L'Angelus di Papa Francesco."Se i cristiani perdono sapore e si spengono, la loro presenza perde di efficacia", rileva il Santo Padre e ricorda poi la Giornata Mondiale del Malato che si celebra domani
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Cari fratelli e sorelle, buon giorno!
nel Vangelo di questa domenica, che viene subito dopo le Beatitudini, Gesù dice ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra … Voi siete la luce del mondo» (Mt 5,13.14). Questo ci stupisce un pò, se pensiamo a chi aveva davanti Gesù quando diceva queste parole. Chi erano infatti quei discepoli? Erano pescatori, gente semplice… Ma Gesù li guarda con gli occhi di Dio, e la sua affermazione si capisce proprio come conseguenza delle Beatitudini. Egli vuole dire: se sarete poveri in spirito, se sarete miti, se sarete puri di cuore, se sarete misericordiosi… voi sarete il sale della terra e la luce del mondo!
Per comprendere meglio queste immagini, teniamo presente che la Legge ebraica prescriveva di mettere un po’ di sale sopra ogni offerta presentata a Dio, come segno di alleanza. La luce, poi, per Israele era il simbolo della rivelazione messianica che trionfa sulle tenebre del paganesimo. I cristiani, nuovo Israele, ricevono dunque una missione nei confronti di tutti gli uomini: con la fede e con la carità possono orientare, consacrare, rendere feconda l’umanità. Tutti noi battezzati siamo discepoli missionari e siamo chiamati a diventare nel mondo un vangelo vivente: con una vita santa daremo “sapore” ai diversi ambienti e li difenderemo dalla corruzione, come fa il sale; e porteremo la luce di Cristo con la testimonianza di una carità genuina. Ma se i cristiani perdono sapore e si spengono, la loro presenza perde di efficacia. (...)
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Papa Francesco dopo l'Angelus. Il Santo Padre saluta i partecipanti ai Giochi Olimpici Invernali e prega per quanti stanno soffrendo danni e disagi a causa di calamità naturali, in diversi Paesi
Il Papa ricorda la Giornata Mondiale del Malato che si celebra domani: "L’atteggiamento generoso e cristiano verso i malati è sale della terra e luce del mondo. La Vergine Maria ci aiuti a praticarlo, e ottenga pace e conforto per tutti i sofferenti".
Dopodomani, 11 febbraio, celebreremo la memoria della Beata Vergine di Lourdes, e vivremo la Giornata Mondiale del Malato. E’ l’occasione propizia per mettere al centro della comunità le persone malate, pregare per loro e con loro, stare loro vicini. Il Messaggio per questa Giornata è ispirato ad una espressione di san Giovanni: Fede e carità: «Anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli» (1 Gv 3,16). In particolare, possiamo imitare l’atteggiamento di Gesù verso i malati di ogni genere: il Signore si prende cura di tutti, condivide la loro sofferenza e apre il cuore alla speranza.
Penso a tutti gli operatori sanitari: che lavoro prezioso! Essi incontrano ogni giorno nei malati non solo dei corpi segnati dalla fragilità, ma delle persone, alle quali offrire attenzione e risposte adeguate. La dignità della persona non si riduce mai alle sue facoltà o capacità, e non viene meno quando la persona stessa è debole, invalida e bisognosa di aiuto. Penso anche alle famiglie, dove è normale prendersi cura di chi è malato; ma a volte le situazioni possono essere più pesanti… Tanti mi scrivono, e oggi vorrei assicurare una preghiera per tutte queste famiglie, e dico loro: non abbiate paura della fragilità! Aiutatevi gli uni gli altri con amore, e sentirete la presenza consolante di Dio.
L’atteggiamento generoso e cristiano verso i malati è sale della terra e luce del mondo. La Vergine Maria ci aiuti a praticarlo, e ottenga pace e conforto per tutti i sofferenti.
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In questi giorni si svolgono a Sochi, in Russia, i Giochi Olimpici Invernali. Vorrei far giungere il mio saluto agli organizzatori e a tutti gli atleti, con l’auspicio che sia una vera festa dello sport e dell’amicizia.
Saluto tutti i pellegrini presenti oggi, le famiglie, i gruppi parrocchiali, le associazioni. In particolare saluto gli insegnanti e gli studenti provenienti dall’Inghilterra; il gruppo di teologhe cristiane di diversi Paesi europei, a Roma per un convegno di studio; i fedeli delle parrocchie Santa Maria Immacolata e San Vincenzo de Paoli in Roma, quelli venuti da Cavallina e Montecarelli nel Mugello, da Lavello e da Affi, la Comunità Sollievo, e la Scuola di San Luca-Bovalino, in Calabria.
Prego per quanti stanno soffrendo danni e disagi a causa di calamità naturali, in diversi Paesi, anche qui a Roma. La natura ci sfida ad essere solidali e attenti alla custodia del creato, anche per prevenire, per quanto possibile, le conseguenze più gravi. (...)
A tutti auguro una buona domenica e buon pranzo. Arrivederci!
Penso a tutti gli operatori sanitari: che lavoro prezioso! Essi incontrano ogni giorno nei malati non solo dei corpi segnati dalla fragilità, ma delle persone, alle quali offrire attenzione e risposte adeguate. La dignità della persona non si riduce mai alle sue facoltà o capacità, e non viene meno quando la persona stessa è debole, invalida e bisognosa di aiuto. Penso anche alle famiglie, dove è normale prendersi cura di chi è malato; ma a volte le situazioni possono essere più pesanti… Tanti mi scrivono, e oggi vorrei assicurare una preghiera per tutte queste famiglie, e dico loro: non abbiate paura della fragilità! Aiutatevi gli uni gli altri con amore, e sentirete la presenza consolante di Dio.
L’atteggiamento generoso e cristiano verso i malati è sale della terra e luce del mondo. La Vergine Maria ci aiuti a praticarlo, e ottenga pace e conforto per tutti i sofferenti.
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In questi giorni si svolgono a Sochi, in Russia, i Giochi Olimpici Invernali. Vorrei far giungere il mio saluto agli organizzatori e a tutti gli atleti, con l’auspicio che sia una vera festa dello sport e dell’amicizia.
Saluto tutti i pellegrini presenti oggi, le famiglie, i gruppi parrocchiali, le associazioni. In particolare saluto gli insegnanti e gli studenti provenienti dall’Inghilterra; il gruppo di teologhe cristiane di diversi Paesi europei, a Roma per un convegno di studio; i fedeli delle parrocchie Santa Maria Immacolata e San Vincenzo de Paoli in Roma, quelli venuti da Cavallina e Montecarelli nel Mugello, da Lavello e da Affi, la Comunità Sollievo, e la Scuola di San Luca-Bovalino, in Calabria.
Prego per quanti stanno soffrendo danni e disagi a causa di calamità naturali, in diversi Paesi, anche qui a Roma. La natura ci sfida ad essere solidali e attenti alla custodia del creato, anche per prevenire, per quanto possibile, le conseguenze più gravi. (...)
A tutti auguro una buona domenica e buon pranzo. Arrivederci!