martedì 21 luglio 2015

Fuggiamo da questa Europa!


Esattamente 500 anni fa nasceva a Firenze (!) san Filippo Neri, terzo patrono della città eterna. 
Questa mattina la Corte di Strasburgo ha condannato l'Italia sollecitandola ad approvare al più presto una tutela giuridica SPECIFICA per le coppie gay. Filippo Neri diceva (riferendosi a cose infinitamente meno gravi di quelle di cui siamo tragicamente testimoni ogni giorno) che "nella guerra dei sensi vince chi fugge". Abbiamo dunque la sua benedizione.

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La purezza del corpo, fra tutte le virtù, fu quella più cara a Filippo. Egli seppe sempre conservare intatta questa virtù. Chi lo conobbe, testimoniava come sprigionassero purezza i suoi occhi, e così tutto il suo corpo, che pare emanasse anche un odore meraviglioso. Non solo confortava chi gli si rivolgeva, ma con il solo toccarlo dileguava in lui ogni stimolo impuro.

Non si trattò di una virtù gratuita, ma conquistata. Fu più volte osteggiata; sappiamo che da giovane più d’una volta fu incitato al peccato e anche da sacerdote molte volte gli furono tese insidie da donne di condotta immorale, ma, com’egli diceva, nella guerra del senso vince chi fugge: e fu proprio fuggendo che rimase vincitore tutte le volte.

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Ma ci sarà uno straccio di giurista in tutta Strasburgo che ci sappia spiegare e-sat-ta-men-te quali sono i diritti che due maschi o due femmine che decidono di convivere e giurarsi amore eterno in Italia non hanno? A parte intestarsi figli non propri, rubandoli o comprandoli o facendoseli regalare? Esattamente, per favore. Documentati. 
Costanza Miriano

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Dalla pagina delle Sentinelle In Piedi:

Sulle unioni tra persone dello stesso sesso, Sacconi si prende il rischio di raccomandare un voto contro. Altri, come Pagano e Roccella, sono sulla stessa posizione. Ma il segretario Alfano pare di tutt’altro avviso e sorprende la sua euforia più renziana di Renzi.
Il ddl Cirinnà sulle unioni civili «è fuori dal patto di governo, ma non è un tema sul quale potrà essere messa a rischio la tenuta del governo».

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Unioni gay, Savarese (Manif): "Strasburgo contro la Costituzione. La Chiesa? Reticenza preoccupa..."
21 luglio 2015, di Adriano Scianca

Strasburgo pressa l'Italia sulle unioni civili? "È una sentenza gravissima, i giudici vanno oltre il potere legislativo". Parola di Filippo Savarese, portavoce della Manif pour tous Italia, che, intervistato da IntelligoNews, aggiunge: "Sui trans trionfo dell'ideologia gender. La Chiesa? Troppo reticente".

Savarese, ancora una volta i giudici arrivano prima della politica... 

«I giudici non arrivano “prima”, come se il punto di arrivo fosse già dato per scontato, ma direi che vanno decisamente “oltre” la politica, intesa come potere legislativo, in virtù di teorie e filosofie che dovrebbero essere convalidate dal popolo sovrano». 

Nello specifico come commenta la sentenza di Strasburgo? 

« E' una sentenza gravissima, perché invade il campo di sovranità dell'Italia sul diritto di famiglia. Tuttavia è falsa l'interpretazione strumentale che molti e la stessa Cirinnà ne stanno dando: la sentenza ribadisce che non esiste il diritto umano al "matrimonio per tutti" e nemmeno all'adozione, e suggerisce di adottare le unioni civili ma non obbliga minimamente a farlo. Insomma, la partita è aperta e noi continuiamo a chiedere fermamente il ritiro del ddl Cirinnà, che rottama il matrimonio aprendo all'utero in affitto». 

Passiamo all'altra sentenza, quella della Cassazione, relativa alle persone trans non operate e che ora potranno comunque ottenere il cambio di sesso... 

«È il trionfo dell'ideologia gender. Da oggi il genere non dipende più dalla realtà biologica, tant'è che ora potremo avere ufficialmente un maschio madre». 

Vladimir Luxuria, intervistata da noi, ha citato in proposito il concetto della “ricerca della felicità”. Lei che ne pensa? 

«Il diritto alla felicità è sacrosanto. Non è in discussione il diritto di ognuno a sentirsi ciò che meglio crede, ma qui si spinge la società ad assecondare tale desiderio in assenza di riscontri nella realtà». 

In tutto questo cosa pensa dell'atteggiamento della Chiesa? 

«Premesso che la Manif Pour Tous Italia è un movimento laico e che questa battaglia va impostata in modo laico, credo che gran parte del mondo cattolico guardi con preoccupazione alla reticenza della Chiesa a parlare di questi temi. Si pensi solo al successo della piazza del 20 giugno, apertamente osteggiata dalla Cei...».

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Unioni omosessuali: Strasburgo condanna l’Italia

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo sollecita il nostro parlamento ad approvare al più presto una tutela giuridica specifica per le coppie gay. La sentenza, però, non è vincolante


di Luca Marcolivio
Il mancato riconoscimento legale dei diritti delle coppie omosessuali è una violazione dei diritti umani e per questo l’Italia è condannata. Lo ha stabilito la Corte Europea di Strasburgo, accogliendo il ricorso di tre coppie contro lo Stato italiano, rappresentate da Enrico Oliari, presidente di Gaylib.
La condanna contro l’Italia da parte di Strasburgo è stata decretata all’unanimità da membri della Corte, ai sensi dell’articolo 8 della convenzione europea dei Diritti dell’Uomo, ovvero il diritto al rispetto per la vita privata e familiare.
Secondo quanto si legge in una nota della Corte di Strasburgo, le coppie omosessuali “hanno le stesse necessità di riconoscimento e di tutela della loro relazione al pari delle coppie eterosessuali. Per questo l'Italia e gli Stati firmatari della Cedu devono rispettare il loro diritto fondamentale ad ottenere forme di riconoscimento che sono sostanzialmente allineate con il matrimonio”.
La Corte, poi, rincara la dose: “L’Italia è l'unica democrazia occidentale a mancare a questo impegno”: di qui la condanna formale che, nella sostanza equivale ad una sollecitazione a far approvare al più presto, anche nel nostro paese, il matrimonio omosessuale o, quantomeno, la sua equiparazione, nella fattispecie delle “unioni civili”.
Secondo Strasburgo, l’attuale quadro normativo italiano non è in grado di tutelare i “bisogni chiave di una coppia impegnata in una relazione stabile, ma non è nemmeno sufficientemente affidabile”.
La sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani è stata accolta favorevolmente dai legali delle tre coppie ricorrenti auspicando l’approvazione in tempi brevi di una legge che parifichi i diritti delle coppie omosessuali a quelli delle coppie eterosessuali.
La condanna dell’Italia è stata giudicata “aberrante” da Massimo Introvigne, presidente nazionale dei Comitati Sì alla Famiglia, secondo il quale la sentenza odierna “viola la sovranità dei singoli Stati e si basa anche su informazioni errate, in quanto afferma in
modo apodittico che i sondaggi stabiliscono che gli italiani sono in maggioranza favorevoli alle unioni omosessuali, mentre i sondaggi
offrono una panoramica molto più sfumata”.
Se si analizza il testo della sentenza, argomenta Introvigne, si legge che effettivamente “l’Italia è obbligata a introdurre un qualche riconoscimento delle convivenze omosessuali, ma nello stesso tempo che sulle modalità di
questo riconoscimento il nostro Parlamento è sovrano”.
Al tempo stesso, tuttavia, la Corte di Strasburgo sottolinea in modo esplicito che “nessun Paese è obbligato a introdurre le adozioni omosessuali”, né “ la reversibilità delle pensioni, la cerimonia in comune per l’unione civile o determinate disposizioni ereditarie”, osserva Introvigne.
La sentenza non fornisce dunque alcun “assist alla legge Cirinnà”, che prevede la stepchild adoption, ovvero la possibilità di adottare il figlio naturale o adottivo di uno dei due conviventi, da parte del compagno, anche dello stesso sesso.
“I ‘diritti fondamentali’ dei conviventi di cui parla possono essere assicurati anche da forme molto più semplici di ricognizione normativa che riconoscano uno statuto delle convivenze senza alcuna assimilazione al matrimonio, quale quello Sacconi-Pagano appoggiato da Sì alla famiglia”, ricorda infine Introvigne.
Anche il portavoce della Manif Pour Tous Italia, Filippo Savarese, ha ricordato che la sentenza di Strasburgo non è vincolante per lo Stato italiano. “La sentenza ribadisce che non esiste il diritto al ‘matrimonio e all’adozione per tutti’ e suggerisce le unioni civili come uno dei possibili interventi, a cui restiamo fermamente contrari per le conseguenze che avrebbero sul diritto dei bambini di avere una mamma e un papà”, ha dichiarato Savarese.
“Se la senatrice Cirinnà pensa di strumentalizzare la sentenza a favore del suo ddl si sbaglia di grosso, siamo tutti pronti a tornare in piazza per dimostrarglielo”, conclude poi il portavoce della Manif Pour Tous Italia.