtà, Maria Voce, la presidente del Movimento dei Focolari che ha firmato la prefazione e il cardinale Georges Marie Martin Cottier, teologo emerito della Casa pontificia, che ha scritto al postfazione: Chiesa è femminile, ma si vede sempre una Chiesa al maschile. Sarà perchè alle donne non interessa quasi mai il potere e si esprimono nel servizio, però, come Maria, sono non solo operative ma anche contemplative e Maria gode di supremazia rispetto agli apostoli.

A proposito di apostoli, avete scelto 12 storie per richiamare i 12 apostoli?

Caricato: L'idea è quella, con l'obiettivo di evidenziare il ruolo delle donne nella Chiesa. E' un libro tutto al femminile, con due autrici, una casa editrice al femminile – le Paoline -, è dedicato anche a due donne, le nostre mamme che ci hanno educato alla fede. Poi mescola mondi e provenienze diverse, perchè le storie appartengono a continenti e Paesi differenti e perchè le donne coinvolte sono espressione di segmenti diversi della Chiesa: Focolarini, Comunione e liberazione, Opus Dei, Comunità Giovanni XXIII, una suora trappista. Ma non è stato fatto con una suddivisione a tavolino, per ragioni di rappresentanza: abbiamo scelto d'istinto storie piene di passione per la vita e per la propria fede. Il segno, in fondo, che le donne sono capaci di costruire insieme nonostante le differenze.

E' vero che ne avete parlato con Papa Francesco?

Caricato: Abbiamo avuto modo di presentargli il libro e ci ha detto che il tema gli sta molto a cuore perchè si fa ancora poco al riguardo. Ci ha congedato affermando: "Dobbiamo inventarci qualcosa di nuovo...".
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