
La lezione del Sinodo
L'indice del Sinodo - Il Regno
(Vania De Luca) Un'assemblea sinodale ha sempre una certa importanza, per la chiesa ma non solo, ma mai c'era stata una così vasta eco sulla stampa e un'attenzione così attenta dell'opinione pubblica internazionale come è avvenuto per il sinodo straordinario sulla famiglia. Questo per due motivi: per la delicatezza del tema (la famiglia, le famiglie, i figli, l'amore, le ferite, le diverse forme di unione o di convivenza) e per il metodo che il primo sinodo dell'era Francesco ha inaugurato (...)
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La Chiesa e il Sinodo tra progressisti e conservatori
(Lucetta Scaraffia) Chi ha vinto? I progressisti o i conservatori? È stata questa la lente attraverso la quale i media - tranne poche eccezioni - hanno analizzato il Sinodo. Senza accorgersi che, da questo punto di vista, la vicenda sinodale ricorda quella delle “primavere arabe”: mentre gli osservatori progressisti plaudivano l’allargamento della sfera decisionale, sicuri che ne sarebbero seguite grandi aperture dottrinali e morali, la realtà ha rivelato che una situazione democratica, di fatto, faceva emergere soprattutto un consistente “partito conservatore” molto impegnato a contrastare ogni cambiamento.
Il documento finale, infatti, differisce poco - tranne che per i paragrafi “incriminati” sulla comunione ai divorziati risposati e sugli omosessuali - dai documenti espressi negli ultimi anni dagli organismi o dagli istituti preposti alla pastorale familiare, limato accuratamente di ogni punta diversa presente nella relazione del cardinale Erdo. Ma allora, durante il prossimo anno, si continuerà a lavorare ignorando i risultati dei questionari distribuiti nei mesi scorsi a cattolici di tutto il mondo, che rivelavano quasi ovunque una forte discrepanza fra la morale matrimoniale predicata e quella praticata? Un risultato che, come minimo, avrebbe dovuto suggerire una seria autocritica nei modi in cui la stessa morale matrimoniale viene diffusa. È più facile, certo, invocare le colpe degli altri: l’individualismo esasperato, il consumismo, l’indifferenza delle istituzioni. Che senza dubbio ci sono, ma non sono certo una novità. Ci voleva un sinodo per denunciarli? In qualche modo, la relazione finale sembra rifarsi in gran parte a un modello consolidato: il mondo esterno contro la Chiesa, fortezza di verità sotto assedio. Proprio quello che papa Francesco voleva evitare, come dimostra anche la sua richiesta, nel discorso conclusivo, a guardare la realtà. Guardarla con occhio interessato, e positivo: non è detto che tutto il nuovo sia male, non è detto che le sfide siano attacchi mortali. Lo Spirito soffia ovunque, e quindi anche nella storia, non solo nella Chiesa. Quest’ultima può cogliere le indicazioni che provengono dalla società, e con profitto cambiare qualcosa al suo interno, come è avvenuto per la democrazia e la libertà di coscienza, per esempio. Anche un atteggiamento diverso verso l’omosessualità potrebbe rientrarci. Papa Francesco, nelle sue conclusioni, parla di un “cammino di uomini”, e senza dubbio cammino di uomini è stato, e non nel senso di tutti gli esseri umani. Perché nel sinodo non si è sentita la voce di una donna – le coppie non sono una donna – e il documento finale risente molto di questa assenza: la parola “donne” vi ricorre pochissime volte al di fuori del generico “uomini e donne”, sempre in questo ordine, e compare solo in occasioni di debolezza e violenza. Effettivamente la Chiesa fa molto, specie nei paesi poveri, per difendere la dignità della donna. Le donne non sono però solo esseri deboli da difendere. I padri sinodali sembrano avere ignorato che il perno forte della famiglia è la donna e che oggi, quando l’identità femminile è fortemente in crisi, è in crisi anche la famiglia. Le donne si sono convinte di poter avere tutto, carriera e famiglia, sicurezza affettiva e libertà sessuale, come effettivamente avevano avuto gran parte degli uomini fino a oggi. Ma ora le giovani donne stanno pagando prezzi molto alti per averlo creduto: sempre più difficile formare una famiglia, avere dei figli, costruire quei rapporti durevoli che permettevano di affrontare la vita in modo meno duro. Anche perché è stato detto loro che davano troppo, che si sacrificavano mortificando le loro scelte individuali, e così sono state private delle profonde soddisfazioni emotive e morali che poteva offrire loro la vita di famiglia. Come può esistere una famiglia se non c’è una donna che se ne assume il carico principale, lavorativo ed emotivo, come è stato fino a qualche decennio fa? I padri sinodali non se lo sono chiesto, pensando solo al tipo di accoglienza che possono offrire loro, come sacerdoti, e dimenticando invece quell’accoglienza quotidiana e amorosa che solo le donne sanno dare e che tiene in piedi le famiglie. Non si possono curare i feriti - siano essi, per la Chiesa, divorziati od omosessuali - senza riflettere sulle cause della guerra in corso. E quindi anche senza sentire la voce delle donne, delle emancipate occidentali e delle mortificate africane, delle disprezzate orientali e delle giovani che oggi incontrano enormi difficoltà, di tutti i tipi, nel fondare una famiglia.
Il Messaggero
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L'Indice del sinodo - Il Regno
(Gilberto Borghi) Tutti a fare i conti. Con la pretesa di cogliere con chiarezza chi ha vinto e chi ha perso. Come dopo ogni elezione politica in Italia, ad appena due giorni dalla chiusura del sinodo tutti si affannano a proclamarsi vincitori. Cercando nelle pieghe degli scrutini di ogni numero della “Relatio Synodi” la pezza d’appoggio per la loro tesi. C’era da immaginarselo. (...)
(Gilberto Borghi) Tutti a fare i conti. Con la pretesa di cogliere con chiarezza chi ha vinto e chi ha perso. Come dopo ogni elezione politica in Italia, ad appena due giorni dalla chiusura del sinodo tutti si affannano a proclamarsi vincitori. Cercando nelle pieghe degli scrutini di ogni numero della “Relatio Synodi” la pezza d’appoggio per la loro tesi. C’era da immaginarselo. (...)
- Dal "motu proprio" al motu "communi" (Andrea Grillo)
- Ai fedeli d'ogni angolo del pianeta (Basilio Petrà)
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Il blog del Regno continua; la pagina web www.ilregno.it tra pochi giorni sarà completamente rinnovata; e la rivista su carta prosegue la sua attività d’informazione e documentazione che la caratterizza sin dai tempi del Concilio.
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Forte:"Su gay e divorziati il dissenso è apparso bizzarro". L'arcivescovo: la maggioranza c'è, andiamo avanti
Il Mattino
Il Mattino
(Antonio Manzo) Parla l'arcivescovo di Chieti: i frutti maturi del dibattito nella Chiesa arriveranno nel 2015 -- Roma non è lontana. Arriva all'episcopio di Chieti nel tardo pomeriggio, monsignor Bruno Forte, l'arcivescovo che da segretario speciale del Sinodo ha dovuto fronteggiare il...
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Il cardinale Marx: "Abbiamo aperto una strada nella Chiesa trasparente, nessun tema è più tabù"
La Repubblica
La Repubblica
(Marco Ansaldo) Parla il capo dei vescovi tedeschi: "Bergoglio ci ha incoraggiati a discutere in piena libertà. Fino a due anni fa un dibattito del genere sarebbe stato impensabile, ora dobbiamo andare avanti. È vero, su certe questioni abbiamo fatto due passi avanti e (...)