sabato 5 luglio 2014

Papa Francesco in Molise. Incontro con i giovani delle Diocesi di Abruzzo e Molise

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Papa in Molise. Incontro con i giovani delle Diocesi di Abruzzo e Molise “Cari giovani, il cuore dell’essere umano aspira a cose grandi, a valori importanti, ad amicizie profonde, a legami che si irrobustiscono nelle prove della vita anziché spezzarsi. L’essere umano aspira ad amare e ad essere amato, definitivamente” 

Il segno (...) indica frasi aggiunte dal Santo Padre e pronunciate a braccio.
Nel primo pomeriggio, l’elicottero con a bordo il Santo Padre Francesco è atterrato nel piazzale adiacente al Santuario dell’Addolorata di Castelpetroso. Qui il Papa ha ricevuto il saluto del Sindaco, Sig. Fabio D’Uva; quindi ha raggiunto in auto il Santuario, accolto dal Rettore Don Massimo Muccillo, con i collaboratori. Alle ore 15.15, dopo un momento di preghiera in privato nel Santuario, sul piazzale antistante il Santo Padre ha incontrato i giovani delle Diocesi di Abruzzo e Molise. Dopo i saluti introduttivi di S.E. Mons. Pietro Santoro, Vescovo di Avezzano e Delegato per la pastorale giovanile, e di una ragazza, il Papa ha pronunciato il discorso che riportiamo di seguito: 
Cari giovani, buon pomeriggio!
vi ringrazio per la vostra numerosa e gioiosa presenza. Ringrazio Mons. Pietro Santoro per il suo servizio alla pastorale giovanile; e grazie a te, Sara, (...) che ti sei fatta portavoce delle speranze e delle preoccupazioni dei giovani di Abruzzo e Molise. (...)
L’entusiasmo e il clima di festa che sapete creare sono contagiosi.(...) Siete aperti alla speranza e desiderosi di pienezza, desiderosi di dare significato al vostro futuro, alla vostra intera vita, di intravedere il cammino adatto per ciascuno di voi e scegliere la via che vi porti serenità e realizzazione umana. (...)
Da un lato, siete alla ricerca di ciò che veramente conta, che rimane stabile nel tempo ed è definitivo, alla ricerca di risposte che illuminino la vostra mente e scaldino il vostro cuore non soltanto per lo spazio di un mattino o per un breve tratto di strada, ma per sempre. (...) Dall’altro lato, provate il forte timore di sbagliare, (...) la paura di coinvolgervi troppo nelle cose, (...) la tentazione di lasciare sempre aperta una piccola via di fuga, che all’occorrenza possa aprire sempre nuovi scenari e possibilità.(...)
La società contemporanea e i suoi prevalenti modelli culturali – la “cultura del provvisorio” – non offrono un clima favorevole alla formazione di scelte di vita stabili con legami solidi, costruiti sulla roccia dell’amore e della responsabilità piuttosto che sulla sabbia dell’emozione del momento. L’aspirazione all’autonomia individuale è spinta fino al punto da mettere sempre tutto in discussione e da spezzare con relativa facilità scelte importanti e lungamente ponderate, percorsi di vita liberamente intrapresi con impegno e dedizione. Questo alimenta la superficialità nell’assunzione delle responsabilità, poiché nel profondo dell’animo esse rischiano di venir considerate come qualcosa di cui ci si possa comunque liberare. (...)
Tuttavia, cari giovani, il cuore dell’essere umano aspira a cose grandi, a valori importanti, ad amicizie profonde, a legami che si irrobustiscono nelle prove della vita anziché spezzarsi. L’essere umano aspira ad amare e ad essere amato, (...) definitivamente. La cultura del provvisorio non esalta la nostra libertà, ma ci priva del nostro vero destino, delle mete più vere ed autentiche. (...) Non lasciatevi rubare il desiderio di costruire nella vostra vita cose grandi e solide! (...) Non accontentatevi di piccole mete! Aspirate alla felicità, abbiatene il coraggio, il coraggio di uscire da voi stessi e di giocare in pienezza il vostro futuro insieme a Gesù.
Da soli non possiamo farcela. Di fronte alla pressione degli eventi e delle mode, da soli mai riusciremo a trovare la via giusta, e se anche la trovassimo, non avremmo la forza sufficiente per perseverare, per affrontare le salite e gli ostacoli imprevisti. E qui entra l’invito del Signore Gesù: “Se vuoi… seguimi”. Ci invita per accompagnarci nel cammino. (...) E così solo insieme con Gesù, pregandolo e seguendolo troviamo chiarezza di visione e forza di portarla avanti. Egli ci ama definitivamente, ci ha scelti definitivamente, si è donato definitivamente a ciascuno di noi. È il nostro difensore e fratello maggiore e sarà l’unico nostro giudice. Com’è bello poter affrontare le alterne vicende dell’esistenza in compagnia di Gesù, avere con noi la sua Persona e il suo messaggio! Egli non toglie autonomia o libertà; al contrario, irrobustendo la nostra fragilità, ci permette di essere veramente liberi, liberi di fare il bene, forti di continuare a farlo, capaci di perdonare e capaci di chiedere perdono. (...)
Dio non si stanca di perdonare. (...) Egli perdona definitivamente, cancella e dimentica il nostro peccato se ci rivolgiamo a Lui con umiltà e fiducia. Egli ci aiuta a non scoraggiarci nelle difficoltà, a non considerarle insormontabili; e allora, fidandoci di Lui, getterete nuovamente le reti per una pesca sorprendente e abbondante, avrete coraggio e speranza anche nell’affrontare le difficoltà derivanti dagli effetti della crisi economica. Il coraggio e la speranza sono doti di tutti ma in particolare si addicono ai giovani. (...) 
Il futuro certamente è nelle mani di Dio, e Gesù, il Figlio Unigenito, ci assicura che sono le mani di un Padre provvidente. Questo non significa negare le difficoltà e i problemi, ma vederli, questi sì, come provvisori e superabili. Le difficoltà, le crisi, con l’aiuto di Dio e la buona volontà di tutti possono essere superate, vinte, trasformate. (...) 
Siamo radunati davanti al Santuario della Madonna Addolorata, eretto nel luogo dove due ragazze di questa terra, Fabiana e Serafina, nel 1888 ebbero una visione della Madre di Dio mentre lavoravano nei campi. Maria è Madre, ci soccorre sempre: quando lavoriamo e quando siamo in cerca di lavoro, quando abbiamo le idee chiare e quando siamo confusi, quando la preghiera sgorga spontanea e quando il cuore è arido. (...) Maria è Madre di Dio, madre nostra e madre della Chiesa. Tanti uomini e donne, giovani e anziani si sono rivolti a Lei per dirle grazie e supplicare una grazia. Maria ci porta a Gesù, nostra pace. Ricorriamo a Lei fiduciosi nel suo aiuto, con coraggio e speranza. Il Signore benedica ciascuno di voi (...).

Concluso l’incontro con i giovani delle Diocesi di Abruzzo e Molise, il Papa parte in auto dal Santuario di Castelpetroso e raggiunge Isernia.