martedì 4 ottobre 2011

Se sono caduto, mi rialzerò!





Per oggi 4 ottobre, festa di san Francesco, propongo un testo su come diventare santi: si tratta di una pagina bellissima di Isacco di Ninive, odierna Mossul (seconda metà del VII secolo), che, insieme a Efrem, è il Padre Siriaco più apprezzato... Buona meditazione.

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C'è un peccato che viene dalla debolezza e nel quale l'uomo si trova implicato per caso, c'è un peccato che viene dalla volontà, ce n'è uno che viene dall'ignoranza, ce n'è uno commesso casualmente, ce n'è uno commesso ripetutamente e ce n'è uno che viene dall'abitudine...
Altro sono gli inciampi e le cadute posti sulla via della virtù e sulla corsa della giustizia, secondo le parole dei padri: "Sulla via della virtù ci sono cadute, alterazioni, violenza etc". Altro è invece la morte dell'anima, la completa distruzione e la desolazione totale.
Ecco come si fa a conoscere che si è nel primo caso: se uno, anche cadendo, non dimentica l'amore del Padre suo; e, pur essendo carico di colpe di ogni genere, la sua sollecitudine per la sua opera buona non viene meno; se non smette la sua corsa; se non è negligente nell'affrontare di nuovo la battaglia contro le stesse cose dalle quali è stato sconfitto; se non si stanca di ricominciare, ogni giorno, a costruire l'edificio dalle fondamenta, avendo sulla sua bocca le parole del profeta: "Fino all'ora del mio passaggio da questo mondo, non rallegrarti di me, o mio nemico! Poichè sono caduto, ma di nuovo mi rialzo; sono seduto nella tenebra, ma il Signore mi illumina" (Mi. 7,8).
Così non cesserà di combattere fino alla morte; non si darà per vinto finchè ci sarà respiro nelle sue narici; e anche se la sua nave naufragasse ogni giorno e i risultati dei suoi sforzi finissero nell'abisso, non cesserà di caricare altre navi e navigare con speranza. Finchè il Signore, vedendo la sua sollecitudine, avrà pietà della sua rovina, rivolgerà a lui la sua misericordia e gli darà incitamenti potenti per sopportare e affrontare i dardi infuocati del male.
Questa è la sapienza che viene da Dio.
Isacco di Ninive, Prima collezione, 9