venerdì 17 gennaio 2014

Fidanzati, famiglia e morale dominante e... Papa Francesco



 La rivoluzione della misericordia

(Lucetta Scaraffia) Papa Francesco ha annunciato che il tema di discussione del prossimo concistoro sarà la famiglia mentre poco prima, nel giorno di san Valentino, riceverà i fidanzati. È un’altra conferma del suo interesse verso la famiglia, fortemente in crisi nel mondo moderno e di cui continua a sottolineare il ruolo centrale, anche per la trasmissione della fede. Ma la famiglia è pure l’istituzione più segnata dalla secolarizzazione, quella in cui le modalità di comportamento più diffuse sono le più distanti dalla morale cattolica.Lo provano ancora una volta gli articoli pubblicati su riviste francesi e tedesche che hanno sondato i loro lettori sui temi del questionario in preparazione del sinodo, che avrà come tema proprio la famiglia. Le risposte sembrano confermare la distanza fra la morale cattolica e il comune sentire in tema di rapporti sessuali e relazioni affettive. E, come al solito, la pressione va nel senso di chiedere un avvicinamento della Chiesa alla morale dominante, considerata ormai immutabile anche se effetto essa stessa di un recente mutamento: la rivoluzione sessuale che ne ha determinato le caratteristiche principali, infatti, si è affermata negli ultimi cinquant’anni.
Il confronto con i fidanzati senza dubbio sarà decisivo, da questo punto di vista. Coloro che aspettano in castità di iniziare con il matrimonio cristiano la loro vita sessuale non esistono quasi più: in stragrande maggioranza, le coppie che seguono i corsi di preparazione al matrimonio, infatti, sono conviventi e spesso hanno già dei figli. La pressione mediatica chiede al Papa della misericordia di benedire questa svolta e di accettare il capovolgimento della morale sessuale cattolica.
Sono molti a non accorgersi che Papa Francesco sta certo mostrando la misericordia di Dio nei confronti di tutte le situazioni nuove e controverse nate da questa rivoluzione morale, ma a partire proprio dalle situazioni di sofferenza che essa ha creato. La comunione per i divorziati risposati, il battesimo dei figli delle coppie non sposate in chiesa o di quelle omosessuali e il loro futuro sono nel cuore del Papa, come situazioni su cui è necessario riflettere ed esercitare con la maggiore generosità possibile appunto la misericordia, ma ciò non significa certo un cedimento più generale alla morale dominante, del genere “fate come volete”.
Gli interventi di Papa Francesco e il suo volto misericordioso in realtà mettono in luce gli effetti dolorosi della rivoluzione sessuale, la sofferenza creata da un’utopia che prometteva la felicità per tutti garantita dalla libertà sessuale. E in questo modo suggeriscono, con pacata discrezione, di fare un bilancio sincero e coraggioso di quanto è veramente successo, al di là delle ideologie ancora dominanti. Solo a partire dalla constatazione dei tanti fallimenti di questa utopia, cioè solo medicando le ferite che essa ha inferto nelle vite umane, si può aprire infatti la possibilità di una nuova attenzione nei confronti della morale cattolica, in genere ormai archiviata come residuo inutile del passato.
L’immagine dell’ospedale da campo nel quale la Chiesa di oggi si trova a operare, cara a Francesco, rivela quindi un’altra possibilità di sviluppo inedita e creativa. Poi sarà necessario un passo successivo: trovare parole convincenti, un linguaggio nuovo, per spiegare il messaggio della Chiesa su questi argomenti e la ricchezza di una visione che non è solo divieti e regole. Ma piuttosto una diversa interpretazione della sessualità, che arricchisce la vita degli esseri umani e può renderla più armoniosa e serena. Senza nascondersi che per questo sarà necessaria una profonda rivoluzione culturale.
L'Osservatore Romano

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Voglio amarti per sempre!

Migliaia di fidanzati vivranno la festa di San Valentino insieme a Papa Francesco, con il cuore pieno di gioi



Tempi duri per i giovani! I ragazzi del terzo millennio vivono in un’epoca in cui la famiglia sta subendo un attacco senza precedenti.
Si sente parlare sempre di più divorzi-lampo, di unioni civili, di convivenze, di matrimoni a tempo determinato… Fortunatamente non c’è soltanto questo. Per tanti giovani, infatti, si avvicina un evento importante: l’incontro di Papa Francesco con i fidanzati, che si terrà il 14 febbraio 2014, giorno della festa di San Valentino, alle 11.00, nell’Aula Paolo VI in Vaticano.
L’incontro, promosso dal Pontificio Consiglio per la Famiglia, avrà un tema bellissimo: “La gioia del Sì per sempre”. Una gioia che, negli ultimi anni, sembra essere minacciata da una triste non-cultura della provvisorietà e del non-impegno. 
“Fidanzato” e “fidanzata”, purtroppo, sono parole in via d’estinzione. Ormai non si dice quasi più che due persone sono “fidanzate”. Si dice, banalmente, che “stanno insieme”. E quindi, ci si limita a prendere atto di una situazione ovvia.
E’ vero che due persone che si amano “stanno insieme”. Ma questa espressione nasconde un inganno. Al contrario del “fidanzamento”, comunica un senso di immobilità, di stasi. Esclude totalmente la prospettiva di uno sguardo verso il futuro.
E’ un modo di dire freddo, anonimo, insignificante, che riassume alla perfezione il nulla più assoluto e la mancanza di progettualità di certi rapporti di oggi. 
In questi anni si è tristemente diffusa la moda delle convivenze, che non sfociano mai nel matrimonio. Le coppie vagano per anni in un limbo senza meta, rifiutando di assumersi le proprie responsabilità. 
Capita, a volte, di incontrare persone che dicono: “Noi stiamo bene così. Non abbiamo bisogno del matrimonio. L’importante è che ci sia l’amore”. 
Spesso, dietro affermazioni come questa, si nasconde un’amarezza profonda, mascherata dalla bugia dello “Stiamo bene così”. 
In molti casi, nelle coppie di conviventi, c’è una persona che vorrebbe sposarsi e un’altra che non vuole sentire parlare di matrimonio. La persona che vorrebbe sposarsi subisce questa situazione passivamente, per abitudine o per paura di restare sola. E così l’amore si trasforma in un ricatto, in una squallida dittatura. 
L’amore vero è un’altra cosa. Amare significa, sicuramente, impegnarsi. Significa anche, e soprattutto, saper vedere l’altro come un essere umano. Non come un oggetto da usare, gettandolo via quando non serve più.
Il desiderio d’amare e di essere amati nasce, troppo spesso, per colmare un vuoto o per soddisfare un proprio bisogno. Ma poi, quando è necessario fare sul serio, impegnarsi, sacrificarsi, cominciano i problemi. C’è una tendenza a fuggire e a non assumersi le proprie responsabilità.
Incontrando i giovani dell’Umbria, il 4 ottobe 2013, Papa Francesco ha detto: “Che cos’è il matrimonio? È una vera e propria vocazione, come lo sono il sacerdozio e la vita religiosa. Due cristiani che si sposano hanno riconosciuto nella loro storia di amore la chiamata del Signore, la vocazione a formare di due, maschio e femmina, una sola carne, una sola vita. E il Sacramento del matrimonio avvolge questo amore con la grazia di Dio, lo radica in Dio stesso. Con questo dono, con la certezza di questa chiamata, si può partire sicuri, non si ha paura di nulla, si può affrontare tutto, insieme!” 
Ecco perché sarà bellissimo incontrare il Papa nel giorno di San Valentino! Migliaia di giovani si riuniranno a Roma per testimoniare quella “gioia del Sì per Sempre”, che è nel cuore di ognuno di noi. 
C. Climati