lunedì 15 ottobre 2012

Il Sinodo e il Movimento dei Focolari












Un incontro offerto ai vescovi impegnati in questi giorni nel lavori del Sinodo sulla Nuova Evangelizzazione, desiderosi di approfondire la spiritualità di comunione presente nella vita del Movimento dei Focolari. Si è tenuto ieri pomeriggio nell’istituto Maria SS. Bambina, accanto a Piazza San Pietro.

Applicazione del Vangelo nel quotidiano, dialoghi tra cristiani, con le altre religioni e con i non credenti, comunione fra laici e sacerdoti, sono alcuni dei principi sviluppati dal Concilio Vaticano II, già in qualche modo presenti nel Movimento dei Focolari dal suo nascere negli anni '40. Sfide impegnative tuttora aperte e che molto hanno a che fare con la nuova evangelizzazione. Dell'esperienza maturata in questo senso dai Focolari si è parlato in questo incontro. Ma qual è il metodo del Movimento per annunciare Gesù agli uomini del nostro tempo? Sentiamo don Helmut Sievers, sacerdote focolarino, tra gli organizzatori dell'evento:

“Non esiste metodo, ma esiste un modo di fare che è amare e mettere l’amore al primo posto, cioè non la voglia di convertire, non la voglia di conquistare gente per la nostra Chiesa o la nostra convinzione ma offrire in un modo rispettoso la nostra opinione, la nostra esperienza. E la nostra esperienza è quella del Vangelo vissuto, di mettere in pratica nella vita di tutti i giorni quello che Gesù ha detto e lì ci sono le cose che contrastano evidentemente con la mentalità del mondo della quale tanti cristiani soni impregnati, cioè evitare la persona antipatica, avere rapporti solo con gli amici evitando quelli che non sono amici: con ciò non si vive il Vangelo, magari si annuncia il Vangelo, si predica e le parole però non contengono la vita vissuta. C’è una potenzialità enorme che la Chiesa forse deve sfruttare ancora meglio”.
A parlare ai presuli presenti, provenienti dalle aree del mondo più varie, del contributo che il Movimento dei Focolari vuole offrire al Sinodo, accanto al copresidente don Giancarlo Faletti, anche mons. Francis-Xavier Kriengsak Kovithavanij, arcivescovo di Bangkok-Thailandia:

“Per il nuovo millennio abbiamo bisogno della spiritualità di comunione. Ci sono vescovi che cercano di vivere tra vescovi questa spiritualità. Bisogna portare questa spiritualità nel ministero episcopale per rinnovare la diocesi e anche il nostro apostolato, l’evangelizzazione, con il cambiamento della vita e il rinnovamento della vita”.
Tra i partecipanti all'incontro, mons. Petru Gherghel, vescovo della diocesi di Iasi in Romania. La sua testimonianza:

“Questa spiritualità dell’unità ha un ruolo molto importante perché se siamo figli di Dio dobbiamo tutti sentirci uniti. Il mio motto è proprio in questa direzione: 'Ut omnia unum sint'. E questa spiritualità dell’unità corrisponde molto a questo movimento dei Focolarini. In questo senso mi impegno personalmente, non soltanto io, con gli altri, per creare un clima di fraternità. Vedere sempre nell’altro Gesù; se si realizza, questo porta veramente frutti positivi. Io spero di portare a numerosi fedeli lo spirito di unità, di amore reciproco. (A. Masotti)

Fonte: Radio Vaticana

* * *

 Una serata di scambio e testimonianze, nell’arco dei lavori sinodali sulla nuova evangelizzazione, tra 27 vescovi partecipanti al Sinodo e una trentina di laici. A introdurla il presidente della conferenza episcopale della Thailandia, l’arcivescovodi Bangkok, Francis X. Kriengsak Kovithavanij, moderatore dei vescovi amici del Movimento dei Focolari.

“Le nostre parole vengono ascoltate se sono espressione della nostra vita”, ha esordito. Autenticità e coerenza, quindi in “uomini e donne che hanno fatto l’esperienza di Dio, icone viventi dell’amore di Dio per la gente”. Dove? Nei luoghi abituali: lavoro, scuola, sanità, sport, famiglia, quartiere, internet.
Riferendosi al suo personale percorso in una società quasi interamente buddista, mons. Kriengsak ha concluso “ma non basta la nostra testimonianza personale, seppure eroica”. Affinché il Vangelo sia efficace e convincente “occorre dare vita a piccole cellule di vita evangelica, essere noi vescovi parte viva di una comunità gioiosa e attraente”, “la Chiesa attrae quando vive in comunione”.
Sui Movimenti ecclesiali come “Parole” che evangelizzano è intervenuta Anna Pelli, del Centro studi del Movimento dei Focolari e responsabile per esso del dialogo con le diverse realtà ecclesiali. Ha presentato la Chiesa nella sua ricchezza carismatica, seguendo l’inedita immagine di Chiara Lubich,  come “un magnifico giardino in cui fiorirono tutte le Parole di Dio”: vi “fiorì Gesù, Parola di Dio, in tutte le più svariate manifestazioni”.
Da qui il rapporto “di unità e distinzione” tra le varie spiritualità, frutti esse “della creatività dello Spirito, doni suoi alla Chiesa di oggi per aprire nuove vie di comprensione e di attuazione della verità infinita di Dio”. Da qui il richiamo ad attuare “con crescente pienezza di vita” la propria specificità, per fare della Chiesa “un Vangelo vivo”, “un popolo evangelizzante”.
I vescovi hanno voluto ascoltare anche la voce di laici, giovani e non, credenti e non, impegnati nel sociale e in ambito ecclesiale, spronati dalla spiritualità di comunione come vissuta dai Focolari. Con una conclusione: il mondo attende di vedere realizzati “spazi del Risorto”, luoghi che diano “visibilità ad una umanità forgiata dal Vangelo, dove regna la comunione di cuori e di beni”.
“E’ impensabile che noi vescovi da soli riusciamo a rinnovare la Chiesa. Occorre che i laici siano in prima linea”, ha commentato un presule della Corea. (V. Gomez)
Fonte: Zenit