“Ogni uomo, qualsiasi sia la situazione in cui si trova”, può “essere raggiunto dall’annuncio cristiano, dalla misericordia e dalla tenerezza di Cristo”: queste parole rappresentano “la preoccupazione fondamentale” di Papa Francesco, e sono contenute nella “Lettera” che don Julìan Carròn, presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione, ha scritto a tutti gli aderenti dopo essere stato ricevuto in udienza privata da Papa Francesco l’11 ottobre scorso. Nel testo don Carròn riferisce, in sintesi, del lungo colloquio avuto col Papa, dal quale è emersa la sua insistenza “sul bisogno della testimonianza, sulla necessità, cioè, di andare incontro agli altri, di fronte alla tentazione di chiudersi su posizioni difensive, incapaci di rispondere all’urgenza della trasmissione della fede, osservando che non sarà la pura ‘restaurazione’ di forme del passato che potrà rendere attuale il cristianesimo per l’uomo d’oggi”. Dopo aver ricordato che Papa Francesco mette in luce soprattutto l’esigenza della testimonianza personale, che suscita la domanda: “Perché vivono così?”, don Carron ha poi articolato l’invito del Papa “a dialogare con quelli che non la pensano come noi, che hanno un’altra fede o che non hanno fede”. L’importante è “rendere visibile l’essenziale, cioè Gesù Cristo”, vivendo la “comunione tra di noi” e possibilmente con tutti. Di seguito il testo.
Lettera alla Fraternità di CL (it) (en) (es)