L’arcivescovo di Westminster sulla cura pastorale delle persone omosessuali. La messa è per tutti
A Londra non saranno più possibili le cosiddette “Soho masses”. Ad annunciarlo è stato il presidente della Conferenza episcopale d’Inghilterra e Galles, l’arcivescovo di Westminster, Vincent Gerard Nichols. Si tratta di messe di rito cattolico alle quali partecipano persone dichiaratamente omosessuali, che da alcuni anni per tradizione si celebrano in uno dei quartieri più famosi della capitale, Soho, dove è situata la piccola chiesa di Nostra Signora dell’Assunzione e di San Gregorio e nella quale avvengono appunto queste celebrazioni riservate.In un comunicato è spiegato che, pur avendo adottato tale decisione, la Chiesa continuerà ad assicurare la cura pastorale necessaria a tutte le persone dichiaratamente omosessuali, prevedendo, a tale scopo, che il servizio sia garantito per il futuro dai padri gesuiti della parrocchia dell’Immacolata Concezione che si trova nel quartiere di Mayfair. Il presule ha aggiunto che la chiesa di Nostra Signora dell’Assunzione e di San Gregorio sarà, a partire dal tempo di Quaresima, «dedicata alla vita», dell’Ordinariato personale di Nostra Signora di Walsingham. Esso è stato eretto nel 2011 in conformità con la costituzione apostolica Anglicanorum coetibus con la quale Benedetto XVI ha deliberato l’istituzione di Ordinariati, giuridicamente equivalenti a una diocesi, attraverso i quali i fedeli già anglicani, di ogni categoria e condizione di vita, possono entrare in piena comunione con la Chiesa cattolica, pur conservando alcuni elementi della propria tradizione liturgica e spirituale.
L’ordinario di Nostra Signora di Walsingham, Keith Newton, ha espresso apprezzamento per la scelta di donare la chiesa alla comunità degli ex fedeli anglicani. «Siamo molto grati a monsignor Nichols per questo gesto di buona volontà e il supporto all’Ordinariato», ha affermato monsignor Newton.
L’ordinario ha aggiunto: «La chiesa è un bellissimo esempio di architettura ecclesiastica in una zona molto centrale di Londra. Saremo chiamati a dare una forte testimonianza cristiana a coloro che frequentano la zona circostante di Soho. È dunque un luogo adatto per testimoniare come le tradizioni liturgiche e spirituali della tradizione anglicana possano fiorire in completa unione con la Chiesa cattolica. Ciò dimostra — ha concluso — la nostra fervida speranza per la realizzazione del fine ultimo di tutto il lavoro ecumenico, il ristabilimento della piena comunione ecclesiale».
Le messe erano state promosse su iniziativa dell’arcidiocesi di Westminster, a partire dal 2007, nella prima e nella terza domenica di ogni mese, per rispondere alle “difficoltà e all’isolamento” delle persone omosessuali e per accogliere anche i loro familiari e amici. Pur ribadendo il rispetto per la dignità di tutti, nel comunicato si osserva che «in questi anni la situazione delle persone omosessuali è cambiata sia socialmente che a livello legislativo» e che pertanto «dopo sei anni è arrivato il momento per dare inizio a una nuova fase».
Nel comunicato si fa in particolare riferimento alla distinzione tra cura pastorale e celebrazione della messa. A tale riguardo l’arcivescovo Nichols ricorda che scopo specifico delle messe era quello di aiutare le persone dichiaratamente omosessuali «a entrare più pienamente nella vita della Chiesa, in particolare nelle esistenti strutture parrocchiali». Ma, puntualizza il presule, va anche tenuto conto «dell’importanza di riconoscere che c’è una distinzione tra la cura pastorale di un gruppo particolare di persone e la regolare celebrazione della messa, il cui carattere universale si manifesta come la più alta preghiera della Chiesa».
Per questo, conclude, viene attualmente ritenuto più opportuno che gli sforzi siano concentrati sulla cura pastorale, che include vari servizi, ma non la celebrazione di specifiche messe per le persone omosessuali. In questa cura pastorale «della quale uno dei principi fondamentali è l’innata dignità di ogni persona e il suo rispetto», è spiegato, «sono incluse molte delle attività di sostegno che sono state sviluppate nel rispetto dell’insegnamento cattolico, con l’obiettivo di aiutare le persone a prendere parte pienamente alla vita della Chiesa, ma non più l’organizzazione regolare di messe».
Nella piccola chiesa di Soho, dunque, non potranno d’ora in poi essere celebrate messe specifiche per le persone dichiaratamente omosessuali, ma tutti gli altri servizi pastorali proseguiranno presso la parrocchia dell’Immacolata Concezione. «Sono grato ai padri gesuiti — ha sottolineato l’arcivescovo Nichols — che hanno accettato di mettere a disposizione i locali della chiesa la domenica sera e che hanno esteso il benvenuto al gruppo pastorale della chiesa di Soho».
Nel comunicato del presidente della Conferenza episcopale si richiama anche l’insegnamento della Chiesa sulla sessualità e sul matrimonio, quale unione naturale tra un uomo e una donna. Continua infatti la forte opposizione della Chiesa contro la proposta del Governo britannico di ridefinire il matrimonio — che diventerebbe un atto di unione tra due persone e non tra uomo e donna — e di consentire la celebrazione delle unioni tra persone dello stesso sesso anche nei luoghi di culto delle comunità religiose. In una recente nota dell’episcopato si definisce come «caotico» l’intero processo legislativo. Decidendo di procedere con la proposta, si osserva, «il Governo ha scelto di ignorare le opinioni di 600.000 persone che hanno firmato una petizione perché vogliono che l’attuale definizione di matrimonio resti immutata». Diverse organizzazioni religiose hanno promosso da tempo la «Coalition for Marriage» e nei mesi scorsi avevano anche avviato una campagna di raccolta di firme contro le intenzioni del Governo.