venerdì 14 novembre 2014

Congresso dei Movimenti: tappa verso la maturità ecclesiale



Presentato il terzo congresso mondiale dei movimenti ecclesiali e delle nuove comunità. Trasformazione missionaria

Nei movimenti ecclesiali sorprende «la fantasia missionaria», cioè quella capacità di trovare modalità e cammini sempre nuovi per testimoniare e annunciare il Vangelo. È partito da questa premessa il cardinale Stanisław Ryłko, presidente del Pontificio consiglio per i laici, per presentare il III congresso mondiale dei movimenti ecclesiali e delle nuove comunità sul tema «La gioia del Vangelo: una gioia missionaria...». Durante l’incontro, svoltosi nella Sala Stampa della Santa Sede venerdì mattina, 14 novembre, il porporato ha fatto osservare che il tema richiama l’esortazione apostolica Evangelii gaudium. Infatti, i movimenti ecclesiali e le nuove comunità si ritroveranno per rispondere all’invito di Papa Francesco a essere «veri protagonisti di una nuova tappa della missione evangelizzatrice della Chiesa».
Nel ricordare che Bergoglio «aveva conosciuto i movimenti ecclesiali quando era ancora arcivescovo di Buenos Aires, stringendo con non pochi di essi un forte legame di amicizia che dura tutt’oggi», e che una volta «eletto Pontefice, ha continuato lo stesso cammino pastorale di grande apertura nei confronti di queste realtà», il cardinale ha detto che questo congresso si configura come «un importante evento ecclesiale». A organizzarlo è il Pontificio consiglio per i laici, cioè quel dicastero al quale il Papa «ha affidato il compito di seguire le nuove realtà ecclesiali». L’incontro, che si svolgerà dal 20 al 22 novembre nel Pontificio collegio Maria Mater Ecclesiae di Roma, vedrà la partecipazione di circa trecento persone, tra fondatori, moderatori generali e delegati, in rappresentanza di un centinaio di movimenti e nuove comunità, ai quali «si unirà un folto numero di pastori, vescovi e sacerdoti, la cui presenza — ha sottolineato il porporato — è per noi particolarmente significativa». 
Dell’esortazione apostolica Evangelii gaudium, quale testo ispiratore del congresso mondiale, ha parlato anche il vescovo Josef Clemens, segretario del dicastero. «Si potrebbe descrivere l’idea guida del nostro Congresso — ha detto — come risposta all’invito del Papa alla trasformazione missionaria della Chiesa». Molti movimenti e nuove comunità, ha fatto notare il presule, «sono già impegnati in uno sforzo di “uscita” missionaria che coincide spesso con il carisma di fondazione». Queste tre giornate, ha aggiunto, intendono esprimere «il fondamento, le varie dimensioni e alcuni aspetti dell’impegno missionario». Il vescovo ha poi informato che i relatori sono laici ed ecclesiastici, uomini e donne, e provengono da varie parti del mondo. Alle loro relazioni seguirà sempre un ampio spazio per domande e interventi da parte dei partecipanti. Infatti, «il carattere dell’evento sarà quello dell’incontro, del dialogo e del mutuo ascolto». 
Maria Voce, presidente del movimento dei Focolari, nel suo intervento ha sottolineato come questo congresso sia stato convocato nel cinquantesimo anniversario del Vaticano II, in una fase di riscoperta della figura di Paolo VI «come Papa del dialogo e come Papa dei laici». È un momento, quindi, propizio per la celebrazione di questo incontro, che vuole rilanciare le domande che Papa Francesco «continua a porre a tutta la Chiesa, come istituzione e come popolo di Dio». Per questo, ha aggiunto, «anche quanti facciamo parte del movimento dei Focolari sentiamo il dovere di lasciarci interrogare dalle sue parole e dalle sue scelte. Non basta ammirare; stiamo lavorando perché possano interpellarci in profondità, in fatto di radicalità, di apertura e concretezza». 
Al concilio Vaticano II ha fatto riferimento anche Jean-Luc Moens della Communauté de l’Emmanuel, che ha parlato del come fare esperienza di comunione con la Chiesa universale e con il pastore che la guida, oltre che esperienza di comunione fra i diversi movimenti e comunità.
L'Osservatore Romano

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Si aprirà giovedì prossimo il terzo Congresso mondiale dei Movimenti ecclesiali e delle nuove comunità, promosso e organizzato dal Pontificio Consiglio per i Laici sul tema “La gioia del Vangelo: una gioia missionaria”. “Intendiamo essere protagonisti di una nuova tappa della missione evangelizzatrice della Chiesa, segnata dalla gioia, come vuole il Papa”. Così si è espresso oggi, presentando l’evento, il presidente del dicastero vaticano, il cardinale Stanisław Ryłko. Le aspettative dei Movimenti e delle Comunità sono state invece espresse da Maria Voce, presidente del Movimento dei Focolari, e dal prof. Jean-Luc Moens, responsabile per le relazioni internazionali della "Communauté de l’Emmanuel".
Circa 300 partecipanti in rappresentanza di un centinaio di Movimenti e nuove Comunità ecclesiali del mondo si preparano a vivere dal 20 al 22 novembre la terza tappa di una “crescita verso la maturità ecclesiale”, iniziata nel 1998 e proseguita nel 2006. Così il cardinale Stanisław Ryłkoha definito il prossimo Congresso, inserendolo nel contesto ecclesiale scaturito dal Concilio Vaticano II e segnato tutt’oggi da entusiasmo e adesioni nonostante “il secolarismo dilagante”:
"Molti si chiedono come mai, in un mondo che in maniera così radicale rifiuta Dio, si trovano ancora tanti uomini e donne, adulti e giovani, che scoprono la gioia e la bellezza di essere cristiani e con tanto entusiasmo scelgono Cristo e il suo Vangelo come bussola sicura della loro esistenza... È veramente grande la varietà e la ricchezza dei nuovi carismi che lo Spirito Santo elargisce alla Chiesa dei nostri tempi, dai quali nascono tanti Movimenti ecclesiali e nuove Comunità, che propongono itinerari pedagogici di iniziazione cristiana di stupefacente efficacia, capaci di cambiare la vita delle persone e di svegliare in esse uno straordinario slancio evangelizzatore. Sorprende la loro fantasia missionaria, la capacità di trovare modi e vie sempre nuovi di testimonianza e di annuncio del Vangelo".
Novità di quest’anno è l’ispirazione, nata dall’Esortazione apostolica "Evangelii Gaudium" di Papa Francesco e dalla sua idea di Chiesa di cui i Movimenti, ha sottolineato il porporato, vogliono essere gli attuatori. Il cardinale Rylko:
"Papa Francesco vuole una Chiesa 'in uscita' verso le periferie geografiche ed esistenziali del nostro mondo, una Chiesa particolarmente attenta e vicina a tutti i poveri, sofferenti ed esclusi - prodotto amaro della 'cultura dello scarto' oggi dominante... Ed è proprio questa la grande e fondamentale sfida che il popolo dei Movimenti  vuole accogliere durante questo terzo Congresso mondiale".
In questo quadro, ha precisato il segretario del Pontificio Consiglio per i laici, mons Josef Clemens, si sviluppano le tre giornate di lavori:
"In questo quadro generale, si collocano le tre giornate del nostro Congresso che intendono esplicitare il fondamento, le varie dimensioni e alcuni aspetti dell’impegno missionario. I relatori sono laici ed ecclesiastici, uomini e donne, e provengono da varie parti del mondo e alle loro relazioni seguirà sempre un ampio spazio per domande e interventi da parte dei partecipanti. Il carattere dell’evento sarà quello dell’incontro, del dialogo e del mutuo ascolto.
Citati da mons Clemens gli argomenti in programma: il contesto e i diversi aspetti dell’evangelizzazione,il dinamismo e la collaborazione tra carismi, il ruolo delle donne e i percorsi di inclusione dei poveri. Grandi le attese da parte dei partecipanti. Ciascuno darà il proprio contributo secondo i diversi carismi, ha detto Maria Voce, presidente del Movimento dei Focolari:
"Ci auguriamo che il prossimo Convegno, dando seguito a questa storia, segni un passo di maturità, cioè che riflessioni e confronto, comunione di successi e di sconfitte, di esperienze e di progetti, pongano le condizioni perché Dio, Signore della storia, possa trarre da esso non solo frutti di comunione e di arricchimento reciproco, ma il frutto di orientare maggiormente tutti, e tutti insieme, a guardare e a vivere sempre e con gioia rinnovata, per l’unico grande scopo della Chiesa di Cristo: 'Padre che siano una sola cosa… che tutti siano uno'. Questo è il 'sogno di Dio'. Speriamo di saper rispondere alle attese più profonde degli uomini e delle donne di oggi e contribuire a fare dell’umanità una sola grande famiglia".
“Vogliamo avanzare nel cammino di conversione pastorale”  che ci chiede il Papa, manifestare a Lui il nostro sostegno e soprattutto ci aspettiamo di fare un’esperienza di comunione, ha voluto ribadire il prof. Jean-Luc Moens, responsabile per le relazioni internazionali della Communauté de l’Emmanuel:
"Per noi, perciò, è molto interessante scoprire come lo Spirito Santo lavori negli altri. Il Congresso sarà un’occasione unica per fare questa reciproca scoperta, per ascoltarci, conoscerci meglio, condividere e scambiarci le rispettive esperienze, imparare gli uni dagli altri, creare dei legami. Potremmo così riassumere la nostra aspettativa riguardo a questo Congresso: speriamo di vivere un’esperienza di comunione con la Chiesa universale per essere rinnovati nello Spirito Santo per la missione".
Radio Vaticana

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Maria Voce: laici nella Chiesa con "l'acceleratore"


Maria Voce

di Chiara Santomiero
Si muoverà nell’orizzonte dell’Evangelii Gaudium di Papa Francesco il Congresso mondiale dei movimenti e delle nuove comunità “La gioia del Vangelo: una gioia missionaria…” che si aprirà il 20 novembre prossimo a Roma per iniziativa del Pontificio Consiglio per i laici. All’incontro, ha spiegato il presidente di questo dicastero, il cardinale Stanislaw Rylko, presentando l’evento alla stampa, prenderanno parte 300 tra fondatori, moderatori generali e delegati di circa 100 movimenti e nuove comunità di dimensione internazionale, espressione di quel “dono e risposta tempestiva dello Spirito Santo alle gravi sfide che il mondo attuale lancia alla missione della Chiesa”. Il Congresso è il terzo appuntamento dopo quelli del 1998 e del 2006 e segna una fase di accresciuta “maturità ecclesiale” di movimenti e nuove comunità, come spiega ad Aleteia la presidente del Movimento dei Focolari, Maria Voce.

Lei ha sottolineato come il Concilio Vaticano II sia “lo specchio della vocazione e della responsabilità dei laici nella Chiesa”: 50 anni dopo è finalmente suonata l’ora del laicato?

Voce: Credo che in effetti il cammino dei laicato, che è sempre andato avanti in questi cinquant’anni anni, abbia assunto ora un’accelerazione. C’è una maggiore autocoscienza dei laici che si sono resi conto che possono veramente apportare il loro contributo alla vita della Chiesa e alle decisioni che vengono prese. E c’è un interesse nuovo anche da parte dei sacerdoti che mi sembrano più attenti alla presenza laicale.

Merito anche dei nuovi movimenti e delle comunità che hanno accresciuto la propria presenza?

Voce: Di certo c’è stata una maggiore varietà di scelta e della possibilità per i laici di aderire a delle realtà ecclesiali secondo le proprie inclinazioni e anche rispetto agli ambienti in cui ci si trova a vivere e lavorare.

Il Movimento dei Focolari ha ormai 70 anni e si può considerare un “fratello maggiore” dei nuovi movimenti: nella vostra esperienza queste realtà sono riuscite a mettersi insieme per collaborare nella Chiesa?

Voce: E’ un cammino ancora in corso. Tutti i movimenti hanno attraversato un periodo in cui dovevano costituire la propria identità ed affermarla. Dopo questa fase, però, hanno sentito la necessità di aprirsi agli altri perché riconoscono nell’altro i fratelli – non maggiori o minori –, ma fratelli di una stessa famiglia, la Chiesa, nella quale vogliono collaborare insieme per il bene non solo della Chiesa, ma dell’umanità. In questo momento viviamo un tempo particolarmente propizio per tale sforzo di collaborazione perché molti movimenti sono arrivati a questa consapevolezza.

Mi può fare qualche esempio?

Voce: In questo momento in Slovenia l’incontro di movimenti amici del movimento dei Focolari si mettono insieme in una rete che dia testimonianza di valori cristiani  anche a livello sociale e politico, sostenendo leggi e progetti - nati dall’uno o dall’altro movimento senza distinzione -, in tema di famiglia, bene comune, emergenze sociali, giovani, ambiente, cioè attenzioni comuni a tutti i movimenti. Da questa comunità di intenti nasce un’azione comune. Ma anche nei convegni per i laici o nelle giornate dei giovani riscontro sempre un livello di profonda collaborazione.

Tra i temi comuni c’è anche l’ecumenismo? Tra qualche giorno Papa Francesco si recherà in Turchia, una realtà che conosce bene avendo vissuto lì per tanti anni e avendo avuto rapporti stretti con il Patriarcato di Costantinopoli: cosa possiamo aspettarci da questa visita?

Voce: L’effetto di questa visita lo sa solo lo Spirito Santo e speriamo ci aiuti a capirlo! Nei molteplici contatti che viviamo con i cristiani di altre chiese avvertiamo quanto quelli che in un certo senso condividono l’ideale del movimento dei Focolari diventino una sola cosa con noi anche se rimangono fedeli della propria chiesa. La preghiera in comune tra Papa Francesco e Bartolomeo I ha avuto una ripercussione enorme nell’ambito dei movimenti perché si è visto che è possibile una certa collaborazione sotto diversi profili tra chiese diverse e una testimonianza comune. Al di là delle barriere anche ecclesiali, c’è, quindi, un’unità di fondo molto grande. Noi pensiamo e ci auguriamo che vissuta alla base, questa unità porterà anche alla maturazione nei rapporti ecumenici tra i capi delle chiese. 

sources: ALETEIA