giovedì 13 novembre 2014

I giovani non chiudono gli occhi




Simposio in Vaticano su prostituzione e tratta degli esseri umani. 

Ventuno milioni di uomini, donne e bambini nel mondo vengono raggirati, venduti, costretti in condizioni di schiavitù in varie forme e in vari settori della società. Un numero tragico che aumenta al ritmo di tre milioni all’anno. In particolare sono le donne e i bambini i più vulnerabili, le prime vittime di violenza e discriminazione. Se ne discuterà il 15 e il 16 novembre in Vaticano, nella Casina Pio IV, nel simposio internazionale «I giovani contro la prostituzione e la tratta di persone: violenza massima contro l’essere umano» organizzato dalla Pontificia Accademia delle scienze sociali insieme alla ong argentina Vínculos en Red. 
Coordina Alicia Peressutti — fondatrice dell’associazione e consulente onorario della Pontificia Accademia — che aprirà i lavori sabato 15 insieme al vescovo cancelliere Marcelo Sánchez Sorondo. Un simposio di oltre cento giovani — provenienti dai cinque continenti — perché sono loro la forza nuova della Chiesa e della società; sono loro che intendono rispondere all’invito a fare “chiasso” che Papa Francesco rivolse il 25 luglio 2013 nella cattedrale di Rio de Janeiro per la Giornata mondiale della gioventù: «Io voglio che vi facciate sentire nelle diocesi, voglio che si esca fuori, voglio che la Chiesa esca per le strade».
Giovani che non vogliono appiattirsi nella «globalizzazione dell’indifferenza», chiudere gli occhi e i cuori, ma denunciare e affrontare, dal loro punto di vista e attraverso il loro modo di comunicare, quella che il Pontefice nel discorso agli ambasciatori accreditati presso la Santa Sede (12 dicembre 2013) ha definito «una piaga, un crimine contro l’umanità», ovvero la tratta degli esseri umani. Interverranno relatori dai 18 ai 31 anni, tutti impegnati attivamente in associazioni e comunità che si adoperano nell’assistenza e nel recupero delle vittime di soprusi di ogni genere. Alcuni hanno vissuto sulla loro pelle il dramma dell’essere costretti a prostituirsi e l’umiliazione dello sfruttamento nel lavoro: sono riusciti a liberarsi, a rialzare la testa e ora vogliono aiutare chi ancora è impigliato in questa squallida rete internazionale di sfruttamento.
Non ci saranno confini in questo dibattito: sono previste testimonianze di ragazzi impegnati in ogni parte del globo, dagli Stati Uniti d’America all’India, dalla Romania alla Cambogia alla Nigeria, e poi ancora: Malaysia, Capo Verde, Slovacchia, Irlanda, Albania, Brasile, Messico, Bolivia, Polonia, Kenya, Croazia, Argentina e Francia. Il sito internet della Pontificia Accademia delle scienze sociali (www.casinapioiv.va) metterà a disposizione un link attraverso il quale si potranno scaricare tutti gli interventi. Nei due giorni di seminario, analisi delle situazioni nei vari Paesi si alterneranno a concrete proposte di prevenzione, intervento e assistenza. Perché non cada nel vuoto l’invito di Papa Francesco alla Gmg carioca: «Non “frullate” la fede in Gesù Cristo», leggete le Beatitudini, vi «faranno bene».
L'Osservatore Romano