venerdì 5 ottobre 2012

Incontro Europeo della Comunità di Taizè a Roma

http://www.amichiamoci.it/lumini%20taize.png


Il prossimo incontro europeo dei giovani si terrà nella capitale italiana dal 28 dicembre 2012 al 2 gennaio 2013. Questo incontro, preparato dalla comunità di Taizé in collaborazione con la diocesi di Roma, riunirà decine di migliaia di giovani per una nuova tappa del "pellegrinaggio di fiducia sulla terra", iniziato da frère Roger alla fine degli anni ’70.
I giovani provenienti da tutta Europa e non solo saranno accolti dalle famiglie e dalle comunità religiose di Roma e di tutta la regione romana. Essi saranno invitati a compiere un pellegrinaggio alle tombe degli Apostoli fino alle catacombe, a pregare nelle grandi basiliche e ad incontrare il Papa Benedetto XVI.
In un messaggio indirizzato da Benedetto XVI ai giovani riuniti a Berlino per l’incontro di fine anno 2011 leggiamo:
Il Santo Padre esprime la gioia nell’accogliervi il prossimo anno per il 35° incontro europeo del vostro pellegrinaggio di fiducia sulla terra. Roma vi accoglierà calorosamente!"



Il «pellegrinaggio di fiducia» organizzato a Roma dal 28 dicembre 2012 al 2 gennaio 2013 dalla comunità ecumenica internazionale di Taizé in realtà è già cominciato. Nelle Chiese locali i responsabili della pastorale dei giovani, le parrocchie, le cappellanie universitarie, i vari gruppi e movimenti hanno intrapreso da giorni la loro preparazione, spirituale e pratica, all’evento. 
Ciò è particolarmente vero per la capitale italiana, dove l’impresa accomunerà tutta la città. In ogni quartiere saranno formate delle “squadre” incaricate di cercare le famiglie disposte a donare accoglienza e alloggio, di preparare il programma del mattino, la veglia di preghiera per la pace, la “festa dei popoli” allo scoccare della mezzanotte dell’ultimo dell’anno. Tutti sono chiamati a dare una mano, nel senso di braccia e idee, affinché la grande intuizione di fratel Roger abbia l’ennesimo, entusiasta riscontro. Si tornerà a Roma, dove il pellegrinaggio ha già fatto tappa tre volte (nel 1980, 1982 e 1987), per un incontro che avrà, tra i suoi momenti culminanti, la preghiera nella basilica di San Pietro assieme a Benedetto XVI, alle ore 18 di sabato 29 dicembre.
«Vorremmo che l’incontro di Roma — scrive fratel Alois, priore di Taizé — costituisca un avvenimento di speranza: che la fede in Dio possa far nascere nei giovani di tutta Europa una fiducia nel futuro. Il futuro loro, che presenta così spesso delle difficoltà. Il futuro della Chiesa, perché oggi sono in corso molti cambiamenti. E il futuro delle nostre società: come costruire un’Europa in cui ogni Paese e ogni regione trovi il suo posto?». La sfida è proprio questa e i giovani di Taizé l’hanno raccolta con entusiasmo. Il sito in rete della comunità offre loro dei suggerimenti, mese per mese. A ottobre, per esempio, si può iniziare a scegliere testi, preghiere, canti, ascoltare l’esperienza di chi è stato al raduno europeo dell’anno scorso a Berlino, trovare il modo per finanziarsi il viaggio e creare una “cassa di solidarietà”: perché non vendere dolci o anticaglie all’uscita della messa domenicale? O non fare piccoli lavoretti dal vicino di casa od offrirsi come baby-sitter? Per novembre i giovani vengono invitati a organizzare veglie di incontro e di preghiera, in modo da condividere e approfondire l’esperienza di fede, da rendere visibile la realtà di una Chiesa accogliente e aperta a tutti, da dare coraggio a chi è restio a intraprendere un cammino nuovo, diverso, nella società; le veglie nelle parrocchie, nei quartieri, coinvolgeranno anche chi, troppo giovane o troppo anziano, non potrà partecipare all’incontro di Roma, anche chi non conosce lo spirito che anima Taizé e la sua gente. Dicembre — è l’idea che viene dai fratelli della comunità — potrebbe essere invece il mese dedicato alla Bibbia, attorno al tema «Vivere come la famiglia di Dio»: è l’occasione per riunirsi in piccoli gruppi, ponendosi delle domande alle quali cercare di trovare risposta anche attraverso le meditazioni bibliche del priore Alois o la sua lettera per il 2012 Verso una nuova solidarietà.
Accoglienza nelle famiglie o nelle comunità ospitanti, preghiere comuni in sette basiliche o grandi chiese della città, laboratori su tematiche di impegno sociale e spirituale, piccoli pellegrinaggi sulle orme dei primi credenti e ai luoghi storici del cristianesimo: il programma che attende i partecipanti al raduno europeo di Roma — aperto ai giovani fra i 16 e i 35 anni, organizzato in stretta collaborazione con il Vicariato e incentrato sul tema della vita interiore e della solidarietà nella famiglia umana — è ricco di spunti di interesse, di riflessione, di speranza. La speranza, osserva ancora fratel Alois, «può nascere laddove c’è un’esperienza di comunione. Delle famiglie che aprono le porte a dei giovani sconosciuti di cui forse non parlano la lingua: quest’ospitalità potrà fare luce sulla comunione della Chiesa. Accogliendo dei giovani si potrà far crescere la fiducia tra le generazioni e i popoli, indispensabile per un avvenire di pace». E i giovani di oggi «hanno bisogno di molto coraggio per vivere come cristiani e per comunicare ad altri la loro fiducia in Dio».
La fiducia, scrive il Papa nel messaggio indirizzato ai partecipanti all’incontro dell’anno scorso a Berlino, «non è cieca ingenuità», anzi rende «più lungimiranti e disponibili» per rispondere alle sfide e alle difficoltà di oggi. Benedetto XVI invita i giovani a meritare la fiducia data loro da Cristo, attraverso un compito speciale, quello del buon esempio e della testimonianza cristiana: «Di fronte alla povertà e alle ingiustizie, numerosi giovani si lasciano vincere dalla rivolta, dalla disperazione o anche dalla violenza. Essi hanno bisogno di voi, della pace che trovate nella vostra fede».
Quando, il giorno di Pasqua del 1970, davanti a duemilacinquecento persone di trentacinque nazionalità riunite nella chiesa della Riconciliazione, fratel Roger prese la parola per annunciare che presto si sarebbe tenuto a Taizé un “concilio” dei giovani, nessuno avrebbe mai immaginato la portata di quella notizia. C’era da “mettere in moto” la vocazione ecumenica, finita nell’impasse, in un tunnel nel quale bisognava aprire il varco. E a dare l’ok a fratel Roger era stato Paolo VI in persona, nell’udienza privata del 17 dicembre 1969. In realtà ci vollero quattro anni per organizzare quel “concilio” ma la strada, per Taizé e da Taizé al mondo, era ormai spianata.

Fonte: Osservatore Romano
Info: http://www.taizeroma.org