sabato 24 maggio 2014

Papa Francesco. L'incontro in Giordania del Santo Padre con profughi, rifugiati, disabili e sfollati.

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Parole di Papa Francesco sul Libro d’oro del Santuario che sorge sul sito del Battesimo di Gesù

“ 'Denudati l’anima e i piedi
si avvicinarono al battesimo
dodici tribù di Israele’
.
Chiedo a Dio onnipotente e misericordioso
che ci insegni a tutti a camminare nella Sua
presenza con l’anima e con i piedi spogli,
e il cuore aperto alla misericordia divina e all’amore
ai fratelli. Così Dio sarà tutto in tutti e regnerà la pace.
Grazie per offrire all’umanità questo luogo di testimonianza".
Francesco
24.5.14”.


*

L'incontro in Giordania del Santo Padre con profughi, rifugiati, disabili e sfollati. Papa Francesco: "Siamo profondamente toccati dai drammi e dalle ferite del nostro tempo, in modo speciale da quelle provocate dai conflitti ancora aperti in Medio Oriente. Penso in primo luogo alla Siria, lacerata da una lotta fratricida che dura da ormai tre anni e ha già mietuto innumerevoli vittime, costringendo milioni di persone a farsi profughi ed esuli in altri Paesi"
 [Text: Italiano, Français, English, Español, Português]

"Mi rivolgo alla comunità internazionale perché non lasci sola la Giordania nel far fronte all’emergenza umanitaria derivante dall’arrivo sul suo territorio di un numero così elevato di profughi, ma continui e incrementi la sua azione di sostegno e di aiuto. E rinnovo il mio più accorato appello per la pace in Siria. Cessino le violenze e venga rispettato il diritto umanitario, garantendo la necessaria assistenza alla popolazione sofferente! Si abbandoni da parte di tutti la pretesa di lasciare alle armi la soluzione dei problemi e si ritorni alla via del negoziato".
Stimate Autorità,
Eccellenze,
cari fratelli e sorelle,
Nel mio pellegrinaggio ho voluto fortemente incontrare voi che, a causa di sanguinosi conflitti, avete dovuto lasciare le vostre case e la vostra Patria e avete trovato rifugio nella ospitale terra di Giordania; e al tempo stesso voi, cari giovani, che sperimentate il peso di qualche limite fisico.
Il luogo in cui ci troviamo ci ricorda il battesimo di Gesù. Venendo qui al Giordano a farsi battezzare da Giovanni, Egli mostra la sua umiltà e la condivisione della condizione umana: si abbassa fino a noi e con il suo amore ci restituisce la dignità e ci dona la salvezza. Ci colpisce sempre questa umiltà di Gesù, il suo chinarsi sulle ferite umane per risanarle. E a nostra volta siamo profondamente toccati dai drammi e dalle ferite del nostro tempo, in modo speciale da quelle provocate dai conflitti ancora aperti in Medio Oriente. Penso in primo luogo alla amata Siria, lacerata da una lotta fratricida chedura da ormai tre anni e ha già mietuto innumerevoli vittime, costringendo milioni di persone a farsi profughi ed esuli in altri Paesi.
(...) Parole del Papa pronunciate a braccio sulle radici del male che minacciano la pace. Papa Francesco denuncia ancora una volta il commercio delle armi che alimenta i conflitti e chiede preghiera per i "criminali" che tengono vivo questo commercio, affinchè si possa convertire.)
Ringrazio le Autorità e il popolo giordano per la generosa accoglienza di un numero elevatissimo di profughi provenienti dalla Siria e dall’Iraq, ed estendo il mio grazie a tutti coloro che prestano la loro opera di assistenza e di solidarietà verso i rifugiati. Penso anche all’opera di carità svolta da istituzioni della Chiesa come Caritas Giordania e altre che, assistendo i bisognosi senza distinzione di fede religiosa, appartenenza etnica o ideologica, manifestano lo splendore del volto caritatevole di Gesù misericordioso. Dio Onnipotente e Clemente benedica tutti voi e ogni vostro sforzo nell’alleviare le sofferenze causate dalla guerra!
Mi rivolgo alla comunità internazionale perché non lasci sola la Giordania nel far fronte all’emergenza umanitaria derivante dall’arrivo sul suo territorio di un numero così elevato di profughi, ma continui e incrementi la sua azione di sostegno e di aiuto. E rinnovo il mio più accorato appello per la pace in Siria. Cessino le violenze e venga rispettato il diritto umanitario, garantendo la necessaria assistenza alla popolazione sofferente! Si abbandoni da parte di tutti la pretesa di lasciare alle armi la soluzione dei problemi e si ritorni alla via del negoziato. La soluzione, infatti, può venire unicamente dal dialogo e dalla moderazione, dalla compassione per chi soffre, dalla ricerca di una soluzione politica e dal senso di responsabilità verso i fratelli.
A voi giovani chiedo di unirvi alla mia preghiera per la pace. Potete farlo anche offrendo a Dio le vostre fatiche quotidiane, e così la vostra preghiera diventa particolarmente preziosa ed efficace. E vi incoraggio a collaborare, col vostro impegno e la vostra sensibilità, alla costruzione di una società rispettosa dei più deboli, dei malati, dei bambini, degli anziani. Pur nelle difficoltà della vita, siate segno di speranza. Voi siete nel cuore di Dio e delle mie preghiere, e vi ringrazio per la vostra calorosa, gioisa e numerosa presenza. Grazie!
Al termine di questo incontro, rinnovo l’auspicio che prevalgano la ragione e la moderazione e, con l’aiuto della comunità internazionale, la Siria ritrovi la via della pace. Dio converta i violenti e coloro che hanno progetti di guerra, che fabbricano e vendono le armi, e rafforzi i cuori e le menti degli operatori di pace e li ricompensi con ogni benedizione. Che il Signore benedica tutti voi!
Francese
Autorités, Excellences,
Chers frères et sœurs,
J’ai beaucoup souhaité vous rencontrer au cours de mon pèlerinage, vous qui, à cause de conflits sanglants, avez dû laisser vos maisons et votre Patrie et avez trouvé refuge en cette terre hospitalière de Jordanie; et en même temps, j’ai voulu vous rencontrer, chers jeunes qui faites l’expérience du poids de quelque limite physique. 
Le lieu dans lequel nous nous trouvons nous rappelle le baptême de Jésus. En venant ici au Jourdain se faire baptiser par Jean, Jésus montre son humilité et partage notre condition humaine : il s’abaisse jusqu’à nous et, par son amour, il nous rend la dignité et nous donne le salut. Cette humilité de Jésus, le fait qu’il se penche sur les blessures humaines pour les guérir, nous touche toujours. Et à notre tour nous sommes profondément touchés par les drames et les blessures de notre temps, spécialement par celles provoquées par les conflits encore ouverts au Moyen Orient. Je pense en premier lieu à la Syrie, déchirée par une lutte fratricide qui dure depuis désormais trois ans, et qui a déjà fait d’innombrables victimes, obligeant des millions de personnes à se faire réfugiées et exilées en d’autres pays.
Je remercie les Autorités et le peuple jordanien pour l’accueil généreux d’un nombre très élevé de réfugiés provenant de la Syrie et de l’Irak, et j’étends mes remerciements à tous ceux qui font œuvre d’assistance et de solidarité envers les réfugiés. Je pense aussi aux œuvres de charité réalisées par des institutions de l’Église comme Caritas Jordanie, et d’autres, qui, en portant assistance à ceux qui en ont besoin, sans distinction de foi religieuse, d’appartenance ethnique ou idéologique, manifestent la splendeur du visage charitable de Jésus miséricordieux. Que Dieu Clément et Tout-Puissant vous bénisse tous et chacun pour vos efforts, afin de soulager les souffrances causées par la guerre ! 
Je m’adresse à la communauté internationale pour qu’elle ne laisse pas seule la Jordanie à faire face à l’urgence humanitaire venant de l’arrivée sur son territoire d’un nombre si élevé de réfugiés ; mais qu’elle continue et accroisse son action de soutien et d’aide. Et je renouvelle mon appel le plus pressant pour la paix en Syrie. Que cessent les violences et que soit respecté le droit humanitaire, en garantissant l’assistance nécessaire à la population qui souffre ! Que tous abandonnent la prétention de laisser aux armes la solution des problèmes et que l’on revienne sur le chemin de la négociation. La solution, en effet, ne peut venir que du dialogue et de la modération, de la compassion pour celui qui souffre, de la recherche d’une solution politique et du sens de la responsabilité envers les frères.
A vous les jeunes, je demande de vous unir à ma prière pour la paix. Vous pouvez le faire aussi en offrant à Dieu vos peines quotidiennes, et ainsi votre prière deviendra précieuse et efficace. Et je vous encourage à collaborer, par votre engagement et votre sensibilité, à la construction d’une société respectueuse des plus faibles, des malades, des enfants, des personnes âgées. Même dans les difficultés de la vie, soyez signe d’espérance. Vous êtes dans le cœur de Dieu et de mes prières, et je vous remercie pour votre présence chaleureuse et nombreuse. 
Au terme de cette rencontre, je renouvelle le souhait que prévalent la raison et la modération et, qu’avec l’aide de la communauté internationale, la Syrie retrouve le chemin de la paix. Que Dieu convertisse les violents et ceux qui ont des projets de guerre, qu’il fortifie les cœurs et les esprits des artisans de paix et qu’il les récompense de ses bénédictions. 
Inglese
Distinguished Authorities, 
Your Excellencies,
Dear Brothers and Sisters,
As part of my pilgrimage I have greatly desired to meet with you who have had to leave your homes and your country as a result of violence and conflict.  Here in Jordan you have found welcome and refuge.  I have wanted also to meet with you, dear young people who bear the burden of physical disabilities. 
The place where we are meeting commemorates Jesus’ baptism.  Coming here to the Jordan to be baptized by John, Jesus showed his humility and his participation in our human condition.  He stooped down to us and by his love he restored our dignity and brought us salvation.  Jesus’ humility never fails to move us, the fact that he bends down to wounded humanity in order to heal us.  For our part, we are profoundly affected by the tragedies and suffering of our times, particularly those caused by ongoing conflicts in the Middle East.  I think particularly of Syria, rent by nearly three years of civil strife which has led to countless deaths and forced millions to flee and seek exile in other countries.
I thank the Jordanian authorities and people for the generous welcome they have extended to the immense number of refugees from Syria and Iraq.  I also thank all those who offer them assistance and solidarity.  I think too of the charitable work undertaken by Church institutions such as Caritas Jordan and others, who assist the needy regardless of their religious beliefs, ethnic origin or politics; in this way they reveal the radiant face of Jesus, full of kindness and love.  May the Almighty and Merciful God bless all of you and every effort you make to alleviate the sufferings caused by war!
I urge the international community not to leave Jordan alone in the task of meeting the humanitarian emergency caused by the arrival of so great a number of refugees, but to continue and even increase its support and assistance.  And I renew my heartfelt appeal for peace in Syria.  May the violence cease and may humanitarian law be respected, thus ensuring much needed assistance to those who are suffering!  May all parties abandon the attempt to resolve issues by the use of arms and return to negotiations.  A solution will only be found through dialogue and restraint, through compassion for those who suffer, through the search for a political solution and through a sense of fraternal responsibility.
Dear young people, I ask you to join me in praying for peace.  You can do this by offering your daily efforts and struggles to God; in this way your prayer will become particularly precious and effective.  I also encourage you to assist, through your generosity and sensitivity, in building a society which is respectful of the vulnerable, the sick, children and the elderly.  Despite your difficulties in life, you are a sign of hope.  You have a place in God’s heart and in my prayers. I am grateful that so many of you are here, and for your warmth and enthusiasm. 
As our meeting concludes, I pray once more that reason and restraint will prevail and that, with the help of the international community, Syria will rediscover the path of peace.  May God change the hearts of the violent and those who seek war.  And may he strengthen the hearts and minds of peacemakers and grant them every blessing.
Spagnolo
Estimadas Autoridades, Excelencias,
Queridos hermanos y hermanas:
En mi peregrinación, he tenido mucho interés en encontrarme con ustedes que, a causa de sangrientos conflictos, han tenido que abandonar sus casas y su Patria y han encontrado refugio en la acogedora tierra de Jordania; y al mismo tiempo, con ustedes, queridos jóvenes, que experimentan el peso de alguna limitación física.
El lugar en que nos encontramos nos recuerda el bautismo de Jesús. Viniendo aquí, al Jordán, para ser bautizado por Juan, se mostró humilde, compartiendo la condición humana: se rebajó haciéndose igual a nosotros y con su amor nos restituyó la dignidad y nos dio la salvación. Nos sorprende siempre esta humildad de Cristo, cómo se abaja ante las heridas humanas para curarlas. Y, por nuestra parte, nos sentimos profundamente afectados por los dramas y las heridas de nuestro tiempo, especialmente por las que son fruto de los conflictos todavía abiertos en Oriente Medio. Pienso, en primer lugar, en Siria, lacerada por una lucha fratricida que dura ya tres años y que ha cosechado innumerables víctimas, obligando a millones de personas a convertirse en refugiados y a exilarse en otros países.
Agradezco a las Autoridades y al pueblo jordano la generosa acogida de un número elevadísimo de refugiados provenientes de Siria y de Iraq, y extiendo mi agradecimiento a todos aquellos que les prestan asistencia y solidaridad. Pienso también en la obra de caridad que desarrollan instituciones de la Iglesia como Caritas Jordania y otras que, asistiendo a los necesitados sin distinción de credo religioso, pertenencia étnica o ideológica, manifiestan el esplendor del rostro caritativo de Jesús misericordioso. Que Dios omnipotente y clemente los bendiga a todos ustedes y todos sus esfuerzos por aliviar los sufrimientos causados por la guerra.
Me dirijo a la comunidad internacional para que no deje sola a Jordania ante la emergencia humanitaria que se ha creado con la llegada de un número tan elevado de refugiados, sino que continúe e incremente su apoyo y ayuda. Y renuevo mi vehemente llamamiento a la paz en Siria. Que cese la violencia y se respete el derecho humanitario, garantizando la necesaria asistencia a la población que sufre. Que nadie se empeñe en que las armas solucionen los problemas y todos vuelvan a la senda de las negociaciones. La solución, de hecho, sólo puede venir del diálogo y de la moderación, de la compasión por quien sufre, de la búsqueda de una solución política y del sentido de la responsabilidad hacia los hermanos.
A ustedes jóvenes, les pido que se unan a mi oración por la paz. Pueden hacerlo ofreciendo a Dios sus afanes cotidianos, y así su oración será particularmente valiosa y eficaz. Les animo a colaborar, con su esfuerzo y sensibilidad, en la construcción de una sociedad respetuosa de los más débiles, de los enfermos, de los niños, de los ancianos. A pesar de las dificultades de la vida, sean signo de esperanza. Ustedes están en el corazón de Dios y en mis oraciones, y les agradezco su calurosa y numerosa presencia.
Al final de este encuentro, renuevo mi deseo de que prevalezca la razón y la moderación y, con la ayuda de la comunidad internacional, Siria reencuentre el camino de la paz. Dios convierta a los violentos y a aquellos que tienen proyectos de guerra, y fortalezca los corazones y las mentes de los agentes de paz y los recompense con sus bendiciones.
Portoghese
Estimadas Autoridades, Excelências,
Amados irmãos e irmãs!
Na minha peregrinação, desejei ardentemente encontrar-me convosco que, devido a conflitos sangrentos, tivestes de deixar as vossas casas e a vossa pátria, encontrando refúgio nesta terra hospitaleira da Jordânia e também convosco, queridos jovens, que sentis o peso de alguma limitação física.
Este lugar, onde nos encontramos, lembra-nos o baptismo de Jesus. Vindo aqui ao Jordão para ser baptizado por João, mostra a sua humildade e a partilha da condição humana: abaixa-Se até nós e, com o seu amor, devolve-nos a dignidade e dá-nos a salvação. Não cessa de nos impressionar esta humildade de Jesus, que Se debruça sobre as feridas humanas para as curar. E, da nossa parte, ficamos profundamente tocados com os dramas e as feridas do nosso tempo, especialmente as feridas provocadas pelos conflitos ainda em curso no Médio Oriente. Penso, em primeiro lugar, na Síria, dilacerada por uma luta fratricida que dura desde há três anos e já ceifou inúmeras vítimas, obrigando milhões de pessoas a tornarem-se refugiados e exilados noutros países.
Agradeço às autoridades e ao povo jordano pela generosa hospitalidade dada a um número altíssimo de refugiados provenientes da Síria e do Iraque, e estendo os meus agradecimentos a todos aqueles que lhes prestam ajuda nas várias obras de assistência e solidariedade. Penso também na obra de caridade realizada por instituições da Igreja como a Cáritas Jordana e outras que, assistindo os necessitados sem distinção de crença religiosa, filiação étnica ou ideológica, manifestam o esplendor do rosto caritativo de Jesus misericordioso. Deus todo-poderoso e clemente vos abençoe a todos e a cada um dos vossos esforços por aliviar os sofrimentos causados pela guerra!
Faço apelo à comunidade internacional para que não deixe a Jordânia sozinha a enfrentar a emergência humanitária provocada pela chegada ao seu território de um número tão alto de refugiados, mas continue e incremente a sua acção de apoio e ajuda. E renovo o meu apelo mais veemente pela paz na Síria. Cessem as violências e seja respeitado o direito humanitário, garantindo a necessária assistência à população que sofre! Todos ponham de parte a pretensão de deixar às armas a solução dos problemas e voltem ao caminho das negociações. Na realidade, a solução só pode vir do diálogo e da moderação, da compaixão por quem sofre, da busca de uma solução política e do sentido de responsabilidade pelos irmãos.
A vós, jovens, peço que vos unais à minha oração pela paz. Podeis fazê-lo também oferecendo a Deus as vossas fadigas diárias, tornando-se assim particularmente preciosa e eficaz a vossa oração. E encorajo-vos a colaborar, com o vosso empenho e a vossa sensibilidade, na construção duma sociedade respeitadora  dos mais frágeis, dos doentes, das crianças, dos idosos. Apesar das dificuldades da vida, sede sinal de esperança. Vós estais no coração de Deus e das minhas orações, e agradeço-vos pela vossa presença entusiasta e numerosa.
No final deste encontro, renovo meus votos de que prevaleçam a razão e a moderação e que a Síria reencontre, com a ajuda da comunidade internacional, o caminho da paz. Deus converta os violentos e aqueles que têm projectos de guerra e reforce os corações e as mentes dos operadores de paz e os recompense com todas as bênçãos.