Plenaria della Congregazione per le Chiese orientali.
La situazione dei cristiani in Medio oriente
La situazione dei cristiani in Medio oriente
La situazione dei cristiani d’Oriente, in particolare della Siria, dell’Iraq e dell’Egitto, e il drammatico momento che attraversano i Paesi sconvolti da conflitti e tensioni saranno al centro dell’incontro dei patriarchi e degli arcivescovi maggiori delle Chiese orientali cattoliche con Papa Francesco.L’appuntamento è per giovedì mattina, 21 novembre, in Vaticano, alla presenza del cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, il quale ha sottolineato come la presenza dei patriarchi e dei presuli sarà un’occasione per discutere non solo sulla pace, ma anche per pregare in favore dei cristiani che soffrono in quei Paesi. Proprio con loro il porporato celebrerà giovedì mattina, nella cappella del coro della basilica vaticana, una messa per la pace e la riconciliazione in Medio Oriente, con una particolare intenzione per la Siria. La scelta di questa cappella vuole sottolineare il legame con l’Oriente cristiano, in quanto, oltre al mosaico raffigurante la Vergine Maria, nel sarcofago che fa da base all’altare sono collocate le reliquie di san Giovanni Crisostomo, vescovo di Costantinopoli. La testimonianza del santo, nato ad Antiochia e venerato dalle Chiese cattolica, ortodossa e copta, è esemplare per il suo «attaccamento all’autentica professione di fede».
L’iniziativa si inserisce all’interno della plenaria del dicastero, che si terrà dal 19 al 22 novembre, nella sala Bologna del Palazzo Apostolico. Alla sessione partecipano ventotto tra cardinali, arcivescovi, vescovi e superiori del dicastero, chiamati a confrontarsi, tra l’altro, sul legame tra concilio Vaticano II e Oriente cristiano. In particolare, si rifletterà sulla missione ecumenica delle Chiese orientali cattoliche, che in tale prospettiva — si legge in un comunicato della congregazione — vanno considerate «non un ostacolo, ma una risorsa preziosa». Alla luce di questa consapevolezza vanno lette anche persecuzioni e sofferenza di tanti fedeli che nel secolo scorso hanno in qualche modo «anticipato l’unità visibile di tutte le Chiese». E che perciò «debbono essere avvicinate con spirito autentico di perdono e riconciliazione».
L’esistenza stessa delle Chiese orientali cattoliche — sottolinea ancora il comunicato — «salvaguardando il compito di promuovere l’ecumenismo a esse affidate», non deve essere intesa come «causata da semplici contingenze storiche, bensì entro un disegno provvidenziale che ora manifesta, nella sollicitudo omnium ecclesiarum espressa dal vescovo di Roma, il senso profetico dell’unità nella diversità entro la stessa Chiesa cattolica».
Tra le tematiche che verranno affrontate vi sarà anche quella della riforma liturgica. Si cercherà di «riconoscere e distinguere l’introduzione di usi latini accumulati lungo i secoli, riscoprendo invece le fonti originali della propria legittima famiglia liturgica, e operando un retto discernimento circa i necessari adeguamenti odierni».
Particolare attenzione verrà dedicata alle comunità orientali nella diaspora e alla ricerca degli strumenti concreti per animarle. Purtroppo in alcuni Paesi europei di antica tradizione cristiana — si fa notare — «è tuttora impedita la configurazione dell’assistenza pastorale». Per questo, si dovrà riflettere circa «i passi da intraprendere, nella giustizia e nella carità inter-ecclesiale», consentendo per esempio l’esercizio dello ius vigilantiae (diritto a seguire i propri fedeli) che il Codice dei Canoni delle Chiese Orientali attribuisce ai patriarchi e agli arcivescovi maggiori sui propri fedeli anche al di fuori del territorio proprio.
Durante la plenaria verrà anche illustrata l’attività del dicastero, con particolare riferimento alle più recenti circoscrizioni ecclesiastiche orientali, agli aggiornamenti sulla concessione delle borse di studio e alla vita dei nove collegi orientali di Roma, coordinati e in buona parte gestiti dalla Congregazione: oltre trecento sono attualmente coloro che studiano grazie al sostegno del dicastero. Si parlerà inoltre dei sussidi alle Chiese particolari, resi possibili grazie alla colletta per i luoghi santi del Venerdì santo e, in misura minore, dalla raccolta delle Pontificie Opere Missionarie.
Nel corso della sessione verrà reso operativo l’account twitter @orientchurch.va già attivato per offrire materiale utile alla conoscenza dei documenti magisteriali sulle Chiese orientali cattoliche e informare su alcuni appuntamenti e iniziative del dicastero
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Patriarchi delle Chiese orientali dal Papa per il futuro dei cristiani in Medio oriente
AsiaNews
Iniziato oggi, l'incontro dal tema "Le Chiese cattoliche orientali a 50 anni dal Concilio vaticano II", si chiuderà il 22 novembre. I patriarchi delle Chiese orientali presenteranno al Papa la drammatica situazione dei cristiani in Siria, Iraq e Libano. I prelati discuteranno anche (...)