Cardinale Turkson: La diplomazia della Santa Sede.
Un volume di Théodore C. Loko. Il 17 ottobre a Roma, nell’ambito del Festival della diplomazia intitolato «Diplomazia, economia e responsabilità», viene presentato il libro La diplomatie du Saint Siege (Le dialogue structuré entre la Saint Siège et les Etats) dell’ambasciatore del Benin presso la Santa Sede, Théodore C. Loko (Città del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana, 2013, pagine 159, euro 22). Pubblichiamo, in una nostra traduzione dal francese, la prefazione al volume scritta dal cardinale presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace.
(Peter Kodwo Turkson)
Sulla diplomazia pontificia esiste un’abbondante letteratura. Del resto, l’espressione per definirla cambia da un autore all’altro. Siamo abituati a termini quali: diplomazia pontificia, diplomazia papale, diplomazia vaticana, diplomazia della Santa Sede, e altri. Tutte queste espressioni rimandano, in un modo o nell’altro, alla missione stessa della Chiesa. Tale missione consiste principalmente nell’annunciare Cristo al mondo per aiutare gli uomini a liberarsi dell’ignoranza e dell’errore che impediscono loro di vivere in pace, di accettarsi reciprocamente e di ricercare insieme le condizioni di un vivere-in-comune armonioso, nel rispetto della dignità umana e del progresso dell’umanità.
La Chiesa, riconoscendosi realmente e intimamente solidale con il genere umano e con la sua storia, può svolgere in modo efficace questa missione solo se allo stesso tempo si preoccupa del destinatario della Buona Novella di Gesù Cristo, ovvero l’uomo e la società di cui è membro. La missione della Chiesa, e di tutti coloro che s’impegnano nel nome di Gesù Cristo, deve dunque essere considerata prima di tutto un servizio reso all’umanità.
Allo stesso modo, la diplomazia pontificia, che costituisce una dimensione importante di questa missione ecclesiale nei rapporti della Chiesa con gli Stati, deve essere esercitata e vissuta principalmente come un servizio reso all’intera umanità, e non come una carriera che mira alla promozione personale. La Chiesa serva dell’umanità è quella che ascolta la voce del suo Maestro, accoglie il suo insegnamento e lo mette in pratica: «Io sto in mezzo a voi come colui che serve» (Luca, 22, 27).
E ancora: «Se uno vuol essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servo di tutti» (Marco, 9, 35). Come del resto insegna il concilio Vaticano II, «nessuna ambizione terrena spinge la Chiesa; essa mira a questo solo: continuare, sotto la guida dello Spirito consolatore, l’opera stessa di Cristo, il quale è venuto nel mondo a rendere testimonianza alla verità, a salvare e non a condannare, a servire e non ad essere servito» (Gaudium et spes, 3). Mettere il servizio all’umanità al centro della missione ecclesiale richiede anzitutto un atteggiamento di dialogo con il mondo, nelle diverse sfere della vita sociale, e con tutte le componenti della società. Va da sé che il dialogo tra la Chiesa e la società temporale deve essere orientato verso la cooperazione tra queste due sfere, nel rispetto delle prerogative di ognuna.
È un bene che il libro dell’ambasciatore Loko presenti la diplomazia pontificia nella prospettiva di un «dialogo strutturato tra gli Stati e la Santa Sede», come indica il sottotitolo dell’opera, un dialogo che ha a cuore il bene temporale e insieme spirituale dell’umanità, e non interessi egoistici.
La lettura di questa opera, presentata in modo da essere accessibile a tutti, potrà ispirare tutti coloro che cercano di apportare il proprio contributo al bene dell’umanità, specialmente gli uomini e le donne impegnati in diversi modi nelle relazioni tra gli Stati e ovunque sono in gioco il bene e il futuro dell’umanità. Da qui l’importanza della dottrina sociale cattolica che, come caritas in veritate in re sociali (Caritas in veritate, 7), «vuole semplicemente contribuire alla purificazione della ragione e recare il proprio aiuto per far sì che ciò che è giusto possa, qui ed ora, essere riconosciuto e poi anche realizzato» (Deus caritas est, 28), e, così facendo, contribuire alla purificazione della res politica e della res diplomatica al servizio della pace e del progresso dei popoli.