Espressioni di affetto e gratitudine continuano a giungere anche in queste ore a Benedetto XVI da parte degli episcopati europei. Il cardinale Antonio María Rouco Varela (foto), presidente della Conferenza episcopale spagnola, a nome anche di tutti i vescovi iberici, esprime «la più profonda gratitudine per l’impagabile servizio prestato alla santa Chiesa in questi intensi anni di pontificato. Siamo addolorati e come orfani per questa decisione che ci riempie di pena, perché ci sentivamo sicuri e illuminati dal suo ricchissimo magistero e dalla sua vicinanza paterna. Allo stesso tempo, accogliamo la volontà del Santo Padre con reverenza filiale». E per il cardinale arcivescovo di Barcellona, Lluís Martínez Sistach, la decisione del Papa ne pone «in rilievo la profonda spiritualità», la «lucidità» e il «grande amore per la Chiesa». Sulla stessa lunghezza d’onda anche il cardinale patriarca di Lisbona, José da Cruz Policarpo, che definisce la decisione del Papa «un precedente positivo» e «un atto straordinariamente coraggioso, destinato a introdurre nella Chiesa un nuovo ritmo».
Il presidente dell’episcopato di Inghilterra e Galles, l’arcivescovo di Westminster, Vincent Gerard Nichols, rivolgendosi ai fedeli, si è detto sicuro che, superato lo sconcerto dell’annuncio, nella scelta del Papa «molti vi riconosceranno una decisione di grande coraggio e frutto di chiarezza di mente e di azione». E ha aggiunto: «Chiedo al popolo di fede di pregare per Papa Benedetto. Noi cattolici lo faremo con grande affetto e con la più alta stima per il suo ministero. Pregheremo anche per la Chiesa e per tutti i passi che dovrà compiere nelle prossime settimane. Abbiamo fiducia nell’amore della Provvidenza di Dio e nella guida dello Spirito Santo». Anche il cardinale Keith Michael Patrick O’Brien, presidente della Conferenza episcopale scozzese, dice di aver appreso la notizia con «choc e tristezza», ma aggiunge di sapere che una tale decisione «sarà stata considerata attentamente e presa dopo aver molto pregato e riflettuto. Offro le mie preghiere per Papa Benedetto e chiedo alla comunità cattolica di Scozia di unirsi a me nella preghiera per lui in questo momento». Di gesto di «autentica umiltà, coraggio e amore per la Chiesa» parla anche il cardinale arcivescovo di Armagh e presidente dell’episcopato irlandese, Seán Baptist Brady, che ringrazia il Papa «a nome della Chiesa cattolica in Irlanda e dei confratelli vescovi», soprattutto per il suo «generoso servizio» e per il «grande amore e la preoccupazione che ha sempre dimostrato».
Per il cardinale arcivescovo di Vienna Christoph Schönborn, presidente della Conferenza episcopale austriaca, «la dichiarazione di dimissioni di Papa Benedetto XVI è un passo assai straordinario che merita il massimo rispetto e la massima ammirazione. Nutro comprensione verso la decisione del Papa sebbene questo passo mi abbia anche colpito dolorosamente». Tuttavia, ha aggiunto, «non è necessario preoccuparsi per la Chiesa cattolica», perché «è Gesù Cristo stesso che guida la Chiesa. L’ha guidata per duemila anni attraverso tutte le tempeste e continuerà a guidarla».
L'arcivescovo di Malines-Bruxelles e presidente della Conferenza episcopale del Belgio, André Léonard, definisce Benedetto XVI come «uno dei Papi più brillanti della storia della Chiesa» e traccia un parallelismo con il suo immediato predecessore. «Giovanni Paolo II ha dato una splendida testimonianza andando fino alla fine della sua vita, malato tra i malati. Benedetto XVI dà una testimonianza complementare e altrettanto bella, lasciando il suo incarico, perché la Chiesa possa avere un governo efficiente». Di decisione «storicamente rilevante» parla il comunicato diffuso dalla Conferenza episcopale dei Paesi Bassi. «Gli siamo estremamente grati», commentano i presuli, «perché è stato un vero pastore della Chiesa».
L'Osservatore Romano, 15 febbraio 2013.
Il presidente dell’episcopato di Inghilterra e Galles, l’arcivescovo di Westminster, Vincent Gerard Nichols, rivolgendosi ai fedeli, si è detto sicuro che, superato lo sconcerto dell’annuncio, nella scelta del Papa «molti vi riconosceranno una decisione di grande coraggio e frutto di chiarezza di mente e di azione». E ha aggiunto: «Chiedo al popolo di fede di pregare per Papa Benedetto. Noi cattolici lo faremo con grande affetto e con la più alta stima per il suo ministero. Pregheremo anche per la Chiesa e per tutti i passi che dovrà compiere nelle prossime settimane. Abbiamo fiducia nell’amore della Provvidenza di Dio e nella guida dello Spirito Santo». Anche il cardinale Keith Michael Patrick O’Brien, presidente della Conferenza episcopale scozzese, dice di aver appreso la notizia con «choc e tristezza», ma aggiunge di sapere che una tale decisione «sarà stata considerata attentamente e presa dopo aver molto pregato e riflettuto. Offro le mie preghiere per Papa Benedetto e chiedo alla comunità cattolica di Scozia di unirsi a me nella preghiera per lui in questo momento». Di gesto di «autentica umiltà, coraggio e amore per la Chiesa» parla anche il cardinale arcivescovo di Armagh e presidente dell’episcopato irlandese, Seán Baptist Brady, che ringrazia il Papa «a nome della Chiesa cattolica in Irlanda e dei confratelli vescovi», soprattutto per il suo «generoso servizio» e per il «grande amore e la preoccupazione che ha sempre dimostrato».
Per il cardinale arcivescovo di Vienna Christoph Schönborn, presidente della Conferenza episcopale austriaca, «la dichiarazione di dimissioni di Papa Benedetto XVI è un passo assai straordinario che merita il massimo rispetto e la massima ammirazione. Nutro comprensione verso la decisione del Papa sebbene questo passo mi abbia anche colpito dolorosamente». Tuttavia, ha aggiunto, «non è necessario preoccuparsi per la Chiesa cattolica», perché «è Gesù Cristo stesso che guida la Chiesa. L’ha guidata per duemila anni attraverso tutte le tempeste e continuerà a guidarla».
L'arcivescovo di Malines-Bruxelles e presidente della Conferenza episcopale del Belgio, André Léonard, definisce Benedetto XVI come «uno dei Papi più brillanti della storia della Chiesa» e traccia un parallelismo con il suo immediato predecessore. «Giovanni Paolo II ha dato una splendida testimonianza andando fino alla fine della sua vita, malato tra i malati. Benedetto XVI dà una testimonianza complementare e altrettanto bella, lasciando il suo incarico, perché la Chiesa possa avere un governo efficiente». Di decisione «storicamente rilevante» parla il comunicato diffuso dalla Conferenza episcopale dei Paesi Bassi. «Gli siamo estremamente grati», commentano i presuli, «perché è stato un vero pastore della Chiesa».