L'Udienza generale di Papa Francesco."Vivendo con amore e offrendo la propria testimonianza cristiana nelle occupazioni di ogni giorno che siamo chiamati a diventare santi. E ciascuno nelle condizioni e nello stato di vita in cui si trova"
Cari fratelli e sorelle, buon giorno!
un grande dono del Concilio Vaticano II è stato quello di aver recuperato una visione di Chiesa fondata sulla comunione, e di aver ricompreso anche il principio dell’autorità e della gerarchia in tale prospettiva. Questo ci ha aiutato a capire meglio che tutti i cristiani, in quanto battezzati, hanno uguale dignità davanti al Signore e sono accomunati dalla stessa vocazione, che è quella alla santità (cfr Cost. Lumen gentium, 39-42). Ora ci domandiamo: in che cosa consiste questa vocazione universale ad essere santi? E come possiamo realizzarla?
1. Innanzitutto dobbiamo avere ben presente che la santità non è qualcosa che ci procuriamo noi, che otteniamo noi con le nostre qualità e le nostre capacità.
La santità è un dono, è il dono che ci fa il Signore Gesù, quando ci prende con sé e ci riveste di se stesso, ci rende come Lui. Nella Lettera agli Efesini, l’apostolo Paolo afferma che «Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa» (Ef 5,25-26). Ecco, davvero la santità è il volto più bello della Chiesa: è riscoprirsi in comunione con Dio, nella pienezza della sua vita e del suo amore. Si capisce, allora, che la santità non è una prerogativa soltanto di alcuni: la santità è un dono che viene offerto a tutti, nessuno escluso, per cui costituisce il carattere distintivo di ogni cristiano.
2. Tutto questo ci fa comprendere che, per essere santi, non bisogna per forza essere vescovi, preti o religiosi... no. Tutti siamo chiamati a diventare santi! Tante volte, poi, siamo tentati di pensare che la santità sia riservata soltanto a coloro che hanno la possibilità di staccarsi dalle faccende ordinarie, per dedicarsi esclusivamente alla preghiera. Ma non è così! (...) Anzi, è proprio vivendo con amore e offrendo la propria testimonianza cristiana nelle occupazioni di ogni giorno che siamo chiamati a diventare santi. E ciascuno nelle condizioni e nello stato di vita in cui si trova. Sei consacrato? Sii santo vivendo con gioia la tua donazione e il tuo ministero. Sei sposato? Sii santo amando e prendendoti cura di tuo marito o di tua moglie, come Cristo ha fatto con la Chiesa. Sei un battezzato non sposato? Sii santo compiendo con onestà e competenza il tuo lavoro e offrendo del tempo al servizio dei fratelli. (...) Sei genitore o nonno? Sii santo insegnando con passione ai figli o ai nipoti a conoscere e a seguire Gesù. (...) Sei catechista, educatore o volontario? Sii santo diventando segno visibile dell’amore di Dio e della sua presenza accanto a noi. Ecco: ogni stato di vita porta alla santità, (...) se vissuto in comunione con il Signore e nel servizio dei fratelli.
3. A questo punto, ciascuno di noi può fare un po’ di esame di coscienza: (...) come abbiamo risposto finora alla chiamata del Signore alla santità? (...) Quando il Signore ci invita a diventare santi, non ci chiama a qualcosa di pesante, di triste… Tutt’altro! È l’invito a condividere la sua gioia, a vivere e a offrire con gioia ogni momento della nostra vita, facendolo diventare allo stesso tempo un dono d’amore per le persone che ci stanno accanto. Se comprendiamo questo, tutto cambia e acquista un significato nuovo, bello, a cominciare dalle piccole cose di ogni giorno. (...) E ogni passo verso la santità ci renderà delle persone migliori, libere dall’egoismo e dalla chiusura in se stesse, e aperte ai fratelli e alle loro necessità.
Cari amici, nella Prima Lettera di san Pietro ci viene rivolta questa esortazione: «Ciascuno viva secondo la grazia ricevuta, mettendola a servizio degli altri, come buoni amministratori di una multiforme grazia di Dio. Chi parla, lo faccia come con parole di Dio; chi esercita un ufficio, lo compia con l’energia ricevuta da Dio, perché in tutto venga glorificato Dio per mezzo di Gesù Cristo» (4,10-11). Ecco l’invito alla santità! Accogliamolo con gioia, e sosteniamoci gli uni gli altri, perché il cammino verso la santità non si percorre da soli, ognuno per conto proprio, ma si percorre insieme, in quell’unico corpo che è la Chiesa, amata e resa santa dal Signore Gesù Cristo.

Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. Saluto i giovani professionisti, impresari ed imprenditori sociali partecipanti al convegno promosso dal World Economic Forum, in collaborazione con le Università Pontificie di Roma, per promuovere vie e atteggiamenti che aiutino a superare l’esclusione sociale ed economica. Auspico che l’iniziativa contribuisca a favorire una nuova mentalità in cui il denaro non sia considerato idolo da servire, ma un mezzo per perseguire il bene comune. Saluto i partecipanti al Colloquio internazionale, promosso dalla Congregazione per la Dottrina della Fede; la Cooperativa “Il Cerchio” e i disabili dell’Arcidiocesi di Spoleto-Norcia, accompagnati dal loro Pastore, Mons. Boccardo, e i dipendenti del Pastificio Agnesi di Imperia. A tutti auguro che questo incontro rafforzi la speranza e renda operosa la carità.
Porgo uno speciale pensiero ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. Nel mese di Novembre la liturgia ci invita alla preghiera per i defunti. Non dimentichiamo i nostri cari, i benefattori e tutti coloro che ci hanno preceduto nella fede: la Celebrazione eucaristica è il miglior aiuto spirituale che noi possiamo offrire alle loro anime. Ricordiamo anche le vittime della recente alluvione in Liguria e nel Nord Italia: preghiamo per loro e per i familiari e siamo solidali con quanti hanno subito dei danni.
*
[Text: Français, English, Español, Português]
un grande dono del Concilio Vaticano II è stato quello di aver recuperato una visione di Chiesa fondata sulla comunione, e di aver ricompreso anche il principio dell’autorità e della gerarchia in tale prospettiva. Questo ci ha aiutato a capire meglio che tutti i cristiani, in quanto battezzati, hanno uguale dignità davanti al Signore e sono accomunati dalla stessa vocazione, che è quella alla santità (cfr Cost. Lumen gentium, 39-42). Ora ci domandiamo: in che cosa consiste questa vocazione universale ad essere santi? E come possiamo realizzarla?
1. Innanzitutto dobbiamo avere ben presente che la santità non è qualcosa che ci procuriamo noi, che otteniamo noi con le nostre qualità e le nostre capacità.
La santità è un dono, è il dono che ci fa il Signore Gesù, quando ci prende con sé e ci riveste di se stesso, ci rende come Lui. Nella Lettera agli Efesini, l’apostolo Paolo afferma che «Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa» (Ef 5,25-26). Ecco, davvero la santità è il volto più bello della Chiesa: è riscoprirsi in comunione con Dio, nella pienezza della sua vita e del suo amore. Si capisce, allora, che la santità non è una prerogativa soltanto di alcuni: la santità è un dono che viene offerto a tutti, nessuno escluso, per cui costituisce il carattere distintivo di ogni cristiano.
2. Tutto questo ci fa comprendere che, per essere santi, non bisogna per forza essere vescovi, preti o religiosi... no. Tutti siamo chiamati a diventare santi! Tante volte, poi, siamo tentati di pensare che la santità sia riservata soltanto a coloro che hanno la possibilità di staccarsi dalle faccende ordinarie, per dedicarsi esclusivamente alla preghiera. Ma non è così! (...) Anzi, è proprio vivendo con amore e offrendo la propria testimonianza cristiana nelle occupazioni di ogni giorno che siamo chiamati a diventare santi. E ciascuno nelle condizioni e nello stato di vita in cui si trova. Sei consacrato? Sii santo vivendo con gioia la tua donazione e il tuo ministero. Sei sposato? Sii santo amando e prendendoti cura di tuo marito o di tua moglie, come Cristo ha fatto con la Chiesa. Sei un battezzato non sposato? Sii santo compiendo con onestà e competenza il tuo lavoro e offrendo del tempo al servizio dei fratelli. (...) Sei genitore o nonno? Sii santo insegnando con passione ai figli o ai nipoti a conoscere e a seguire Gesù. (...) Sei catechista, educatore o volontario? Sii santo diventando segno visibile dell’amore di Dio e della sua presenza accanto a noi. Ecco: ogni stato di vita porta alla santità, (...) se vissuto in comunione con il Signore e nel servizio dei fratelli.
3. A questo punto, ciascuno di noi può fare un po’ di esame di coscienza: (...) come abbiamo risposto finora alla chiamata del Signore alla santità? (...) Quando il Signore ci invita a diventare santi, non ci chiama a qualcosa di pesante, di triste… Tutt’altro! È l’invito a condividere la sua gioia, a vivere e a offrire con gioia ogni momento della nostra vita, facendolo diventare allo stesso tempo un dono d’amore per le persone che ci stanno accanto. Se comprendiamo questo, tutto cambia e acquista un significato nuovo, bello, a cominciare dalle piccole cose di ogni giorno. (...) E ogni passo verso la santità ci renderà delle persone migliori, libere dall’egoismo e dalla chiusura in se stesse, e aperte ai fratelli e alle loro necessità.
Cari amici, nella Prima Lettera di san Pietro ci viene rivolta questa esortazione: «Ciascuno viva secondo la grazia ricevuta, mettendola a servizio degli altri, come buoni amministratori di una multiforme grazia di Dio. Chi parla, lo faccia come con parole di Dio; chi esercita un ufficio, lo compia con l’energia ricevuta da Dio, perché in tutto venga glorificato Dio per mezzo di Gesù Cristo» (4,10-11). Ecco l’invito alla santità! Accogliamolo con gioia, e sosteniamoci gli uni gli altri, perché il cammino verso la santità non si percorre da soli, ognuno per conto proprio, ma si percorre insieme, in quell’unico corpo che è la Chiesa, amata e resa santa dal Signore Gesù Cristo.

Papa Francesco ricorda la Giornata dedicata alle comunità religiose di clausura, venerdì 21 prossimo
Ecco le parole del Papa oggi al termine dell'Udienza generale:
"Venerdì 21 novembre, memoria liturgica della Presentazione di Maria Santissima al Tempio, celebreremo la Giornata pro Orantibus, dedicata alle comunità religiose di clausura. È un’occasione opportuna per ringraziare il Signore del dono di tante persone che, nei monasteri e negli eremi, si dedicano a Dio nella preghiera e nel silenzio operoso, riconoscendogli quel primato che solo a Lui spetta. Ringraziamo il Signore per le testimonianze di vita claustrale e non facciamo mancare loro il nostro sostegno spirituale e materiale, per compiere tale importante missione."
I saluti del Papa ai pellegrini e fedeli di lingua italiana. "Il denaro non sia considerato idolo da servire, ma un mezzo per perseguire il bene comune"
Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. Saluto i giovani professionisti, impresari ed imprenditori sociali partecipanti al convegno promosso dal World Economic Forum, in collaborazione con le Università Pontificie di Roma, per promuovere vie e atteggiamenti che aiutino a superare l’esclusione sociale ed economica. Auspico che l’iniziativa contribuisca a favorire una nuova mentalità in cui il denaro non sia considerato idolo da servire, ma un mezzo per perseguire il bene comune. Saluto i partecipanti al Colloquio internazionale, promosso dalla Congregazione per la Dottrina della Fede; la Cooperativa “Il Cerchio” e i disabili dell’Arcidiocesi di Spoleto-Norcia, accompagnati dal loro Pastore, Mons. Boccardo, e i dipendenti del Pastificio Agnesi di Imperia. A tutti auguro che questo incontro rafforzi la speranza e renda operosa la carità.
Porgo uno speciale pensiero ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. Nel mese di Novembre la liturgia ci invita alla preghiera per i defunti. Non dimentichiamo i nostri cari, i benefattori e tutti coloro che ci hanno preceduto nella fede: la Celebrazione eucaristica è il miglior aiuto spirituale che noi possiamo offrire alle loro anime. Ricordiamo anche le vittime della recente alluvione in Liguria e nel Nord Italia: preghiamo per loro e per i familiari e siamo solidali con quanti hanno subito dei danni.
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La Catechesi del Papa. Saluti e riassunti in diverse lingue. La vocazione universale alla santità di tutti i battezzati
[Text: Français, English, Español, Português]
Francese - Ore: 10.17
Speaker: Frères et sœurs, tous les baptisés ont une égale dignité devant Dieu, et tous sont appelés à la sainteté. La sainteté n’est pas une chose qu’on se procure soi-même ; elle est avant tout un don que le Seigneur nous fait lorsqu’il nous prend avec lui et nous rend semblable à lui. Elle est un don offert à tous, qui constitue le caractère distinctif du chrétien. C’est en vivant les activités de tous les jours avec amour que nous sommes appelés à devenir saints, quelque soit notre condition : personne mariée ou célibataire, parents ou grand parents, personne consacrée...
Tout état de vie nous porte à la sainteté si nous le vivons en communion avec le Seigneur et au service des frères. L’appel de Dieu à la sainteté est une invitation à vivre et à lui offrir chaque moment de notre existence avec joie, en faisant un don d’amour pour les personnes qui nous entourent.
Santo Padre:
Saluto cordialmente i pellegrini di lingua francese, in particolare i fedeli venuti da Francia e Cameroun. Invito ciascuno di voi a interrogarsi sul modo in cui ha già risposto alla chiamata del Signore alla santità. Accogliamolo con gioia e sosteniamoci gli uni gli altri su questo cammino. Buon pellegrinaggio!
Speaker: Je salue bien cordialement les pèlerins de langue française, en particulier les personnes venant de France et du Cameroun. J’invite chacun d’entre vous à s’interroger sur la manière dont il a déjà répondu à l’appel du Seigneur à la sainteté. Accueillons-le avec joie et soutenons-nous les uns les autres sur ce chemin. Bon pèlerinage !
Inglese - Ore: 10.21
Speaker: Dear Brothers and Sisters: In our catechesis on the Church, we now consider the universal call to holiness. Thanks to Baptism, each member of the Church shares in this vocation; every one of us is called to be a saint. Holiness is first and foremost God’s gift, and not our own achievement. Christ loved the Church, Saint Paul tells, and gave himself up for her, to make her holy (cf. Eph 5:26). In the communion of the Church, each of us has been sanctified by the grace of Baptism and is called to grow in this holiness. Whatever our state of life, we are called to live our daily lives and to fulfil our various responsibilities in prayerful union with the Lord and our brothers and sisters. Today let us ask ourselves how well we have responded to this call. By asking us to become holy in our daily lives, Christ is inviting us to experience in all things his own deep joy and to become a gift of love to all around us. Growing in holiness thus means becoming better persons, free of selfishness and self-absorption, and ever ready to place ourselves at the service of our brothers and sisters in the Church as “good stewards of God’s manifold grace” (1 Pet 4:10).
Santo Padre:
Saluto i pellegrini di lingua inglese presenti all’odierna Udienza, specialmente i vari gruppi provenienti da Inghilterra, Danimarca, Giappone e Stati Uniti d’America. Ringrazio i cori per la loro lode a Dio attraverso il canto. Su tutti voi e sulle vostre famiglie, invoco la gioia e la pace nel Signore Gesù. Dio vi benedica!
Speaker: I greet the English-speaking pilgrims and visitors taking part in today’s Audience, including the various groups from England, Denmark, Japan and the United States of America. I thanks the choirs for their praise of God in song. Upon all of you, and your families, I invoke joy and peace in the Lord Jesus. God bless you all!
Speaker: Dear Brothers and Sisters: In our catechesis on the Church, we now consider the universal call to holiness. Thanks to Baptism, each member of the Church shares in this vocation; every one of us is called to be a saint. Holiness is first and foremost God’s gift, and not our own achievement. Christ loved the Church, Saint Paul tells, and gave himself up for her, to make her holy (cf. Eph 5:26). In the communion of the Church, each of us has been sanctified by the grace of Baptism and is called to grow in this holiness. Whatever our state of life, we are called to live our daily lives and to fulfil our various responsibilities in prayerful union with the Lord and our brothers and sisters. Today let us ask ourselves how well we have responded to this call. By asking us to become holy in our daily lives, Christ is inviting us to experience in all things his own deep joy and to become a gift of love to all around us. Growing in holiness thus means becoming better persons, free of selfishness and self-absorption, and ever ready to place ourselves at the service of our brothers and sisters in the Church as “good stewards of God’s manifold grace” (1 Pet 4:10).
Santo Padre:
Saluto i pellegrini di lingua inglese presenti all’odierna Udienza, specialmente i vari gruppi provenienti da Inghilterra, Danimarca, Giappone e Stati Uniti d’America. Ringrazio i cori per la loro lode a Dio attraverso il canto. Su tutti voi e sulle vostre famiglie, invoco la gioia e la pace nel Signore Gesù. Dio vi benedica!
Speaker: I greet the English-speaking pilgrims and visitors taking part in today’s Audience, including the various groups from England, Denmark, Japan and the United States of America. I thanks the choirs for their praise of God in song. Upon all of you, and your families, I invoke joy and peace in the Lord Jesus. God bless you all!
Spagnolo - Ore: 10.30
Queridos hermanos y hermanas:
La catequesis de hoy está centrada en la vocación universal a la santidad.
¿En qué consiste esta vocación y cómo podemos realizarla? La santidad no la obtenemos por nuestras capacidades o cualidades personales. Es ante todo un don de Dios que nos hace el Señor Jesús revistiéndonos de Él mismo. Por lo tanto, la santidad es un descubrirse en plena comunión con Él, en la plenitud de su vida y de su amor. De esta manera, nadie queda excluido de la llamada a la santidad, la cual constituye el carácter distintivo de todo cristiano, urgido a vivirla en el amor y en el testimonio diario, cada uno en las condiciones y en el estado de vida en el cual se encuentra.
En la Primera Carta de San Pedro escuchamos: “Que cada uno viva según la gracia recibida, poniéndola al servicio de los demás, como buenos administradores de la gracia de Dios”. La llamada a la santidad no es una carga pesada, sino una invitación a vivir con alegría y amor cada momento de nuestra vida, transformándolo al mismo tiempo en un don para las personas que nos rodean. Cada paso hacia la santidad hace a las personas mejores, libres de egoísmo y abiertas a los hermanos y a sus necesidades.
***
Saludo a los peregrinos de lengua española, en particular a los grupos provenientes de España, Argentina, México, Costa Rica y República Dominicana, así como a los venidos de otros países latinoamericanos. Acojamos con alegría la invitación a la santidad y sostengámonos los unos a los otros en este camino que no se recorre solo, sino en comunión con aquel único cuerpo que es la Iglesia, nuestra Santa Madre jerárquica. Muchas gracias y que el Señor les bendiga.
Queridos hermanos y hermanas:
La catequesis de hoy está centrada en la vocación universal a la santidad.
¿En qué consiste esta vocación y cómo podemos realizarla? La santidad no la obtenemos por nuestras capacidades o cualidades personales. Es ante todo un don de Dios que nos hace el Señor Jesús revistiéndonos de Él mismo. Por lo tanto, la santidad es un descubrirse en plena comunión con Él, en la plenitud de su vida y de su amor. De esta manera, nadie queda excluido de la llamada a la santidad, la cual constituye el carácter distintivo de todo cristiano, urgido a vivirla en el amor y en el testimonio diario, cada uno en las condiciones y en el estado de vida en el cual se encuentra.
En la Primera Carta de San Pedro escuchamos: “Que cada uno viva según la gracia recibida, poniéndola al servicio de los demás, como buenos administradores de la gracia de Dios”. La llamada a la santidad no es una carga pesada, sino una invitación a vivir con alegría y amor cada momento de nuestra vida, transformándolo al mismo tiempo en un don para las personas que nos rodean. Cada paso hacia la santidad hace a las personas mejores, libres de egoísmo y abiertas a los hermanos y a sus necesidades.
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Saludo a los peregrinos de lengua española, en particular a los grupos provenientes de España, Argentina, México, Costa Rica y República Dominicana, así como a los venidos de otros países latinoamericanos. Acojamos con alegría la invitación a la santidad y sostengámonos los unos a los otros en este camino que no se recorre solo, sino en comunión con aquel único cuerpo que es la Iglesia, nuestra Santa Madre jerárquica. Muchas gracias y que el Señor les bendiga.
Portoghese - Ore: 10.33
Speaker: O Concílio Vaticano II nos lembrou que, na Igreja, todos os batizados possuem uma mesma dignidade e uma mesma vocação universal à santidade. Ser santo não é uma prerrogativa oferecida só para alguns escolhidos, nem significa ser dotado de uma capacidade especial. Não! Trata-se de um dom que o Senhor Jesus oferece gratuitamente a cada um de nós. Por isso, para tornar-se santo, não é preciso ser bispo, padre ou religioso; mas todos e cada um dos batizados são chamados a viver no amor e a oferecer o seu testemunho cristão nas ocupações quotidianas. Por exemplo, para alguém que é casado, ser santo significa amar o seu cônjuge como Cristo amou a Igreja. Façamos, pois, um exame de consciência sobre como estamos respondendo a esta chamada de Deus. Longe de tornar a existência pesada e triste, essa chamada à santidade é um convite a viver na alegria cada momento de nossa vida.
Santo Padre:
Rivolgo un cordiale saluto ai pellegrini di lingua portoghese, in particolare ai fedeli delle parrocchie «Nossa Senhora Stella Maris» e «Santa Rita de Cássia». Cari amici, ricordate che non siamo mai soli, ma camminiamo insieme, aiutandoci vicendevolmente a vivere secondo il Vangelo di Gesù per diventare santi, facendo della propria vita un dono d’amore alle persone che ci stanno accanto. Dio benedica voi e quanti vi sono cari!
Speaker: Dirijo uma saudação cordial aos peregrinos de língua portuguesa, particularmente aos fiéis das paróquias «Nossa Senhora Stella Maris» e «Santa Rita de Cássia». Queridos amigos, recordem que nunca estamos sozinhos, mas caminhamos juntos, ajudando-nos uns aos outros a viver segundo o Evangelho de Jesus para nos tornarmos santos, fazendo da própria vida um dom de amor para as pessoas que nos rodeiam. Que Deus vos abençoe a vós e a vossos entes queridos!
Speaker: O Concílio Vaticano II nos lembrou que, na Igreja, todos os batizados possuem uma mesma dignidade e uma mesma vocação universal à santidade. Ser santo não é uma prerrogativa oferecida só para alguns escolhidos, nem significa ser dotado de uma capacidade especial. Não! Trata-se de um dom que o Senhor Jesus oferece gratuitamente a cada um de nós. Por isso, para tornar-se santo, não é preciso ser bispo, padre ou religioso; mas todos e cada um dos batizados são chamados a viver no amor e a oferecer o seu testemunho cristão nas ocupações quotidianas. Por exemplo, para alguém que é casado, ser santo significa amar o seu cônjuge como Cristo amou a Igreja. Façamos, pois, um exame de consciência sobre como estamos respondendo a esta chamada de Deus. Longe de tornar a existência pesada e triste, essa chamada à santidade é um convite a viver na alegria cada momento de nossa vida.
Santo Padre:
Rivolgo un cordiale saluto ai pellegrini di lingua portoghese, in particolare ai fedeli delle parrocchie «Nossa Senhora Stella Maris» e «Santa Rita de Cássia». Cari amici, ricordate che non siamo mai soli, ma camminiamo insieme, aiutandoci vicendevolmente a vivere secondo il Vangelo di Gesù per diventare santi, facendo della propria vita un dono d’amore alle persone che ci stanno accanto. Dio benedica voi e quanti vi sono cari!
Speaker: Dirijo uma saudação cordial aos peregrinos de língua portuguesa, particularmente aos fiéis das paróquias «Nossa Senhora Stella Maris» e «Santa Rita de Cássia». Queridos amigos, recordem que nunca estamos sozinhos, mas caminhamos juntos, ajudando-nos uns aos outros a viver segundo o Evangelho de Jesus para nos tornarmos santos, fazendo da própria vida um dom de amor para as pessoas que nos rodeiam. Que Deus vos abençoe a vós e a vossos entes queridos!