Il fenomeno è in crescita anche in Francia.
(Giovanni Zavatta) A partire dal concilio Vaticano II, il laicato ha preso via via, all’interno della Chiesa, tutto il suo spazio. La costituzione dogmatica Lumen gentium ha riconosciuto che ogni persona battezzata è chiamata alla santità e che «ogni laico deve essere davanti al mondo un testimone della risurrezione e della vita del Signore Gesù e un segno del Dio vivo.
Tutti insieme, e ognuno per la sua parte, devono nutrire il mondo con i frutti spirituali e in esso diffondere lo spirito che anima i poveri, miti e pacifici, che il Signore nel Vangelo proclamò beati» (38). In virtù di questa apertura, molti laici si sono avvicinati agli ordini religiosi per essere sostenuti nel loro cammino umano e spirituale, venendo a contatto con fratelli e sorelle che perseguono lo stesso scopo ma nel celibato e in comunità. Un legame reciproco che ha rafforzato l’idea di rinnovamento, ma che, per proseguire nel migliore dei modi, ha bisogno di nuovi spunti e illuminazioni. Padre Jean-Pierre Longeat, presidente della Conferenza dei religiosi e delle religiose di Francia (Corref), spiega così, in un editoriale sul relativo blog, motivazioni e obiettivi dell’incontro «Famiglie spirituali 2013» che si tiene a Lourdes dal 18 al 20 ottobre. «Il fenomeno dei laici che cercano negli istituti religiosi la possibilità di approfondire la loro fede e di allargare la propria vita cristiana è in costante evoluzione e ampliamento — spiega Longeat — e la Chiesa viene interrogata e incoraggiata da tale realtà».
Organizzato dalla Corref, l’evento ha per titolo «Quando soffia lo Spirito. Vivere insieme il Vangelo nella scia dei fondatori, al servizio della missione della Chiesa». Riunirà, a sei anni di distanza da un precedente incontro voluto dalla Conferenza dei superiori maggiori e dalla Conferenza delle superiori maggiori, i responsabili degli istituti religiosi con laici, diaconi, sacerdoti costituitisi in “famiglie spirituali” rappresentate da gruppi associati, affiliati, oblati, volontari, cooperatori, reti di tutela, rami secolari, amici, fraternità. Sono attesi millecinquecento partecipanti. Tra essi suor Bernadette Delizy, che interverrà il primo giorno, autrice nel 2004 del libro Vers des “Familles évangéliques”. Le renouveau des relations entre chrétiens et congrégations. A Lourdes presenterà i risultati di un’inchiesta condotta tra giugno e settembre 2012 in tutti gli istituti membri della Corref e del Service des Moniales. Le cifre sono approssimative per difetto (molti istituti non hanno risposto) ma sarebbero almeno quarantamila in Francia i laici vicini a congregazioni o a ordini religiosi: i membri dei Gruppi di vita evangelica, tredicimila nel 2007, sono per esempio saliti a sedicimila nel 2013, gli oblati benedettini a duemila, e aumenta anche il numero delle tutele (scolastiche, sanitarie, socio-assistenziali) così come dei gruppi formati da celibi e nubili consacrati. La crescita negli ultimi cinque-sei anni è progressiva e spesso i monasteri interessati dalle relazioni con questi nuovi gruppi sono luoghi di accoglienza o di accompagnamento delle varie fraternità (francescane, carmelitane, degli oblati benedettini, dei laici cistercensi). Alla sequela dei fondatori, i laici pongono al primo posto il carisma religioso degli istituti, all’interno di una tradizione viva, su un piano spirituale e di missione. La crescita, per alcune di queste “famiglie spirituali”, è esponenziale: nel 1955, all’atto della nascita, l’associazione «Charles de Foucauld» contava otto gruppi; oggi sono diventati venti, composti da più di tredicimila aderenti nel mondo.
Le “famiglie spirituali” rappresentano, per il presidente della Corref, «una novità e allo stesso tempo qualche cosa di assai radicato nella storia della vita religiosa», poiché «c’è sempre stata una collaborazione fra religiosi e laici desiderosi di condividere un ideale ascetico di qualche tipo». I laici cercano un riconoscimento, «auspicano che la Chiesa locale sappia che essi esistono e che questa spiritualità li formi e plasmi il loro modo di essere cristiani in coppia o nel lavoro», aggiunge suor Suzanne David, che a Lourdes relazionerà sull’aspetto canonico, mentre gli approfondimenti teologico ed ecclesiologico sono affidati rispettivamente a padre Jean-Claude Lavigne, domenicano, e a padre Laurent Villemin, docente all’Istituto cattolico di Parigi. La problematica di questi gruppi è oggi essenzialmente missionaria, sottolinea ancora suor Suzanne: «La loro domanda è come proporre il Vangelo tradotto nel volto del fondatore. Esiste un reale desiderio di servire la Chiesa e di trovare luoghi pertinenti per proporre il Vangelo». Un impegno che spesso fa avvicinare, nell’ambito della parrocchia, chi è lontano o si è allontanato dalla Chiesa. Su tutto questo ci si confronterà sabato pomeriggio nei ventotto ateliers previsti nella chiesa di Santa Bernadette, luogo che ospiterà l’incontro.
Da Arnaud Arcadias, 40 anni, responsabile dei programmi della trasmissione televisiva «Le Jour du Seigneur» e membro del gruppo «Giorgio Frassati», entrato a far parte delle Fraternità laiche domenicane, ad Alexandre e Stéphanie Fevre, 27 anni entrambi, marito e moglie, divenuti animatori presso le Orsoline dell’Unione Romana ad Avallon, da David Viagulasamy, 28 anni, presidente del Movimento salesiano dei giovani d’Europa, a Thierry e Denise Mateille, anch’essi sposati, oblati di San Giovanni, ai laici associati alla congregazione di Santa Clotilde: sono innumerevoli gli esempi di questo fervore che stimola la Chiesa. «In Francia — osserva padre Michel Laloux, ministro provinciale dell’Ordine francescano frati minori — si contano circa tremila laici che seguono san Francesco d’Assisi e il suo modo di vivere il Vangelo. Molte comunità sono composte da anziani ma non mancano quelle più giovani, come a Cholet o a Bitche, e due nuove stanno nascendo a Besançon. Alcune pregano sul modello del rinnovamento carismatico, altre vivono una condivisione più intellettuale, altre ancora sono impegnate sul terreno sociale. I laici — sottolinea — ci servono, ci danno aiuto e sostegno, reciproco. A volte, in alcune zone non raggiunte dai frati, i laici proseguono da soli il cammino e capita anche che la vita religiosa rinasca grazie a loro. Coppie, famiglie, bambini sono invitati a sviluppare la nostra complementarità. E mi sento incoraggiato quando vedo tutte queste persone rese felici dalla spiritualità di san Francesco».
L'Osservatore Romano
Organizzato dalla Corref, l’evento ha per titolo «Quando soffia lo Spirito. Vivere insieme il Vangelo nella scia dei fondatori, al servizio della missione della Chiesa». Riunirà, a sei anni di distanza da un precedente incontro voluto dalla Conferenza dei superiori maggiori e dalla Conferenza delle superiori maggiori, i responsabili degli istituti religiosi con laici, diaconi, sacerdoti costituitisi in “famiglie spirituali” rappresentate da gruppi associati, affiliati, oblati, volontari, cooperatori, reti di tutela, rami secolari, amici, fraternità. Sono attesi millecinquecento partecipanti. Tra essi suor Bernadette Delizy, che interverrà il primo giorno, autrice nel 2004 del libro Vers des “Familles évangéliques”. Le renouveau des relations entre chrétiens et congrégations. A Lourdes presenterà i risultati di un’inchiesta condotta tra giugno e settembre 2012 in tutti gli istituti membri della Corref e del Service des Moniales. Le cifre sono approssimative per difetto (molti istituti non hanno risposto) ma sarebbero almeno quarantamila in Francia i laici vicini a congregazioni o a ordini religiosi: i membri dei Gruppi di vita evangelica, tredicimila nel 2007, sono per esempio saliti a sedicimila nel 2013, gli oblati benedettini a duemila, e aumenta anche il numero delle tutele (scolastiche, sanitarie, socio-assistenziali) così come dei gruppi formati da celibi e nubili consacrati. La crescita negli ultimi cinque-sei anni è progressiva e spesso i monasteri interessati dalle relazioni con questi nuovi gruppi sono luoghi di accoglienza o di accompagnamento delle varie fraternità (francescane, carmelitane, degli oblati benedettini, dei laici cistercensi). Alla sequela dei fondatori, i laici pongono al primo posto il carisma religioso degli istituti, all’interno di una tradizione viva, su un piano spirituale e di missione. La crescita, per alcune di queste “famiglie spirituali”, è esponenziale: nel 1955, all’atto della nascita, l’associazione «Charles de Foucauld» contava otto gruppi; oggi sono diventati venti, composti da più di tredicimila aderenti nel mondo.
Le “famiglie spirituali” rappresentano, per il presidente della Corref, «una novità e allo stesso tempo qualche cosa di assai radicato nella storia della vita religiosa», poiché «c’è sempre stata una collaborazione fra religiosi e laici desiderosi di condividere un ideale ascetico di qualche tipo». I laici cercano un riconoscimento, «auspicano che la Chiesa locale sappia che essi esistono e che questa spiritualità li formi e plasmi il loro modo di essere cristiani in coppia o nel lavoro», aggiunge suor Suzanne David, che a Lourdes relazionerà sull’aspetto canonico, mentre gli approfondimenti teologico ed ecclesiologico sono affidati rispettivamente a padre Jean-Claude Lavigne, domenicano, e a padre Laurent Villemin, docente all’Istituto cattolico di Parigi. La problematica di questi gruppi è oggi essenzialmente missionaria, sottolinea ancora suor Suzanne: «La loro domanda è come proporre il Vangelo tradotto nel volto del fondatore. Esiste un reale desiderio di servire la Chiesa e di trovare luoghi pertinenti per proporre il Vangelo». Un impegno che spesso fa avvicinare, nell’ambito della parrocchia, chi è lontano o si è allontanato dalla Chiesa. Su tutto questo ci si confronterà sabato pomeriggio nei ventotto ateliers previsti nella chiesa di Santa Bernadette, luogo che ospiterà l’incontro.
Da Arnaud Arcadias, 40 anni, responsabile dei programmi della trasmissione televisiva «Le Jour du Seigneur» e membro del gruppo «Giorgio Frassati», entrato a far parte delle Fraternità laiche domenicane, ad Alexandre e Stéphanie Fevre, 27 anni entrambi, marito e moglie, divenuti animatori presso le Orsoline dell’Unione Romana ad Avallon, da David Viagulasamy, 28 anni, presidente del Movimento salesiano dei giovani d’Europa, a Thierry e Denise Mateille, anch’essi sposati, oblati di San Giovanni, ai laici associati alla congregazione di Santa Clotilde: sono innumerevoli gli esempi di questo fervore che stimola la Chiesa. «In Francia — osserva padre Michel Laloux, ministro provinciale dell’Ordine francescano frati minori — si contano circa tremila laici che seguono san Francesco d’Assisi e il suo modo di vivere il Vangelo. Molte comunità sono composte da anziani ma non mancano quelle più giovani, come a Cholet o a Bitche, e due nuove stanno nascendo a Besançon. Alcune pregano sul modello del rinnovamento carismatico, altre vivono una condivisione più intellettuale, altre ancora sono impegnate sul terreno sociale. I laici — sottolinea — ci servono, ci danno aiuto e sostegno, reciproco. A volte, in alcune zone non raggiunte dai frati, i laici proseguono da soli il cammino e capita anche che la vita religiosa rinasca grazie a loro. Coppie, famiglie, bambini sono invitati a sviluppare la nostra complementarità. E mi sento incoraggiato quando vedo tutte queste persone rese felici dalla spiritualità di san Francesco».