In Germania la beatificazione di Maria Teresa Bonzel.
(Andrea Ambrosi, Postulatore della causa) Maria Teresa Bonzel (1830-1905) appartiene a quella schiera di protagonisti che tra Ottocento e Novecento si distinsero per la vigorosa spiritualità, la profonda pietà e il donarsi quotidianamente, con sviscerato amore, ai più piccoli della terra e alle opere apostoliche. L’azione, preziosissima, di questa donna — che domenica 10 novembre, a Paderborn in Germania, il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, beatifica in rappresentanza di Papa Francesco — si colloca nel contesto del “servizio” reso dalle congregazioni religiose che è stato di supplenza per le inadempienze delle istituzioni civili, ma, soprattutto, di formazione delle coscienze. Tutti quelli che l’hanno ben conosciuta convengono nell’affermare che è stata una personalità di spicco nella storia della Chiesa cattolica in Germania.
Per lei era unica la via che le sue figlie dovevano percorrere per temprare la loro anima e renderla capace di saper ben distinguere la scala dei valori morali: trattandosi di una delle finalità specifiche della congregazione fondata da Maria Teresa, questa desiderò che le sue figlie dedicassero i loro sforzi migliori all’adorazione perpetua del Santissimo Sacramento, con spirito riparatore e a favore delle anime del Purgatorio. Questo è stato il suo messaggio più intimo e più insistito. Talvolta raggiungere questo fine richiedeva da lei stessa e dalle sue figlie lo sforzo di restare in adorazione per due o tre ore di seguito, ma la Bonzel, in tali casi, non cedeva e comunque voleva che l’adorazione fosse sempre fatta e in ginocchio. L’Eucarestia costituiva l’apice e il punto di riferimento della sua interiorità e dal Santissimo Sacramento ricavava le forze necessarie per camminare verso la santità. Maria Teresa Bonzel nacque nella Westfalia meridionale, ad Olpe il 17 settembre 1830. Questo piccolo villaggio contava allora 1870 abitanti e dipendeva politicamente dalla Prussia. Accolta dopo le scuole primarie nel collegio delle orsoline di Colonia, dopo un anno ritornò in famiglia e fu per la mamma e per la sorella inferma di grande aiuto e conforto. Colpita a sua volta da una malattia cardiaca, non potendo soddisfare lì per lì il desiderio di farsi religiosa, fondò con altre amiche una congregazione o lega mariana, i cui membri si impegnavano ad una particolare devozione verso la Madonna, alla preghiera comune, ad ornare l’altare nel mese di maggio e nelle altre festività mariane, nonché ad opere di misericordia corporale. Decisiva, per la sua vocazione religiosa fu l’assistenza a una missione popolare, tenuta nella vicina parrocchia di Drohshagen, nel 1850, dai padri francescani: crebbe da quel momento il suo amore per san Francesco e verso il suo spirito, tanto che l’anno seguente entrò nel Terz’ordine francescano, prendendo il nome di Maria Teresa.
Il 22 ottobre del 1859, insieme alle due giovani compagne che le erano state sempre vicine, tornò ad Olpe per iniziare la vita religiosa comune in estrema povertà e con austere pratiche di penitenza. Il 20 dicembre 1860, assieme ad altre otto giovani, prese l’abito religioso ed il nome di Maria Teresa del Santissimo Sacramento; il giorno seguente si iniziò nella nuova comunità l’adorazione perpetua. Compito particolare fu la cura degli orfani e quella dell’assistenza a domicilio degli ammalati poveri. La nuova congregazione fu riconosciuta definitivamente con il nome di povere suore francescane dell’adorazione perpetua di Olpe. Maria Teresa, unitamente alla sua comunità, durante la guerra franco-prussiana (1870-1871), si prese cura dei militari feriti, tanto da meritare dalla stessa imperatrice un pubblico encomio. Si delineava così il profilo spirituale della nuova congregazione di Madre Bonzel, ovvero vita contemplativa e vita attiva vissute insieme con impareggiabile zelo e straordinaria abnegazione. Con il Kulturkampf il governo guidato dal celebre statista Otto von Bismark iniziò la sua persecuzione contro la Chiesa; la stessa Maria Teresa Bonzel fu impedita nella sua azione apostolica e fu costretta ad inviare alcune sue suore a fondare le prime filiali a Lafayette in Indiana (Stati Uniti d’America), ove si distinsero per l’apostolato tra gli ammalati e la gente bisognosa.