mercoledì 5 ottobre 2011

Anche se vado per una valle oscura...



Questa mattina Benedetto XVI ha dedicato la Sua catechesi al Salmo 23, uno dei più conosciuti di tutto il Salterio, ma che commentato dal Papa rivela profondità inaspettate... Dio è accanto a noi anche nei momenti bui, soprattutto nei momenti bui.
A conclusione della giornata, propongo un testo "monastico" che conferma, se pure ce ne fosse bisogno, quanto ciò sia vero. Di seguito il canto "Signore, Tu mi scruti e mi conosci", tratto dal Salmo 138.

* * *


"Neppure le tenebre sono oscure per Te, e la notte brilla come il giorno"
(Sal. 138, 12)

La notte è l'istante della più grande vicinanza di Dio. La notte dà corpo al deserto smaterializzando le cose: esse, spoglie di colori e contorni, si dissolvono in uno strato azzurrognolo dove lo sguardo sprofonda. La terra dorme, è il grande silenzio. Gli occhi di colui che veglia sono attirati dal cielo verso le stelle che splendono dalle loro sedi e gioiscono... e brillano di gioia per Colui che le ha create.
Se il cuore è puro e lo spirito vigila, la notte risplenderà come il giorno. Svuotata di ogni forma creata, essa è piena di richiami che le donano una solennità immensa: la creazione della luce nel primo giorno e quella dei luminari che noi ogni giorno ammiriamo tali e quali uscirono dalle mani di Dio: la luna e le stelle.
Nel cuore della notte Dio parla ad Abramo, promettendogli una posterità da cui nascerà il Salvatore, e questa promessa porta in noi i suoi frutti.
Il Verbo si incarnò in Maria la notte mentre pregava, cfr.: "Mentre un assoluto silenzio avvolgeva tutte le cose e la notte era a metà del suo corso, l'onnipotente Parola del cielo balzò dal trono regale e discese sulla Terra" (Sap. 18, 14s). Egli nascerà da lei a mezzanotte.
La liberazione degli ebrei dall'oppressione dell'Egitto, segno della nostra liberazione spirituale, fu fatta di notte, e Dio ha voluto che questo ricordo si perpetuasse.
La Chiesa la commemora nella grande Veglia pasquale. Gesù soffrì il venerdi santo e morì nel pomeriggio, e il Calvario fu avvolto da una notte miracolosa nelle tre ore di questo dramma, perchè nulla venisse a distrarre la nostra fede dall'attenzione al sacrificio che ci salva.
Pensa alla più grande di tutte le notti, quella in cui Cristo uscì glorioso e vivente dal sepolcro.
Il mondo è immerso nelle tenebre, e non vi è che una fiamma: Gesù cristo: "Io sono la Luce del mondo" (Gv. 8, 1).
Un Monaco, L'eremo, Brescia,1974, p. 47

Signore tu mi scruti e mi conosci (Sal 138) by Vito Luigi Valente

Di seguito il testo del canto con gli accordi:

SIGNORE TU MI SCRUTI E MI CONOSCI. Sal 138(139) (Kiko Arguello)

Re- Sol-

C. Signore tu mi scruti e mi conosci,

Re-

tu sai quando mi corico e mi alzo.

Sol-

Da lontano conosci i miei pensieri,

(La) Re-

ti sono familiari i miei cammini.

Do7 Fa

Non è ancora sulla mia lingua la parola

La Re-

e già tu Signore, la conosci tutta.

Do7 Fa

Mi stringi alle spalle, mi attacchi di fronte

La

e nello stesso tempo

Re-

hai posto su di me la tua mano:

Sol- La

e questo è scienza misteriosa per me,

Sol- La

scienza che non arrivo a capire

Sol- La

scienza così alta che io non comprendo.

Fa La-

A. MA DOVE ANDRÒ LONTANO DAL TUO SPIRITO,

Sib

MA DOVE DAL TUO VOLTO FUGGIRÒ?

La

C. Se salgo fino in cielo tu sei là,

Sib La

A. SE SCENDO NELLA MORTE, LÀ TI TROVO.

Fa La-

MI STRINGI ALLE SPALLE, MI ATTACCHI DI FRONTE

Sib

C. e nello stesso tempo hai posto su di me

la tua mano:

La

A. E QUESTA È SCIENZA MISTERIOSA PER ME,

Sib La

C. scienza che non arrivo a capire

Sib La

A. SCIENZA COSÌ ALTA CHE IO NON COMPRENDO.

Re- Sol-

C. Signore, tu mi scruti e mi conosci,

Re-

tu metti alla prova il mio cuore,

Sol-

perché non percorra un cammino di doppiezza,

(La) Re-

perché non abbandoni mai il tuo sentiero.