Francesco alla Fao: gli affamati non chiedono elemosina ma dignità
«È doloroso vedere la lotta contro la fame ostacolata dalle priorità del mercato». Se manca la solidarietà rivolte contro le istituzioni. La guerra sull’acqua
IACOPO SCARAMUZZIROMA
È “doloroso” constatare che “la lotta contro la fame e la denutrizione viene ostacolata dalla ‘priorità del mercato’, e dalla ‘preminenza del guadagno’, che hanno ridotto il cibo a una merce qualsiasi, soggetta a speculazione, anche finanziaria”. Lo ha detto papa Francesco in un discorso in spagnolo alla Fao, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e la nutrizione con sede a Roma che, insieme all’Oms (Organizzazione mondiale della Salute) ha organizzato, da ieri a domani, la seconda conferenza internazionale sulla nutrizione dopo la prima del 1992. L’affamato “ci chiede dignità, non elemosina”, ha detto Jorge Mario Bergoglio tra gli applausi dei delegati di tutto il mondo. Il Papa argentino ha poi salutato i dipendenti dell’organizzazione Onu con un breve saluto in italiano nel quale ha messo in guardia dal rischio di una nuova “guerra” globale per l’acqua.
Jorge Mario Bergoglio è giunto all’organizzazione internazionale di viale Aventino poco prima delle 11 a bordo della consueta berlina su cui si muove quando esce dal Vaticano, una Ford Focus blu. Ad accogliere il Pontefice argentino, sull’ingresso della Fao, il brasiliano José Graziano da Silva, direttore generale della Fao. Il Papa è stato introdotto nella sala plenaria dal ministro italiano delle Politiche agricole Maurizio Martina tra gli applausi dei delegati, tutti in piedi per l’occasione. La prima persona che Bergoglio è andato a salutare, in prima fila, è la giovane regina spagnola Letizia Ortiz che aveva appena terminato il suo intervento. Il Papa ha lasciato la Fao poco più di mezz’ora dopo, alle 11,30.
“I destini di ogni nazione sono più che mai collegati tra loro, come i membri di una stessa famiglia, che dipendono gli uni dagli altri”, ha detto il Papa. “Ma viviamo in un’epoca in cui i rapporti tra le nazioni sono troppo spesso rovinati dal sospetto reciproco, che a volte si tramuta in forme di aggressione bellica ed economica, mina l’amicizia tra fratelli e rifiuta o scarta chi già è escluso. Lo sa bene chi manca del pane quotidiano e di un lavoro dignitoso. Questo è il quadro del mondo, in cui si devono riconoscere i limiti di impostazioni basate sulla sovranità di ognuno degli Stati, intesa come assoluta, e sugli interessi nazionali, condizionati spesso da ridotti gruppi di potere”. In questo quadro, “il diritto all’alimentazione sarà garantito solo se ci preoccupiamo del suo soggetto reale, vale a dire la persona che patisce gli effetti della fame e della denutrizione”. Sempre in spagnolo, papa Francesco ha proseguito: “Oggi si parla molto di diritti, dimenticando spesso i doveri; forse ci siamo preoccupati troppo poco di quanti soffrono la fame. È inoltre doloroso constatare che la lotta contro la fame e la denutrizione viene ostacolata dalla ‘priorità del mercato’, e dalla ‘preminenza del guadagno’, che hanno ridotto il cibo a una merce qualsiasi, soggetta a speculazione, anche finanziaria. E mentre si parla di nuovi diritti, l’affamato è lì, all’angolo della strada, e chiede diritto di cittadinanza, di essere considerato nella sua condizione, di ricevere una sana alimentazione di base. Ci chiede dignità, non elemosina”, ha detto Bergoglio tra gli applausi dei delegati.
Il Papa argentino ha ricordato quando Giovanni Paolo II nella stessa sala, alla prima conferenza sulla nutrizione del 1992, mise in guardia la comunità internazionale dal “paradosso dell’abbondanza”: “C’è cibo per tutti, ma non tutti possono mangiare, mentre lo spreco, lo scarto, il consumo eccessivo e l’uso di alimenti per altri fini sono davanti ai nostri occhi”. In questo senso, ha chiosato il Papa indicando questa come la prima sfida da affrontare, “ci sono pochi temi sui quali si sfoderano tanti sofismi come su quello della fame; e pochi argomenti tanto suscettibili di essere manipolati dai dati, dalle statistiche, dalle esigenze di sicurezza nazionale, dalla corruzione o da un richiamo doloroso alla crisi economica”. La seconda sfida, per Bergoglio, è “la mancanza di solidarietà”, parola che, ha detto a braccio tra gli applausi, a volte viene “eliminata dal vocabolario”: “Le nostre società sono caratterizzate da un crescente individualismo e dalla divisione; ciò finisce col privare i più deboli di una vita degna e con il provocare rivolte contro le istituzioni. Quando manca la solidarietà in un paese, ne risentono tutti”.
Jorge Mario Bergoglio, affiancato dal cardinale segretario di Stato Pietro Parolin e dal sostituto della Segreteria di Stato Angelo Becciu, ha poi citato la “legge naturale, iscritta nel cuore umano, che parla un linguaggio che tutti possono capire: amore, giustizia, pace, elementi inseparabili tra loro” per ricordare l’interesse della Chiesa e l’impegno della Santa Sede per “contribuire a identificare e adottare i criteri che devono realizzare lo sviluppo di un sistema internazionale equo”. In particolare “nessun sistema di discriminazione, di fatto o di diritto, vincolato alla capacità di accesso al mercato degli alimenti, deve essere preso come modello delle azioni internazionali che si propongono di eliminare la fame”, ha detto il Papa prima di benedire i delegati e spostarsi in una sala attigua per salutare in italiano i dipendenti della Fao e ringraziarli per il loro “lavoro nascosto”. “So che sapete andare oltre ogni carata e vedere i volti spenti e provati dalla fame e dalla sete”, ha detto tra l’altro Bergoglio. “L’acqua – ha aggiunto a braccio – non è gratis come tante volte pensiamo: è il grave problema che può portarci a una guerra”. Il Papa ha concluso il discorso tra applausi e grida "viva il Papa" dei dipendenti dell’organizzazione Onu.
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Il Papa alla Fao: gli affamati nel mondo chiedono dignità non elemosina
La Stampa
«La lotta contro la fame e la denutrizione viene ostacolata dalla `priorità di mercato e dalla preminenza del guadagno”. Papa Francesco, intervenendo alla Fao, denuncia come «oggi si parla molto di diritti, dimenticando spesso i doveri; forse ci siamo preoccupati troppo poco di quanti soffrono la fame (...)
- Papa Francesco alla Fao. "Mercato e speculazione non ostacolino lotta alla fame" (Repubblica)- Papa: 'Mercato e speculazioni non ostacolino lotta alla fame' (Ansa)
- Papa Francesco alla Fao: “Dare cibo a chi ha fame per salvare la vita nel pianeta” (Fatto Quotidiano)
- Il Papa alla Fao: le nazioni hanno dei doveri verso chi ha fame (Korazym)
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Segunda Conferencia Internacional sobre Nutrición: Saludo de José Graziano da Silva, Director General de la FAO, a Papa Francisco
FAO
FAO
Su Santidad,
1. Es para mí un gran honor darle la bienvenida a nuestra casa y poder decirle que e stamos muy agradecidos que su primera visita a la FAO se a para traer su palabra a esta Segunda Conferencia Internacional de Nutrición que hemos organizado conjuntamente entre la FAO y la Organización Mundial de la Salud, la OMS .
2. El hambre, la malnutrición y la desigualdad son una realidad que nos corresponde a nosotros transformar en una hi storia del pasado .
3. Su Santidad nos habló sobre es tos temas e n junio de 2013 cuando recibió en la Santa Sede a los participantes de la Conferencia de la FAO.
1. Es para mí un gran honor darle la bienvenida a nuestra casa y poder decirle que e stamos muy agradecidos que su primera visita a la FAO se a para traer su palabra a esta Segunda Conferencia Internacional de Nutrición que hemos organizado conjuntamente entre la FAO y la Organización Mundial de la Salud, la OMS .
2. El hambre, la malnutrición y la desigualdad son una realidad que nos corresponde a nosotros transformar en una hi storia del pasado .
3. Su Santidad nos habló sobre es tos temas e n junio de 2013 cuando recibió en la Santa Sede a los participantes de la Conferencia de la FAO.
