giovedì 20 novembre 2014

La Risposta dello Spirito



Aperto il terzo congresso mondiale dei movimenti ecclesiali e delle nuove comunità. 

La fioritura di nuove realtà ecclesiali «capaci di vivificare la fede di innumerevoli fedeli» è da considerare «una risposta tempestiva dello Spirito Santo alla difficile sfida dell’evangelizzazione del mondo contemporaneo». Lo ha detto il cardinale Stanisław Ryłko, presidente del Pontificio Consiglio per i laici, introducendo i lavori del terzo congresso mondiale dei movimenti ecclesiali e delle nuove comunità sul tema «La gioia del Vangelo: una gioia missionaria», apertosi giovedì 20 novembre a Roma.
Davanti a fondatori, moderatori e delegati di circa cento realtà comunitarie, giunti da quaranta Paesi, il porporato ha ricordato il magistero di Giovanni Paolo II, per il quale movimenti e comunità hanno «una caratterizzazione ecclesiologica molto speciale». Essi infatti sono chiamati a «realizzare in sé l’essenziale della Chiesa stessa, a beneficio di tutto il popolo di Dio». Il cardinale ha poi messo in evidenza come per Benedetto XVI un elemento essenziale da sviluppare sia «l’ecclesialità, che peraltro corrisponde alla natura intima delle nuove comunità e dei movimenti, e quindi la missionarietà». Da parte sua Papa Francesco ha ribadito la necessità di raggiungere la piena maturità della fede, tutelando «l’armonia» e l’apertura alla missione. Infatti egli intende ridestare nella Chiesa «la dinamica dell’esodo e del dono, dell’uscire da sé». Vuole, cioè, una Chiesa “in uscita” verso le periferie, «particolarmente attenta alle tante forme di povertà e di sofferenza generate dall’odierna “cultura dello scarto”».
Anche il cardinale Marc Ouellet, prefetto della Congregazione per i vescovi, nel suo intervento ha parlato dell’appello dell’Evangelii gaudium ai movimenti e alle nuove comunità, «pionieri dell’evangelizzazione per attrazione», chiamati a incorporarsi maggiormente «alla gioia di evangelizzare delle Chiese particolari, delle parrocchie e delle famiglie». Questo invito, ha detto, è «certamente un kairos e un’opportunità di crescita missionaria per tutta la Chiesa». Papa Francesco, ha confermato il porporato, «insiste costantemente sull’apertura delle comunità», chiamate a uscire da se stesse per «una cultura dell’incontro» e «una testimonianza d’unità». A tal proposito, «l’integrazione dei carismi in questo dialogo aperto — ha detto — suppone una conversione pastorale». E l’Evangelii gaudium«interpella le comunità uscite dai carismi a integrarsi più visibilmente al dialogo pastorale della Chiesa particolare di cui sono membri». Ciascuna comunità troverà il modo di farlo «rispettando il proprio carisma e quello altrui», mentre il vescovo, come principio d’unità della Chiesa particolare, non dovrà solo «coordinare l’attività dei suoi preti in funzione della rete delle parrocchie territoriali» ma dovrà «considerare i carismi particolari, ordinari o straordinari, del laicato, della vita consacrata e dei movimenti apostolici o altro, come indispensabili alla missione pastorale della diocesi».
Il cappuccino Raniero Cantalamessa, predicatore della Casa Pontificia, ha parlato su «La permanente novità del kerygma, essenziale per ogni forma di evangelizzazione». Commentando la parte dell’Evangelii gaudium intitolata «Una catechesi kerigmatica e mistagogica» ha detto che «per ri-evangelizzare il mondo post-cristiano, è indispensabile conoscere la via seguita dagli apostoli per evangelizzare il mondo pre-cristiano». Il religioso ha aggiunto che la nostra situazione attuale, almeno in occidente, è «più vicina a quella dei apostoli che a quella dei secoli che abbiamo alle spalle». Padre Cantalamessa ha detto che la grazia che i nuovi movimenti e aggregazioni ecclesiali costituiscono oggi per la Chiesa, consiste nell’essere «il luogo dove persone adulte hanno finalmente l’occasione di ascoltare il kerygma, rinnovare il proprio battesimo, scegliere consapevolmente Cristo come proprio Signore e salvatore personale e di impegnarsi attivamente nella vita della Chiesa».
Il professor Fabrice Hadjadj, nella relazione sul tema della conversione missionaria — «uscire da se stessi per lasciarsi provocare dai segni dei tempi» — ha parlato della missione cattolica e della sua opposizione a ogni propaganda ideologica e della sfida per la Chiesa a portare l’annuncio del Vangelo in un mondo in rapida e profonda trasformazione.
L'Osservatore Romano

*

Congresso mondiale movimenti. Rylko: siamo una Chiesa in uscita

“La gioia del Vangelo: una gioia missionaria”: è il tema del terzo Congresso mondiale dei movimenti ecclesiali e delle nuove comunità che si è aperto stamane a Roma, organizzato dal Pontificio Consiglio per i Laici. 
Tre giorni, da oggi a sabato per confrontarsi sulle sfide da raccogliere per saper annunciare il Vangelo con gioia, come chiede Papa Francesco nell’Esortazione apostolica Evangelii Gaudium. 300 i delegati  di un centinaio di movimenti e nuove comunità, arrivati a Roma da 40 Paesi dei cinque continenti. Ad accoglierli nel Pontificio Collegio Maria Mater Ecclesiae, il cardinale Stanislaw Rylko, presidente del Dicastero vaticano promotore dell’evento. Dobbiamo “aprirci – ha sottolineato il porporato inaugurando i lavori – all’orizzonte della Chiesa universale”, “alle sue gioie e alle sue speranze” ma anche “ai difficili problemi che l’affliggono”. I movimenti ecclesiali siano dunque “protagonisti di una nuova tappa evangelizzatrice” - ha sollecitato il cardinale Rylko – in risposta al richiamo di Francesco che “vuole una Chiesa in uscita verso le periferie geografiche ed esistenziali del nostro mondo”. Guai a chiudersi nelle proprie realtà particolari. Matteo Calisi, responsabile internazionale del Rinnovamento carismatico cattolico:
R. - Come rispondere all’appello di Papa Francesco ad andare in missione? I movimenti hanno rappresentato una grande risorsa per la missione e questo è stato più volte sottolineato dai Pontefici precedenti, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. I movimenti propongono un metodo educativo proprio per la missione e quindi senz’altro rappresentano una risorsa in risposta all’appello del Papa ad uscire nelle periferie.
D. – Il Papa raccomanda spesso di essere testimoni del messaggio evangelico con gioia: quanto è importante questo richiamo?
R. – E’ chiaro, l’annuncio nasce da un incontro personale non con una idea, ma con una persona viva, che è Gesù Cristo. E quando avviene questo incontro, sboccia l’amore, la gioia e quindi il desiderio di comunicare agli altri una scoperta straordinaria, qual è appunto l’incontro con Gesù Cristo.
D. – Quale opportunità rappresenta il confrontarsi tra movimenti che hanno carismi diversi, che vengono da realtà sociali molto differenti? Questi congressi servono anche ad abbattere delle barriere?
R. – Indubbiamente. In questi anni i movimenti hanno imparato a conoscersi, ad apprezzarsi e a scoprire anche che un dono, un carisma non è mai dato per lo stesso movimento, ma è dato per l’intera Chiesa. Inoltre questi incontri ci danno l’opportunità di fare una sintesi sul percorso trascorso in questi 50 anni, a partire dal Concilio Vaticano II. E’ anche una sintesi con l’autorità ecclesiastica: questi incontri sono convocati dal Pontificio Consiglio per i laici. E’ quindi importante che ci siano questi due interlocutori - i carismi e l’istituzione – perché questo è a beneficio dell’edificazione della Chiesa.
D. – Francesco come del resto anche i precedenti Papi, Benedetto XVI e Giovanni Paolo II, hanno investito molto sui movimenti ecclesiali, in questa epoca un po’ di sconforto esistenziale generalizzato…
R. – Indubbiamente sono stati lungimiranti, hanno riconosciuto nei movimenti un’opera dello Spirito Santo. Lo stesso cardinale Bergoglio, sin dai tempi in cui era arcivescovo di Buenos Aires, ha favorito la nascita dei movimenti, soprattutto quello del Rinnovamento Carismatico e del suo impegno ecumenico, E questo lavoro adesso sta proseguendo nei nostri giorni con il suo Pontificato, perché anche la dimensione – per esempio – ecumenica è una urgenza impellente, perché l’evangelizzazione non potrà trovare successo se i cristiani non saranno uniti fra loro.
Radio Vaticana