Sono 18 mila in Italia, 20 mila se aggiungiamo i 2 mila provenienti da altri Paesi. Un vero popolo chiamato a presidiare le frontiere del disagio, dell’esclusione, della povertà. Sono organizzati in 118 “squadre”: alcune note e numerose, altre dai nomi suggestivi e sconosciuti. Si va dai Salesiani (oltre 2300), ai Minimi (16), dai Cappuccini (2049) ai Minori (1953), ai Trappisti (29) ai Boccone del Povero (43), agli Ardorini (42). I Gesuiti sono 553, i Guanelliani 183, 221 gli Orionini e così via via…fino a Venturini, Verbiti e Vocazionisti, gli ultimi in ordine alfabetico.
Diverse e complementari le strategie messe in campo, a partire dai rispettivi carismi.
Così se i Salesiani si dedicano principalmente all’educazione dei giovani, gli Agostiniani puntano alla promozione dell’unità nella carità, gli Orionini all’apostolato tra i poveri, l’Ordine ospedaliero di S. Giovanni di Dio all’assistenza corporale e spirituale dei malati.
Sta di fatto che nel complesso, con la loro vita, generano una vera e propria fantasia della Carità e della solidarietà in oltre 1200 parrocchie, 207 Case di spiritualità, 477 Oratori e centri giovanili.
Non basta: in campo culturale animano 263 Istituti scolastici – tra materne, elementari, secondarie di 1° e 2° grado, istituti professionali e centri di formazione al lavoro. 120 i Centri Culturali attivi, 99 le librerie, 55 le Case editrici, 30 tra emittenti Radio e TV, 337 le riviste.
Consolidate frontiere di impegno permangono accanto alle nuove: 112 centri per l’assistenza dei poveri, 24 per tossicodipendenze e AIDS, 75 case di riposo, 87 strutture per disabili, 3 per minori, 35 per l’accoglienza di immigrati.
I dati sono del 2012, stazionari rispetto a quelli del 2007.
E se permane il calo delle vocazioni italiane, aumenta quello di Paesi in cui la Chiesa conosce una fase di espansione e vitalità vocazionale: America Latina, Asia, Africa, con una globalizzazione della sequela dettata dal sentirsi, in fondo,“cittadini del mondo”.
Eppure, calo a parte, in Italia i giovani che nel 2014 hanno scelto questa strada per il “successo” sono circa mille. Un discernimento e una formazione lunghissima, compiuta in oltre 800 strutture – tra seminari, comunità di accoglienza vocazionale, noviziati, studentati, centro di formazione, centri teologici – per verificare la bontà della scelta intrapresa e preparare adeguatamente le nuove leve:
un iter da far invidia agli utenti frettolosi dei corsi “scontati” per fidanzati.
Il tutto, frutto di un incontro che cambia e continua a cambiare la vita: Gesù Cristo.
Anno 2014: i voti di castità, povertà ed obbendienza attraggono ancora. Tra le sfide principali un cammino di formazione permanente, lontano dalla mondanità, la continua ricerca dell’essenziale, una vita veramente fraterna, fondamentale per il celibato, come servizio reciproco: sfide che in fondo valgono, non solo per i consacrati.
Korazym
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Da oggi, a Castelgandolfo, l'incontro ecumenico dei Vescovi amici dei Focolari
Dal 3 al 7 novembre, al Centro Mariapoli di Castelgandolfo (Roma), avrà luogo il 33° Convegno ecumenico dei Vescovi amici del Movimento dei Focolari: 39 i partecipanti (cattolici, ortodossi, siro-ortodossi, anglicani, metodisti, luterani e Capi di altre Comunità ecclesiali) di 29 nazioni. Tra di loro l’arcivescovo di Bangkok mons. Francis X. Kriengsak Kovithavanij, il card. Miloslav Vlk, arcivescovo emerito di Praga, vescovi cattolici dell’Irlanda, Cechia, Libano, il metropolita Siro-ortodosso per l'Europa Theophilose Kuriakose, il metropolita del Patriarcato ortodosso della Romania Serafim, metropoliti della Siria e dell’India, vescovi Anglicani della Gran Bretagna, Australia, Irlanda e Sudamerica, vescovi Metodisti, Evangelici-Luterani e delle Chiese Liberi di varie parti d'Europa e dell’America Latina. Venerdì 7 novembre l’udienza con papa Francesco.
Il tema che s’intende approfondire sarà “L’eucarestia, mistero di comunione", coscienti della grandezza del mistero della presenza di Gesù fra i suoi e senza ignorare che l’ora dell’unico Calice appare ancora lontana. I vescovi convenuti, percependo il dolore della separazione, in particolare alla "mensa domini", lo vivranno come un aspetto di quell’abbandono che Gesù ha sofferto sulla croce e che richiede dai cristiani la sequela.
Al cuore del convegno sarà messa la Parola di Dio, la vita secondo il vangelo e quindi l’amore reciproco che fa sperimentare la presenza di Cristo in mezzo ai suoi e che irrora quell’ecumenismo spirituale che trascende le barriere e apre nuovi orizzonti anche al dialogo teologico. (Allegato il programma del convegno).
I Convegni di Vescovi di varie Chiese sono iniziati nel 1982 con mons. Klaus Hemmerle, vescovo di Aquisgrana, in Germania, continuata poi con l’arcivescovo, ora emerito, di Praga card. Miloslav Vlk, moderati oggi da mons. Francis X. Kriengsak Kovithavanij, arcivescovo di Bangkok (Thailandia). L’iniziativa alimenta la comunione tra molte centinaia di vescovi (i più numerosi cattolici) in ogni parte del mondo. Gli ultimi Convegni ecumenici si sono svolti a Gerusalemme (2013), Cairo (2012), Londra (2011), Castel Gandolfo (2010), Eisleben-Wittenberg (2009), Libano (2008), e in precedenza a Istanbul, Lausanne-Ginevra, ecc.
Essi si pongono nell’alveo di un “ecumenismo della vita” che sollecita vescovi e pastori, sacerdoti e laici ad assumere la loro responsabilità nel popolo di Dio per un servizio di fratellanza, di aiuto concreto alle vittime dei disastri che attualmente scuotono l’umanità, particolarmente in Medio Oriente, per irradiare il Vangelo e la luce di Cristo fino agli ultimi confini del mondo.
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(Sandro Magister) I capi della "scuola di Bologna" hanno messo in cantiere una nuova opera molto ambiziosa: una storia del movimento per l'unità dei cristiani finalizzata a una riforma integrale della Chiesa cattolica, a cominciare dallo smantellamento del papato nella sua forma attuale. (...)