
Bagnasco: difendo la famiglia ma la Chiesa accoglie tutti
(Gian Guido Vecchi) «Al Concistoro di febbraio il Santo Padre ha detto chiaramente: “La famiglia, cellula fondamentale della società umana, oggi è maltrattata e disprezzata”. Questo è punto che ci sta a cuore. E, come piccolo commento, aggiungo: disprezzata sul piano culturale e maltrattata su quello politico». Il cardinale Angelo Bagnasco ha l’aria un po’ amareggiata.
Su un banco all’ingresso della Domus Pacis, accanto alla Porziuncola, si allineano le copie della rassegna stampa, fitta di titoli sul «no» del presidente della Cei alle unioni civili gay come «cavallo di Troia» per «indebolire la famiglia». E in generale la sensazione che nella Chiesa italiana covino resistenze allo stile di Francesco, alle aperture pastorali del Sinodo, come l’«accoglienza» degli omosessuali. Le cose stanno così? Il cardinale scuote appena la testa: «Presentare la Chiesa italiana come se fosse chiusa e arroccata nelle sagrestie non ha senso. Un’immagine simile è calunniosa, non ha alcun rapporto con la realtà. Se c’è una Chiesa di popolo, vicina alla gente, è quella italiana: perché i nostri preti ci vivono, in mezzo alle persone, non le considerano sui libri ma le accompagnano da duemila anni». Sì, ma la prolusione? «Io ho parlato della famiglia come nucleo portante della società. La Chiesa italiana accoglie tutti, è vicina a tutti. Questo non vuol dire condividere ciò che la dottrina non condivide, ma nemmeno significa disprezzare».
Su un banco all’ingresso della Domus Pacis, accanto alla Porziuncola, si allineano le copie della rassegna stampa, fitta di titoli sul «no» del presidente della Cei alle unioni civili gay come «cavallo di Troia» per «indebolire la famiglia». E in generale la sensazione che nella Chiesa italiana covino resistenze allo stile di Francesco, alle aperture pastorali del Sinodo, come l’«accoglienza» degli omosessuali. Le cose stanno così? Il cardinale scuote appena la testa: «Presentare la Chiesa italiana come se fosse chiusa e arroccata nelle sagrestie non ha senso. Un’immagine simile è calunniosa, non ha alcun rapporto con la realtà. Se c’è una Chiesa di popolo, vicina alla gente, è quella italiana: perché i nostri preti ci vivono, in mezzo alle persone, non le considerano sui libri ma le accompagnano da duemila anni». Sì, ma la prolusione? «Io ho parlato della famiglia come nucleo portante della società. La Chiesa italiana accoglie tutti, è vicina a tutti. Questo non vuol dire condividere ciò che la dottrina non condivide, ma nemmeno significa disprezzare».
Le parole sulle «nuove figure» che «indeboliscono» la famiglia non riguardavano le coppie gay? «Io ho affermato che riconoscere a qualunque nucleo — qualunque nucleo — gli stessi diritti della famiglia, così come è definita e garantita dalla Costituzione, significa indebolire la famiglia e metterla in ombra creando delle alternative. Il che è tanto più grave in un momento di crisi nel quale, come ho detto, proprio la famiglia rappresenta nel Paese quella rete morale e materiale che regge la società. È semplice. E non mi pare che dire questo significhi cacciare o allontanare nessuno». Ieri l’assemblea ha eletto il nuovo vicepresidente per l’Italia centrale e il vescovo di Fiesole Mario Meini, con 140 voti contro 60, ha prevalso al ballottaggio sull’arcivescovo Bruno Forte, «progressista» e già segretario speciale del Sinodo. Ma anche qui, nei commenti dei vescovi, si tende ad escludere contrasti con le aperture sinodali, «si vuole fare emergere figure di valore ma ancora poco conosciute».
In ogni caso, spiega ancora il cardinale Bagnasco, i vescovi si preparano a lavorare sulla Relazione finale del Sinodo in vista della seconda tappa, nel 2015: «Continueremo il dialogo e il confronto nelle diocesi. Il nostri riferimenti saranno la Relatio Synodi e i discorsi fondamentali che il Papa ci ha rivolto in quei giorni».
Corriere della Sera
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Kasper: nè scontento, nè entusiasta
di Giuseppe Rusconi
Il nome “Francesco” richiama ormai un po’ in tutto il mondo, oltre a san Francesco d’Assisi, papa Francesco. Non intendiamo essere irriverenti se notiamo che, proprio a Roma, tiene bene anche il sempreverde simbolo giallorosso Francesco Totti, ‘core della città’. Martedì 11 novembre però sarebbe stato difficile nutrire dei dubbi sul Francesco cui si riferivano i membri del ‘Cenacolo degli amici di Francesco” che hanno promosso a due passi dalle mura vaticane, a Borgo Pio, una serata post-sinodale.
CHI SONO, CHE COSA SI PROPONGONO GLI ‘AMICI DI PAPA FRANCESCO’?
Come ha detto con chiarezza in una introduzione corposa il coordinatore del ‘Cenacolo’, Raffaele Luise, il gruppo è costituito da “persone che condividono profondamente un pontificato che, fin dal primo momento, le ha stupite e le ha attratte””. In effetti, ha continuato il noto vaticanista, “ci si trova di fronte a un pontificato e a un uomo straordinario che riprendono quella primavera che era sfiorita negli ultimi cinquant’anni. Vanno anche oltre, alle fonti del cristianesimo, a Gesù”. Non è un caso se proprio papa Francesco, ha poi rilevato Luise con riferimento forse polemico, “Gesù lo fa vedere, non ne fa un’esegesi”. Il messaggio di papa Francesco mira a “riformare in profondità 1700 anni di Chiesa costantiniana”, afflitta da “giuridismo e devozionismo, collaterale ai poteri mondani”. Naturalmente – ha evidenziato Luise – il pontificato di papa Francesco “crea grandissimi problemi, dentro e fuori la Chiesa, ma soprattutto dentro”. Jorge Mario Bergoglio “ha un’enorme empatia, una parola e un gesto folgoranti”: è un uomo “provvidenzialmente” venuto dal Sud, che ha “una struttura intellettuale fortissima” (ha osservato qui il coordinatore: “Pensate che dicono che è un Papa ignorante…”) e “non fa il piacione come si sente dire in giro”. Certo, ha ammonito Luise, il recente Sinodo sulla famiglia ha registrato forti divergenze tra i partecipanti. E, “se alla fine dell’intero processo sinodale, il Papa non dovesse riuscire a mettere un paletto preciso nel senso delle riforme nella Chiesa”, si dovrebbe a giusta ragione essere preoccupati. Il compito che il “Cenacolo” si propone è dunque quello di “far comprendere il senso autentico del Pontificato, in qualche modo custodendolo ed aiutandolo”.
KASPER, IL ‘LUMEN EVANGELII’ NON E’ COME UN FARO, MA COME UNA FIACCOLA
Luise ha quindi passato la parola a “un grandissimo ispiratore del Sinodo, un protagonista importante”, il cardinale Walter Kasper. Alla ventina di presenti nella sala del Centro Russia ecumenica il porporato tedesco ha fatto dono di una sua definizione di papa Francesco: “Non è un progressista, non è un conservatore, si può forse dire che è un conservatore intelligente”, che “va inserito in una precisa tradizione cattolica”. Quella che “punta a un Vangelo sine glossa, nella continuità della Chiesa”. Come del resto anche Benedetto XVI, “molto più aperto di alcuni dei suoi seguaci meno intelligenti”. Riferendosi al recente Sinodo, il cardinale Kasper ha detto di “non essere scontento, neanche entusiasta”. L’assemblea dei vescovi è stata in ogni caso connotata da un aspetto molto positivo: “la libertà di parola”, nel segno della “parresia”, un po’ come accadde anche nel primo “Sinodo degli Apostoli, in cui sorse una grande discussione”.
Il tempo che ci attende prima del Sinodo 2015 va utilizzato per una grande discussione sulla famiglia. Che non va ridotta ai pochi, noti punti: “Quello della riammissione ai sacramenti dei divorziati risposati non è l’unico problema”. Ce ne sono altri, di grande importanza: particolarmente urgente è la constatazione che “la gente non vuole più sposarsi né religiosamente né civilmente”. Occorre perciò nuovamente evidenziare “la bellezza del matrimonio e della famiglia”.
Il cardinale Kasper ha poi contestato la lettura ‘politica’ del Sinodo, considerato come un Parlamento diviso in fazioni: non è così, “perché il processo decisionale non è democratico, ma ecclesiale, spirituale”, dato che “si tratta di raggiungere un consenso derivato dal camminare insieme” e fondato “su un compromesso, che non sempre è cattivo”. L’importante è “convenire su ciò che è essenziale”. Non bisogna avere quelle “paure” di cui si sente parlare. E in questo è d’aiuto “il lumen Evangelii, che non è come un faro, ma come una fiaccola che dà luce ai nostri passi”.
COCCOPALMERIO, FIDUCIOSO IN UN AMPIO CONSENSO
Il cardinale Francesco Coccopalmerio, “altro grande protagonista del Sinodo”, ha subito ribadito che l’Assemblea “non doveva necessariamente riproporre la dottrina sulla famiglia, ma illuminarla nelle situazioni concrete in cui si trovano oggi sia il popolo cattolico che l’intera società”. Qui torna l’immagine della fiaccola/lucerna che consente di individuare i casi di sofferenza, con cui “sporcarsi le mani”, un comportamento “condiviso da molti nel Sinodo”.
Anche il presidente del Pontificio Consiglio dei Testi legislativi è ottimista sul raggiungimento di un ampio consenso nel Sinodo 2015: “Ci dovremo confrontare senza inquietarsi, saper ascoltare con umiltà e apertura, sotto la guida del Papa che è centro dell’ortodossia”. Del resto non dobbiamo dimenticare l’ azione dello Spirito Santo, che “ci aprirà la mente e renderà più tenero il nostro cuore”.
Nel Sinodo appena concluso si è posta “molta attenzione” sugli elementi positivi che ci sono anche nelle coppie ‘non regolari’. Forse sarebbe stato il caso di “invitarne qualcuna” già nello scorso ottobre, ma si potrà magari ‘recuperare’ nella prossima occasione.
Molte le domande poste dai presenti ai due cardinali che Raffaele Luise ha ancora definito “nobili e lungimiranti”. In particolare Walter Kasper ha rilevato che la richiamata prassi ortodossa nell’ambito matrimoniale “non è del tutto chiara”, anche “per le diversità di interpretazione tra gli stessi ortodossi”. Lo stesso porporato ha osservato inoltre che la “Chiesa eurocentrica è finita”: certo l’Europa resta fondamentale, “ma la sua debolezza è un problema sia per lei stessa che per il mondo intero”. Infine Francesco Coccopalmerio ha voluto evidenziare che il Sinodo “non ha mai avuto nessuna intenzione di cambiare la dottrina della Chiesa sul matrimonio, ma solo di chinarsi sulle ferite cercando di sanarle”.
fonte: www.rossoporpora.org