![]() |
| L'ANNUNCIO di oggi, 12 marzo |
Il Vangelo ci scopre confusi tra “la folla che si accalca” attorno a Gesù, parte della “generazione malvagia” che “cerca un segno” con cui Lui ci risolva i problemi. Ma Gesù ci ama e, per indurci a “convertirci”, mette le cose in chiaro “iniziando a dire” che “non ci sarà dato nessun segno fuorché il segno di Giona”. Che significa? Andiamo a Ninive allora, per imparare. Gli abitanti della "città sanguinaria" erano stolti e incapaci di discernere il bene e il male, perché "non sapevano distinguere la destra dalla sinistra". Per salvarli, "fu rivolta a Giona figlio di Amittai questa parola del Signore: Alzati, và a Ninive la grande città, e in essa proclama che la loro malizia è salita fino a me". Secondo l'esegesi rabbinica i nomi di Giona e Ninive sono composti con le stesse lettere e si assomigliano (Giona si scrive IVNH, e Ninive NINVH). Agli abitanti di Ninive immersi nella malizia, Dio invia dunque un loro fratello, uno con le stesse radici. Con la discesa nel ventre del pesce e la sua salvezza miracolosa, il Signore aveva preparato Giona per predicare ai Niniviti suoi fratelli; aveva sperimentato la stessa loro stoltezza capricciosa e condiviso il destino; ma aveva conosciuto la misericordia gratuita con cui Dio lo aveva salvato. Per questo la sua esperienza era “stata un segno” per loro: bastava credere alla predicazione di quell’uomo - "figlio della verità" secondo l'originale - così vera nell’esperienza del peccato da esserlo sicuramente anche negli esiti di distruzione. Convertirsi significava allora partecipare alla sua stessa salvezza, senza passare per le fauci della morte. Ninive è la nostra vita; pur seguendo Gesù, siamo “come quelli” che ci abitavano, privi di discernimento. Che cosa è bene oggi per il mio matrimonio? Perdonare o tenere il punto, perché “digiunare, vestire di sacco e cospargersi di cenere” di fronte all’altro sarebbe da masochisti? E per i miei figli? Ci illudiamo di saperlo, ma trasmettiamo loro tutto tranne la fede: denaro, lavoro, studio, salute, tutto questo è il bene, e non servono parole per dirlo, bastano le scelte che compiamo ogni giorno, l’angoscia per il futuro, la tristezza figlia delle frustrazioni. Così, “come Giona fu un segno per i Niniviti” Gesù è il segno che il Padre ci offre per convertirci. Anche Lui è fratello di ciascuno di noi, sa che stiamo soffrendo per la nostra stoltezza. E’ sceso nelle fauci della morte che ci sta ghermendo a causa dei peccati, e da essa è risorto. Le sue parole nascono qui, annunciano una vittoria che è alla portata di ciascuno di noi perché Lui è il "Figlio dell'uomo", l’ha sperimentata con la nostra carne. Per questo Gesù è l’unico “segno” che il cuore può decifrare per salvarsi. L’unico tra i mille offerti da politica, cultura, media, branco e sentimenti; non ci salverà un miracolo che cambi la storia e il marito, o che ci dia il lavoro, la salute, una casa o l'aumento di stipendio. “Ancora tre giorni e Ninive sarà distrutta” predicava Giona; ancora questa Quaresima e il tuo matrimonio, o il fidanzamento, o quell’amicizia andrà in fumo, ci predica Gesù. Se non crediamo che davvero ogni istante tutto è a rischio non ci “convertiremo”. Se, come i Niniviti, accoglieremo oggi il Signore risorto, Lui sarà in noi il miracolo capace di salvare e compiere la nostra vita.
