L'Udienza generale di Papa Francesco. "La Chiesa sposa aspetta il suo sposo! Dobbiamo chiederci però, con molta sincerità: siamo davvero testimoni luminosi e credibili di questa speranza?"
(
Cari fratelli e sorelle, buon giorno!
(...) oggi vogliamo domandarci: alla fine, che cosa sarà del popolo di Dio? Che cosa sarà di ciascuno di noi? Che cosa dobbiamo attenderci? L’apostolo Paolo rincuorava i cristiani della comunità di Tessalonica, che si ponevano queste stesse domande, (...) e concludeva: «E così per sempre saremo con il Signore!» (1Ts 4,17). (...)
È emblematico come nel libro dell’Apocalisse Giovanni, riprendendo l’intuizione dei Profeti, descriva la dimensione ultima, definitiva, nei termini della «Gerusalemme nuova, che scende dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo» (Ap 21,2). Ecco quello che ci attende! Ed ecco, allora, chi è la Chiesa: è il popolo di Dio che segue il Signore Gesù e che si prepara giorno dopo giorno all’incontro con lui, come una sposa con il suo sposo.
E non è solo un modo di dire: saranno delle vere e proprie nozze! Sì, perché Cristo, facendosi uomo come noi e facendo di tutti noi una cosa sola con lui, con la sua morte e la sua risurrezione, ci ha davvero sposato e ha fatto di noi - come popolo - la sua sposa. E questo non è altro che il compimento del disegno di comunione e di amore tessuto da Dio nel corso di tutta la storia. (...)
C’è un altro elemento, però, che ci conforta ulteriormente e che ci apre il cuore: Giovanni ci dice che nella Chiesa, sposa di Cristo, si rende visibile la «Gerusalemme nuova». Questo significa che la Chiesa, oltre che sposa, è chiamata a diventare città, simbolo per eccellenza della convivenza e della relazionalità umana. Che bello, allora, poter già contemplare, secondo un’altra immagine quanto mai suggestiva dell’Apocalisse, tutte le genti e tutti i popoli radunati insieme in questa città, come in una tenda: sarà «la tenda di Dio» (cfr Ap 21,3)! E in questa cornice gloriosa non ci saranno più isolamenti, prevaricazioni e distinzioni di alcun genere — di natura sociale, etnica o religiosa — ma saremo tutti una cosa sola in Cristo.
Al cospetto di questo scenario inaudito e meraviglioso, il nostro cuore non può non sentirsi confermato in modo forte nella speranza. Vedete, la speranza cristiana non è semplicemente un desiderio, un auspicio, non è ottimismo, no!: per un cristiano, la speranza è attesa, attesa fervente, appassionata del compimento ultimo e definitivo di un mistero, il mistero dell’amore di Dio, nel quale siamo rinati e già viviamo. Ed è attesa di qualcuno che sta per arrivare: è il Cristo Signore che si fa sempre più vicino a noi, giorno dopo giorno, e che viene a introdurci finalmente nella pienezza della sua comunione e della sua pace. La Chiesa ha allora il compito di mantenere accesa e ben visibile la lampada della speranza, perché possa continuare a risplendere come segno sicuro di salvezza e possa illuminare a tutta l’umanità il sentiero che porta all’incontro con il volto misericordioso di Dio.
Cari fratelli e sorelle, ecco allora che cosa aspettiamo: che Gesù ritorni! La Chiesa sposa aspetta il suo sposo! Dobbiamo chiederci però, con molta sincerità: siamo davvero testimoni luminosi e credibili di questa attesa, di questa speranza? Le nostre comunità vivono ancora nel segno della presenza del Signore Gesù e nell’attesa calorosa della sua venuta, oppure appaiono stanche, intorpidìte, sotto il peso della fatica e della rassegnazione? Corriamo anche noi il rischio di esaurire l’olio della fede, della gioia? Stiamo attenti!
Invochiamo la Vergine Maria, madre della speranza e regina del cielo, perché ci mantenga sempre in un atteggiamento di ascolto e di attesa, così da poter essere già ora permeati dell’amore di Cristo e aver parte un giorno alla gioia senza fine, nella piena comunione con Dio. (...)
Il Papa invita tutti a ripetere tre volte: «E così per sempre saremo con il Signore!»
*
Udienza generale del Papa. I saluti ai fedeli e pellegrini di lingua italiana

Catechesi di Papa Francesco.Riassunto e saluti in diverse lingue. La Chiesa sposa aspetta il suo Sposo
(...) oggi vogliamo domandarci: alla fine, che cosa sarà del popolo di Dio? Che cosa sarà di ciascuno di noi? Che cosa dobbiamo attenderci? L’apostolo Paolo rincuorava i cristiani della comunità di Tessalonica, che si ponevano queste stesse domande, (...) e concludeva: «E così per sempre saremo con il Signore!» (1Ts 4,17). (...)
È emblematico come nel libro dell’Apocalisse Giovanni, riprendendo l’intuizione dei Profeti, descriva la dimensione ultima, definitiva, nei termini della «Gerusalemme nuova, che scende dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo» (Ap 21,2). Ecco quello che ci attende! Ed ecco, allora, chi è la Chiesa: è il popolo di Dio che segue il Signore Gesù e che si prepara giorno dopo giorno all’incontro con lui, come una sposa con il suo sposo.
E non è solo un modo di dire: saranno delle vere e proprie nozze! Sì, perché Cristo, facendosi uomo come noi e facendo di tutti noi una cosa sola con lui, con la sua morte e la sua risurrezione, ci ha davvero sposato e ha fatto di noi - come popolo - la sua sposa. E questo non è altro che il compimento del disegno di comunione e di amore tessuto da Dio nel corso di tutta la storia. (...)
C’è un altro elemento, però, che ci conforta ulteriormente e che ci apre il cuore: Giovanni ci dice che nella Chiesa, sposa di Cristo, si rende visibile la «Gerusalemme nuova». Questo significa che la Chiesa, oltre che sposa, è chiamata a diventare città, simbolo per eccellenza della convivenza e della relazionalità umana. Che bello, allora, poter già contemplare, secondo un’altra immagine quanto mai suggestiva dell’Apocalisse, tutte le genti e tutti i popoli radunati insieme in questa città, come in una tenda: sarà «la tenda di Dio» (cfr Ap 21,3)! E in questa cornice gloriosa non ci saranno più isolamenti, prevaricazioni e distinzioni di alcun genere — di natura sociale, etnica o religiosa — ma saremo tutti una cosa sola in Cristo.
Al cospetto di questo scenario inaudito e meraviglioso, il nostro cuore non può non sentirsi confermato in modo forte nella speranza. Vedete, la speranza cristiana non è semplicemente un desiderio, un auspicio, non è ottimismo, no!: per un cristiano, la speranza è attesa, attesa fervente, appassionata del compimento ultimo e definitivo di un mistero, il mistero dell’amore di Dio, nel quale siamo rinati e già viviamo. Ed è attesa di qualcuno che sta per arrivare: è il Cristo Signore che si fa sempre più vicino a noi, giorno dopo giorno, e che viene a introdurci finalmente nella pienezza della sua comunione e della sua pace. La Chiesa ha allora il compito di mantenere accesa e ben visibile la lampada della speranza, perché possa continuare a risplendere come segno sicuro di salvezza e possa illuminare a tutta l’umanità il sentiero che porta all’incontro con il volto misericordioso di Dio.
Cari fratelli e sorelle, ecco allora che cosa aspettiamo: che Gesù ritorni! La Chiesa sposa aspetta il suo sposo! Dobbiamo chiederci però, con molta sincerità: siamo davvero testimoni luminosi e credibili di questa attesa, di questa speranza? Le nostre comunità vivono ancora nel segno della presenza del Signore Gesù e nell’attesa calorosa della sua venuta, oppure appaiono stanche, intorpidìte, sotto il peso della fatica e della rassegnazione? Corriamo anche noi il rischio di esaurire l’olio della fede, della gioia? Stiamo attenti!
Invochiamo la Vergine Maria, madre della speranza e regina del cielo, perché ci mantenga sempre in un atteggiamento di ascolto e di attesa, così da poter essere già ora permeati dell’amore di Cristo e aver parte un giorno alla gioia senza fine, nella piena comunione con Dio. (...)
Il Papa invita tutti a ripetere tre volte: «E così per sempre saremo con il Signore!»
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Udienza generale del Papa. I saluti ai fedeli e pellegrini di lingua italiana
Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. Saluto in particolare i partecipanti al IV° Convegno della Fondazione Ratzinger-Benedetto XVI che avrà luogo a Medellín, esortandoli a studiare percorsi che costruiscano la pace e promuovano la dignità della persona umana. Saluto gli studenti dell’Istituto Caboto, nell’anniversario di fondazione, accompagnati dall’Arcivescovo di Gaeta Mons. Fabio D’Onorio; l’Unione delle Pro loco d’Italia; la Società italiana di chirurgia; la Fondazione FIRMO di Firenze.
Saluto inoltre l’Associazione “Centri Sociali - Comitati Anziani” di Bologna, quella delle “mogli dei medici italiani” e “Genitori Sempre”, come pure i partecipanti al Festival Internazionale del Circo di Latina. La visita alle tombe degli Apostoli favorisca in tutti una crescita nella fede e un servizio più intenso a favore delle persone più deboli, ammalate, anziane o indifese.
Rivolgo infine un pensiero speciale ai giovani, agli ammalati e agli sposi novelli. Continuiamo ad invocare l’intercessione della Vergine Maria sul Sinodo per la Famiglia. Cari giovani, specialmente voi dell’Istituto Cicerone, San Nilo e San Giuseppe al Trionfale, ringraziate sempre il Signore per il dono della famiglia; cari ammalati, unite l’offerta della vostra sofferenza all’intenzione di preghiera per la pace nelle famiglie; e voi, cari sposi novelli, fondate la vostra casa coniugale sulla roccia della Parola di Dio
Saluto inoltre l’Associazione “Centri Sociali - Comitati Anziani” di Bologna, quella delle “mogli dei medici italiani” e “Genitori Sempre”, come pure i partecipanti al Festival Internazionale del Circo di Latina. La visita alle tombe degli Apostoli favorisca in tutti una crescita nella fede e un servizio più intenso a favore delle persone più deboli, ammalate, anziane o indifese.
Rivolgo infine un pensiero speciale ai giovani, agli ammalati e agli sposi novelli. Continuiamo ad invocare l’intercessione della Vergine Maria sul Sinodo per la Famiglia. Cari giovani, specialmente voi dell’Istituto Cicerone, San Nilo e San Giuseppe al Trionfale, ringraziate sempre il Signore per il dono della famiglia; cari ammalati, unite l’offerta della vostra sofferenza all’intenzione di preghiera per la pace nelle famiglie; e voi, cari sposi novelli, fondate la vostra casa coniugale sulla roccia della Parola di Dio

Papa Francesco, oggi, nel corso dell'Udienza generale rivolgendosi ai fedeli e pellegrini di lingua polacca ha ricordato l'elezione di Papa san Giovanni Paolo II 36 anni fa:
"Saluto cordialmente i pellegrini polacchi. Oggi ricordiamo santa Teresa di Gesù, carmelitana scalza, vergine e dottore della Chiesa. Domani invece ricorre l’anniversario dell’elezione alla Sede di Pietro di san Giovanni Paolo II. Questi due santi sono uniti dall’affidamento di se stessi a Dio, dalla dedizione alla Chiesa e dalla vita mistica. Impariamo da loro la radicalità evangelica e la crescita nella piena comunione con Dio. Benedico di cuore tutti voi presenti e i vostri cari."
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Catechesi di Papa Francesco.Riassunto e saluti in diverse lingue. La Chiesa sposa aspetta il suo Sposo
[Text: Français, English, Español, Português]
Francese - Ore: 10.17
Speaker: Chers frères et sœurs, l'Église est le peuple de Dieu qui suit le Seigneur Jésus et qui se prépare, jour après jour, à la rencontre avec lui, comme une épouse avec son époux. Elle est aussi appelée à devenir une cité qui rassemble toutes les personnes et tous les peuples comme dans une tente, la « tente de Dieu », où il n’y aura plus ni solitude, ni distinctions de toutes sortes, mais où nous ne ferons plus qu’un dans le Christ. C’est notre espérance, une espérance qui est attente passionnée de l’achèvement définitif du mystère de l’amour de Dieu. L’Église a pour mission de maintenir allumée et bien visible cette lampe de l’espérance, pour qu’elle puisse continuer à resplendir comme un signe de salut et à éclairer, pour toute l’humanité, le chemin qui conduit à la rencontre du visage miséricordieux de Dieu. Sommes-nous vraiment des témoins lumineux et crédibles de cette espérance ?
Santo Padre:
Saluto cordialmente i fedeli di lingua francese, in particolare i pellegrini di Sées e di Cahors venuti con i loro Vescovi, come pure il Collegio Calvino di Ginevra e le Piccole Suore di Gesù. Che il vostro pellegrinaggio a Roma vi aiuti a essere testimoni calorosi e autentici della speranza e della gioia della fede! Che Dio vi benedica!
Speaker: Je salue cordialement les personnes de langue française, en particulier les pèlerins de Sées et de Cahors venus avec leurs évêques, ainsi que le collège Calvin, de Genève, et les Petites Sœurs de Jésus. Que votre pèlerinage à Rome vous aide à être des témoins chaleureux et authentiques de l’espérance et de la joie de la foi ! Que Dieu vous bénisse !
Inglese - Ore: 10.21
Speaker: Dear Brothers and Sisters: In our catechesis on the Church, we now consider the object of our Christian hope, the fulfilment of God’s promises in the coming of Christ at the end of time. Saint John speaks of this joyful encounter between the Lord and his people using the image of “the new Jerusalem, coming down from heaven, prepared as a bride adorned to meet her husband” (cf. Rev 21:2). This spousal imagery contains a profound truth: by taking on our flesh, Jesus united humanity to himself, and at his coming we will see the consummation of this mystic marriage in the wedding feast of heaven. The vision of the new Jerusalem also reminds us that the Church is meant in God’s plan to be a City in which all men and women live at last in harmony and blessed peace. Christian hope, then, is our joyful expectation of the Lord’s coming and the fulfilment of his saving plan for the human family. In every generation the Church holds high the lamp of this hope before the world. Today let us ask whether our own lamps are alight with the oil of faith, and to what extent we live as credible and joy-filled witnesses to our hope in God’s promises.
Santo Padre:
Saluto i pellegrini di lingua inglese presenti all’odierna Udienza, specialmente i vari gruppi provenienti da Inghilterra, Scozia, Irlanda, Norvegia, Danimarca, Ghana, India, Giappone, Thailandia, Australia e Stati Uniti d’America. Rivolgo un saluto particolare al Pellegrinaggio Nazionale Irlandese in occasione del quattordicesimo centenario della morte di san Colombano. Su tutti voi e sulle vostre famiglie, invoco la gioia e la pace nel Signore Gesù. Dio vi benedica!
Speaker: I greet the English-speaking pilgrims and visitors taking part in today’s Audience, including the various groups from England, Scotland, Ireland, Norway, Denmark, Ghana, India, Japan, Thailand, Australia and the United States of America. In a particular way, my greeting goes to the Irish National Pilgrimage commemorating the fourteenth centenary of the death of Saint Columban. Upon all of you, and your families, I invoke joy and peace in the Lord Jesus. God bless you all!
Spagnolo - Ore: 10.30
Queridos hermanos y hermanas:
En esta catequesis nos preguntamos por el destino final del pueblo de Dios. Que tenemos que esperar. El Apocalipsis nos presenta dos imágenes: la esposa que espera a su Esposo, que nos habla del proyecto de comunión con la persona de Jesús que Dios ha trazado a lo largo de la historia, y la Nueva Jerusalén, que evoca el lugar donde todos los pueblos se reunirán junto a Dios.
La esperanza cristiana engloba a toda la persona, pues no es - la esperanza - un mero deseo o un optimismo, sino la plena realización del misterio del amor divino, en el que hemos renacido y en el que ya vivimos. Nosotros anhelamos la venida de Nuestro Señor Jesucristo, y Él se hace cada día más cercano a nosotros para llevarnos finalmente a la plenitud de su comunión y su paz. Por ello, la Iglesia tiene la misión de mantener encendida la lámpara de esa esperanza, como signo seguro de la salvación. Debemos preguntarnos si de verdad somos testigos luminosos y creíbles de esa esperanza, si nuestras vidas, nuestras comunidades manifiestan la presencia del Señor y la espera ardiente de su venida, si no corremos el riesgo de agotar el aceite de nuestra fe y perder la alegría.
***
Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española, en particular a los grupos provenientes de España, México, Costa Rica, Argentina y otros países latinoamericanos. Que María Santísima, Madre de la esperanza, nos enseñe a gustar ya desde ahora del amor de Cristo que un día se nos manifestará en plenitud. Muchas gracias.
Portoghese - Ore: 10.34
Locutor: A Igreja é o povo de Deus que segue o Senhor Jesus e que se vai preparando dia após dia para o encontro com Ele, como uma noiva para o seu noivo. A Igreja noiva espera o seu noivo! E não se trata de simples retórica, mas são verdadeiras núpcias, porque Cristo, fazendo-Se homem como nós e fazendo de todos nós um só com Ele, com a sua morte e ressurreição, desposou verdadeiramente a nossa humanidade e fez de nós a sua esposa. «E assim – escreve São Paulo – estaremos sempre com o Senhor». O livro do Apocalipse apresenta a Igreja como uma noiva preparada para o seu noivo: a noiva, porém, é apresentada, não como simples indivíduo, mas como uma cidade, «a nova Jerusalém». Sendo a cidade o símbolo por excelência do relacionamento e convivência humanos, podemos desde já contemplar todas as nações e povos nela congregados como numa tenda, a tenda de Deus. Nesta cidade, não existirá egoísmo, nem prevaricação, nem divisão de qualquer género – de natureza social, étnica ou religiosa –, mas todos serão um só em Cristo. Chega assim à sua plena realização o desígnio de comunhão e amor tecido por Deus no decurso da história inteira. A missão da Igreja é manter acesa e à vista de todos a candeia da esperança, para que possa brilhar como sinal seguro de salvação para toda a humanidade e iluminar a senda que a leva ao encontro com o rosto misericordioso de Deus.
Santo Padre:
Carissimi pellegrini di lingua portoghese e in particolare i fedeli delle parrocchie e associazioni del Brasile, benvenuti! Di cuore vi saluto tutti e affido al buon Dio la vostra vita e quella dei vostri familiari. Pregate anche voi per me! Le vostre famiglie si radunino quotidianamente per la recita del rosario sotto lo sguardo della Vergine Madre, affinché in esse non si esaurisca mai l’olio della fede e della gioia, che sgorga dalla vita dei loro membri in comunione con Dio.
Locutor: Queridos peregrinos de língua portuguesa e em particular os fiéis das paróquias e associações do Brasil, sede bem-vindos! De coração vos saúdo a todos, confiando ao bom Deus a vossa vida e a dos vossos familiares. Rezai também vós por mim! Que as vossas famílias se reúnam diariamente para a reza do terço sob o olhar da Virgem Mãe, para que nelas não se acabe jamais o óleo da fé e da alegria, que brota da vida dos seus membros em comunhão com Deus!
Saluto cordialmente i fedeli di lingua francese, in particolare i pellegrini di Sées e di Cahors venuti con i loro Vescovi, come pure il Collegio Calvino di Ginevra e le Piccole Suore di Gesù. Che il vostro pellegrinaggio a Roma vi aiuti a essere testimoni calorosi e autentici della speranza e della gioia della fede! Che Dio vi benedica!
Speaker: Je salue cordialement les personnes de langue française, en particulier les pèlerins de Sées et de Cahors venus avec leurs évêques, ainsi que le collège Calvin, de Genève, et les Petites Sœurs de Jésus. Que votre pèlerinage à Rome vous aide à être des témoins chaleureux et authentiques de l’espérance et de la joie de la foi ! Que Dieu vous bénisse !
Inglese - Ore: 10.21
Speaker: Dear Brothers and Sisters: In our catechesis on the Church, we now consider the object of our Christian hope, the fulfilment of God’s promises in the coming of Christ at the end of time. Saint John speaks of this joyful encounter between the Lord and his people using the image of “the new Jerusalem, coming down from heaven, prepared as a bride adorned to meet her husband” (cf. Rev 21:2). This spousal imagery contains a profound truth: by taking on our flesh, Jesus united humanity to himself, and at his coming we will see the consummation of this mystic marriage in the wedding feast of heaven. The vision of the new Jerusalem also reminds us that the Church is meant in God’s plan to be a City in which all men and women live at last in harmony and blessed peace. Christian hope, then, is our joyful expectation of the Lord’s coming and the fulfilment of his saving plan for the human family. In every generation the Church holds high the lamp of this hope before the world. Today let us ask whether our own lamps are alight with the oil of faith, and to what extent we live as credible and joy-filled witnesses to our hope in God’s promises.
Santo Padre:
Saluto i pellegrini di lingua inglese presenti all’odierna Udienza, specialmente i vari gruppi provenienti da Inghilterra, Scozia, Irlanda, Norvegia, Danimarca, Ghana, India, Giappone, Thailandia, Australia e Stati Uniti d’America. Rivolgo un saluto particolare al Pellegrinaggio Nazionale Irlandese in occasione del quattordicesimo centenario della morte di san Colombano. Su tutti voi e sulle vostre famiglie, invoco la gioia e la pace nel Signore Gesù. Dio vi benedica!
Speaker: I greet the English-speaking pilgrims and visitors taking part in today’s Audience, including the various groups from England, Scotland, Ireland, Norway, Denmark, Ghana, India, Japan, Thailand, Australia and the United States of America. In a particular way, my greeting goes to the Irish National Pilgrimage commemorating the fourteenth centenary of the death of Saint Columban. Upon all of you, and your families, I invoke joy and peace in the Lord Jesus. God bless you all!
Spagnolo - Ore: 10.30
Queridos hermanos y hermanas:
En esta catequesis nos preguntamos por el destino final del pueblo de Dios. Que tenemos que esperar. El Apocalipsis nos presenta dos imágenes: la esposa que espera a su Esposo, que nos habla del proyecto de comunión con la persona de Jesús que Dios ha trazado a lo largo de la historia, y la Nueva Jerusalén, que evoca el lugar donde todos los pueblos se reunirán junto a Dios.
La esperanza cristiana engloba a toda la persona, pues no es - la esperanza - un mero deseo o un optimismo, sino la plena realización del misterio del amor divino, en el que hemos renacido y en el que ya vivimos. Nosotros anhelamos la venida de Nuestro Señor Jesucristo, y Él se hace cada día más cercano a nosotros para llevarnos finalmente a la plenitud de su comunión y su paz. Por ello, la Iglesia tiene la misión de mantener encendida la lámpara de esa esperanza, como signo seguro de la salvación. Debemos preguntarnos si de verdad somos testigos luminosos y creíbles de esa esperanza, si nuestras vidas, nuestras comunidades manifiestan la presencia del Señor y la espera ardiente de su venida, si no corremos el riesgo de agotar el aceite de nuestra fe y perder la alegría.
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Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española, en particular a los grupos provenientes de España, México, Costa Rica, Argentina y otros países latinoamericanos. Que María Santísima, Madre de la esperanza, nos enseñe a gustar ya desde ahora del amor de Cristo que un día se nos manifestará en plenitud. Muchas gracias.
Portoghese - Ore: 10.34
Locutor: A Igreja é o povo de Deus que segue o Senhor Jesus e que se vai preparando dia após dia para o encontro com Ele, como uma noiva para o seu noivo. A Igreja noiva espera o seu noivo! E não se trata de simples retórica, mas são verdadeiras núpcias, porque Cristo, fazendo-Se homem como nós e fazendo de todos nós um só com Ele, com a sua morte e ressurreição, desposou verdadeiramente a nossa humanidade e fez de nós a sua esposa. «E assim – escreve São Paulo – estaremos sempre com o Senhor». O livro do Apocalipse apresenta a Igreja como uma noiva preparada para o seu noivo: a noiva, porém, é apresentada, não como simples indivíduo, mas como uma cidade, «a nova Jerusalém». Sendo a cidade o símbolo por excelência do relacionamento e convivência humanos, podemos desde já contemplar todas as nações e povos nela congregados como numa tenda, a tenda de Deus. Nesta cidade, não existirá egoísmo, nem prevaricação, nem divisão de qualquer género – de natureza social, étnica ou religiosa –, mas todos serão um só em Cristo. Chega assim à sua plena realização o desígnio de comunhão e amor tecido por Deus no decurso da história inteira. A missão da Igreja é manter acesa e à vista de todos a candeia da esperança, para que possa brilhar como sinal seguro de salvação para toda a humanidade e iluminar a senda que a leva ao encontro com o rosto misericordioso de Deus.
Santo Padre:
Carissimi pellegrini di lingua portoghese e in particolare i fedeli delle parrocchie e associazioni del Brasile, benvenuti! Di cuore vi saluto tutti e affido al buon Dio la vostra vita e quella dei vostri familiari. Pregate anche voi per me! Le vostre famiglie si radunino quotidianamente per la recita del rosario sotto lo sguardo della Vergine Madre, affinché in esse non si esaurisca mai l’olio della fede e della gioia, che sgorga dalla vita dei loro membri in comunione con Dio.
Locutor: Queridos peregrinos de língua portuguesa e em particular os fiéis das paróquias e associações do Brasil, sede bem-vindos! De coração vos saúdo a todos, confiando ao bom Deus a vossa vida e a dos vossos familiares. Rezai também vós por mim! Que as vossas famílias se reúnam diariamente para a reza do terço sob o olhar da Virgem Mãe, para que nelas não se acabe jamais o óleo da fé e da alegria, que brota da vida dos seus membros em comunhão com Deus!