lunedì 3 novembre 2014

The winner is...

Gli Oscar del Sinodo 2014

Da Libertà e Persona
Il noto vaticanista John Allen, in modo semiserio, ha dato i premi ai partecipanti al Sinodo straordinario sulla famiglia. Perchè quello appena vissuto, dice Allen, è stato un sinodo degno della miglior trama di Hollywood. L&P riporta per i suoi lettori i premi consegnati dal vaticanista USA, aggiungendo qua e là, liberamente, qualche notarella e commento. Perchè, come diceva Victor Hugo, “è dall’ironia che comincia la libertà”:
Premio “A Bridge To Far” per la personalità che in modo più spettacolare ha calcato la mano cercando di ottenere unilateralmente un risultato a cui il Sinodo stesso non era pronto. And the Oscar goes to… Archbishop Bruno Forte of Italy!! Per essere stato l’autore principale della Relatio post-disceptationem. Che è stata descritta dal decano dei vaticanisti John Tavis come un vero e proprio “terremoto”, a causa del suo incredibile linguaggio positivo nei confronti dei gay, delle coppie conviventi e dei divorziati risposati. (per la serie: non tutte le ciambelle riescono con il buco…)
- Premio “Alfredo Ottaviani Opposition Figure” per la voce più schietta del dissenso. And the Oscar goes to…Cardinal Raymond Leo Burke. Per essere stato il più chiaro e fermo oppositore della Relatio post-disceptationem (e non solo).
- Premio “John Wayne as Gengis Khan” per i partecipanti sinodali i cui contributi sono stati più ampiamente fraintesi. And the Oscar goes to…Ron e Mavis Pirola di Sidney (Australia). Il 6 ottobre hanno raccontato la vicenda di alcuni loro amici cattolici che per Natale hanno accolto il compagno del loro figlio gay. (per la serie:  strane storie)
- Premio Dirti Harry “Make my Day” per la personalità del Sinodo che ha consegnato il più spettacolare commento di una riga. And the Oscar goes to…Cardinal Walter Kasper. A proposito dell’opposizione dei prelati africani al sinodo ha detto: “loro [i prelati africani, NdR] non ci dovrebbero dire quello che dobbiamo fare”. Qualcuno ha voluto leggervi, tra le righe, “go home, sporco negro!” Brutali effetti della “parresia” sinodale. Comunque il tutto è stato arricchito da un grande colpo di scena, grazie alla registrazione audio dell’intervista che conteneva questa vera perla. L’intervista, infatti, dopo essere stata data, è stata smentita. E poi lo smentitore è stato smentito dall’audio messo on-line dal bravo giornalista. (standing ovation).
- Premio “Alfred Hitchcock” per la miglior regia di una grande storia ricca di “suspence”. Nessun dibattito sul vincitore. And the Oscar goes to… Papa Francesco. Oltre alla straordinarietà di quello che abbiamo appena vissuto c’è anche la lunga attesa per quello che vivremo al sinodo ordinario dell’ottobre 2015. Una storia lunga un anno verso un finale da thriller. Titolo: Come back to synod.
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I buoni e i cattivi   
Vino Nuovo
 

(Fabio Colagrande) Siamo davvero pronti a praticare una misericordia attiva, dinamica, pronta a individuare i segnali potenziali di pentimento e incoraggiarli? Di recente, in più di un'occasione, Papa Francesco ha sorpreso una buona parte dei credenti con affermazioni che sembrano (...)

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Sinodo, Müller: “Ci sono vescovi accecati”

Il Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede lo ha affermato in un’intervista a Nasz Dziennik, sito polacco di informazione religiosa

MARCO TOSATTIROMA

Il Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il cardinale Gerhard Mueller, nei giorni scorsi ha rilasciato una lunga intervista a Nasz Dziennik, un sito di informazione religiosa e non solo fra i più diffusi in Polonia. L’intervista del Porporato, che è stato certamente uno dei maggiori protagonisti nel recente Sinodo dei vescovi sulla famiglia, è stata ripresa e tradotta parzialmente dal sito canadese TorontoCatholic Witness. Da questo sito riportiamo una nostra traduzione di alcuni brani dell’intervento di Mueller.
Il Cardinale ha parlato dell’influenza non positiva che certe correnti di pensiero e di opinione hanno sulla vita delle famiglie, e anche sulla Chiesa. In particolare il Porporato ha detto:  “….sfortunatamente ci sono rappresentanti della Chiesa, e persino vescovi, che si sono lasciati in qualche modo accecare dalla società secolarizzata da cui sono stati così influenzati che li ha trascinati lontani dal punto principale o dagli insegnamenti della Chiesa basati sulla Rivelazione”.

Al centro dell’intervista il ruolo dei mass media, e dell’opinione pubblica, oltre all’azione di organismi internazionali e governi: “Sfortunatamente nelle società moderne, vari media, organizzazioni internazionali e persino governi di diversi Paesi – ha detto Müller - stanno cercando di seminare confusione nella mente delle persone. In molti Paesi le relazioni sono distrutte, e questo si applica anche al modello cristiano di matrimonio e di famiglia. La verità sul matrimonio e la famiglia è relativizzata. Queste tendenze, sfortunatamente, si sono mosse in qualche modo all’interno della Chiesa e fra i vescovi, sui quali si sta cercando di esercitare pressione… Noi abbiamo Cristo e il Vangelo. Questo è il nostro punto di riferimento, il fondamento per il solo e corretto  insegnamento della Chiesa…”.

Il Prefetto della Fede aveva già espresso nei giorni scorsi, e durante il Sinodo, questo tipo di pensiero. E in particolare, sul matrimonio, e sulla dottrina del matrimonio, che è stata al centro di discussione al Sinodo, ha detto: “Ci sono tanti mezzi, ma c’è un solo mediatore, che è Gesù Cristo, e il suo Vangelo. Quindi la Parola di Dio non può mai essere ignorata in nessun modo, e non può essere sottoposta a compromessi in nessuno dei suoi passaggi. Deve essere accettata pienamente. La Chiesa, né prima né dopo né durante il Sinodo può cambiare ciò che viene dall’insegnamento di Cristo. Per quello che riguarda il matrimonio sono prioritarie le parole: ‘Ciò che Dio ha unito, l’uomo non divida’”.

Altrettanto netta la posizione sugli atti omosessuali. L’intervistatore aveva chiesto: “Ci sono state delle voci secondo cui dopo il Sinodo si è entrati in una ‘via di nuove aperture agli omosessuali’. Suona come se la Chiesa stia per cessare di definire gli atti omosessuali un peccato e di condannarli?”.
Il Cardinale ha risposto: “Naturalmente per la Chiesa c’è sempre un punto di partenza di una relazione di amore: di un uomo per una donna, e di una donna per un uomo. La Chiesa si focalizza su questa relazione e costruisce su di ciò la sua dottrina sociale, compresa la dottrina morale, che è anche l’intera scienza della sessualità umana. Ci sono situazioni in cui una persona dirige la sua sessualità verso una persona dello stesso sesso. Il Catechismo della Chiesa cattolica insegna che le ‘persone omosessuali sono chiamate alla castità’. Papa Francesco ha detto che non sta cercando di creare qualche nuova dottrina della Chiesa, ma che sta cercando di dimostrare che nessuno è giudicato dalla Chiesa se ha una tendenza omosessuale. Nessuno sta cercando di discriminare queste persone; sono integralmente persone. Ma bisogna dire con chiarezza che la Chiesa ha giudicato negativamente gli atti omosessuali. Una parte attiva negli atti omosessuali non è accettabile. Sono contrari alla legge naturale, e sono un peccato”.