La bellezza della famiglia. Card. Baldisseri: a proposito della lista dei partecipanti al Sinodo di ottobre
(Lorenzo Baldisseri, Cardinale segretario generale del Sinodo dei vescovi) Per quale ragione si pubblicano tre pagine intere di nomi sul giornale della Santa Sede? Perché a questi nomi corrispondono i volti di persone provenienti da tutto il mondo, che dal 5 al 19 ottobre prenderanno parte all’assemblea generale straordinaria del Sinodo dei vescovi sulle sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione. Lo scopo dell’incontro è di proporre al mondo odierno la bellezza e i valori della famiglia, che emergono dall’annuncio di Gesù Cristo che dissolve la paura e sostiene la speranza.
Synodus — che vuol dire “fare strada insieme” — è l’espressione che indica il luogo ecclesiale in cui si conviene per incontrarsi e riflettere — nella duplice fedeltà a Dio e all’uomo — di fronte alle sfide della famiglia di oggi. L’elenco che segue è composto dai rappresentanti dei cinque continenti, così suddivisi: 114 presidenti delle Conferenze episcopali, 13 capi delle Chiese cattoliche orientali sui iuris, 25 capi dicastero della Curia romana, 9 membri del Consiglio ordinario di segreteria, il segretario generale, il sotto-segretario, 3 religiosi eletti dall’Unione superiori generali, 26 membri di nomina pontificia. Altri partecipanti: 8 delegati fraterni, 38 uditori, di cui 13 coppie di sposi, 16 esperti. Il totale delle persone che prendono parte all’assemblea sinodale è di 253.
Nella dinamica di rinnovamento della Chiesa voluto da Papa Francesco, l’aggiornamento dell’istituzione sinodale si esplica specialmente nel suo processo preparatorio e nello svolgimento delle assemblee stesse. Questo progetto, iniziato con l’indizione dell’assemblea sinodale, si sta sviluppando in una maniera nuova o rinnovata con azioni concrete. Il criterio di rinnovamento è quello di dipingere prima il quadro e poi mettere la cornice. La normativa in vigore è il binario su cui corre il treno del rinnovamento. Andando avanti si compiranno i passi necessari per emendare norme o eventualmente mettere mano a una vera e propria ristrutturazione dell’organismo sinodale.
L’itinerario del prossimo sinodo sarà scandito in due tappe: l’assemblea generale straordinaria del 2014 e l’assemblea generale ordinaria del 2015. Si applicherà una nuova metodologia interna dei lavori, che renderà lo svolgimento più dinamico e partecipativo, con interventi e testimonianze, e il cui percorso terrà presente la continuità verso la seconda tappa, dopo la quale sarà pubblicato il documento sinodale.
L'Osservatore Romano
L’itinerario del prossimo sinodo sarà scandito in due tappe: l’assemblea generale straordinaria del 2014 e l’assemblea generale ordinaria del 2015. Si applicherà una nuova metodologia interna dei lavori, che renderà lo svolgimento più dinamico e partecipativo, con interventi e testimonianze, e il cui percorso terrà presente la continuità verso la seconda tappa, dopo la quale sarà pubblicato il documento sinodale.
L'Osservatore Romano
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Bergoglio completa il sinodo: nomine bipartisan e coppie di sposi
Vatican Insider
Vatican Insider
(Iacopo Scaramuzzi) L’assemblea straordinaria sulla famiglia si svolgerà dal 5 al 19 ottobre, poi un sinodo ordinario nel 2015. A Ravasi il messaggio finale. Baldisseri: sarà il luogo per incontrarsi e riflettere -- Papa Francesco ha completato la composizione del sinodo straordinario sulla famiglia, che si svolgerà in Vaticano dal 5 al 19 ottobre, nominando personalmente, (...)
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Dolan: sui divorziati non si cambia
di Matteo Matzuzzi (Il Foglio)
Il cardinale Timothy Dolan, arcivescovo di New York e fino all’anno scorso presidente della Conferenza episcopale americana, prende la parola sui temi che fra poche settimane saranno discussi a Roma nel corso del Sinodo straordinario sulla famiglia. La gente, ha detto in una lunga intervista a Crux – nuovo portale americano che racconta tutti i principali avvenimenti che hanno a che fare con il mondo cattolico – non dovrebbe attendersi alcun cambiamento circa la questione del riaccostamento alla comunione dei divorziati risposati, questione tra le più discusse negli scorsi mesi in vista dell’appuntamento sinodale: “Personalmente – ha spiegato il porporato – non vedo come potrebbe esserci un cambiamento drammatico senza andare contro l’insegnamento della chiesa”. Sarebbe più opportuno, ha osservato, che “il Sinodo guardasse in modo più completo il quadro, cercando di comprendere quali siano le strade per ricondurre le persone alla bellezza e all’avventura di un amorevole e fedele matrimonio”. Una posizione che si discosta da quella più volte illustrata dal cardinale Walter Kasper, che nei giorni scorsi ha ribadito la necessità di aprirsi ai cambiamenti in materia di pastorale familiare: “Se l’uomo fallisce”, ha detto a proposito del riaccostamento all’eucaristia dei divorziati risposati, “Dio offre al suo naufragio non una seconda nave, ma una zattera, un salvagente. Il sacramento della penitenza”.
Non si tratta – ha sottolineato – di un secondo matrimonio ecclesiale, ma di una sorta di mezzo di sopravvivenza. E “se Dio concede la comunione spirituale a questo naufrago, la chiesa può chiudere le porte sacramentali?”, s’è chiesto Kasper, ricordando una delle domande poste al collegio cardinalizio riunito in concistoro lo scorso inverno. La chiesa, ha ribadito, “non è un castello con un ponte levatoio e le sentinelle poste all’ingresso, ma è una casa dalle porte aperte a tutti, dove nessuno deve sentirsi escluso e lontano”. Si tratta di una linea che fatica a far breccia in un episcopato come quello americano, dove le parole del cardinale Dolan dimostrano una chiara opposizione a ogni cambiamento che vada nella direzione auspicata da Kasper e da numerosi episcopati, specialmente mitteleuropei. Il teatro dove questa diversità di vedute troverà spazio è il Sinodo ormai imminente, prima tappa di un percorso biennale che porterà alla decisione finale del Pontefice. Ed è qui che potrebbero nascondersi gli ostacoli: “Papa Francesco ha detto che vuole un dibattito aperto, e io sospetto che lo avrà”, dice al Foglio il vaticanista John Allen. “E’ chiaro che la proposta di Kasper è altamente controversa, come dimostrano alcuni nordamericani che si sono opposti, e quello è per me il dramma reale del Sinodo: se non c’è consenso tra i vescovi su una linea piuttosto che su un’altra, che farà Francesco?”.
Tanti, da oltreoceano, si sono già espressi. Il cardinale canadese Thomas Collins, arcivescovo di Toronto, si è mostrato più volte in sintonia con il pensiero di Dolan, e anche l’arcivescovo di Boston, il cardinale Sean O’Malley, in un’intervista al Boston Globe dello scorso febbraio, diceva di “non vedere alcuna giustificazione teologica per cambiare l’atteggiamento della chiesa sulla riammissione dei divorziati risposati ai sacramenti”. Se si considerano i cardinali dell’America del nord, osserva ancora Allen, “la linea è di opposizione abbastanza netta a ogni cambio delle norme correnti. Per quanto riguarda l’intero corpo episcopale, invece, la gamma dei punti di vista è più ampia”. E’ la conferma della fatica che ancora fa la chiesa americana a mettersi in sintonia con le nuove priorità pastorali di Francesco, benché “su molte questioni i vescovi locali si siano conformati più facilmente”, aggiunge il vaticanista del Boston Globe. Basti considerare che essi sono “già fortemente a favore degli immigrati, molto più di tante conferenze episcopali europee. Anche perché, mentre la maggior parte delle comunità di immigrati in Europa è musulmana, negli Stati Uniti si tratta di cattolici”. Più difficile, invece, un “allineamento” sulle questioni che riguardano la vita: “E’ probabile che i vescovi degli Stati Uniti continueranno a mantenere una linea dura”, come per altro dimostrano le prese di posizione dell’attuale capo dell’episcopato, mons. Joseph Kurtz.
fonte: IlFoglio.it