
La festa liturgica del beato Paolo VI sarà il 29 maggio. Lo ha deciso Papa Francesco e la scelta si spiega con il fatto che Montini fu ordinato sacerdote il 29 maggio 1920 nella Cattedrale di Brescia: come scrisse lui stesso, "tutto cominciò lì". Francesco è molto devoto alla figura di Giovanni Battista Montini, e in ogni anniversario che riguarda il predecessore rivolge un "pensiero di profonda gratitudine per il Venerabile Papa Paolo VI". Ma è soprattutto nell'Esortazione Apostolica "Evangelii gaudium", che Bergoglio si pone sulla scia di Montini quando ricorda l'immagine biblica del "grido degli oppressi", che, scrive con parole di San Giacomo, "hanno mietuto sulle vostre terre e voi non avete pagato", le cui "grida e proteste sono giunte agli orecchi del Signore onnipotente".
La notte di Natale del 1968, celebrando nel capannone dell'Italsider di Taranto, il Papa bresciano disse agli operai, dopo essersi letteralmente inginocchiato sul palco per stringere le loro mani: "Noi vi diremo una cosa, che dovrete ricordare: noi vi comprendiamo, la Chiesa, come una
madre, vi comprende. Non dite e non pensate mai che sia cieca
ai vostri bisogni, sorda alle vostre voci. Non condivide le passioni classiste, quando queste esplodono in sentimenti di odio e in gesti di violenza; ma la Chiesa riconosce, sì, il bisogno di giustizia del popolo onesto, e lo difende, come può, e lo promuove".
"La Chiesa - commenta Papa Francesco nella sua Esortazione Apostolica - ha riconosciuto che l'esigenza di ascoltare questo grido deriva dalla stessa opera liberatrice della grazia". "La Chiesa - conclude Bergoglio citando esplicitamente Paolo VI - guidata dal Vangelo della misericordia e dall'amore all'essere umano, ascolta il grido per la giustizia e desidera rispondervi con tutte le sue forze".
Avvenire
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Paolo VI beato: "Un Papa giusto, che meditava e decideva senza tornare indietro"
La Repubblica
