Quando parla di bambini, Papa Francesco si scatena...
*
Il Papa denuncia la "Passione dei bambini"
Nell'udienza generale di questa mattina, riprendendo le sue catechesi sulla famiglia, Papa Francesco ha denunciato con parole molto forti la «passione dei bambini» vittime di violenze e di abusi, che è insieme la passione della famiglia e di una società malata dominata da una «cultura dei diritti soggettivi esasperati».
«Tanti bambini - ha detto il Papa - fin dall’inizio sono rifiutati, abbandonati, derubati della loro infanzia e del loro futuro». «Qualcuno osa dire, quasi per giustificarsi, che è stato un errore farli venire al mondo» e che tanti problemi sarebbero risolti dal controllo delle nascite. «Questo è vergognoso! - ha commentato Francesco -. Non scarichiamo sui bambini le nostre colpe, per favore! I bambini non sono mai ‘un errore’». No, «la loro fame non è un errore, come non lo è la loro povertà, la loro fragilità, il loro abbandono – tanti bambini abbandonati per le strade -; e non lo è neppure la loro ignoranza o la loro incapacità – tanti bambini che non sanno cosa è una scuola – e non lo è neppure tutto questo. Semmai, questi sono motivi per amarli di più, con maggiore generosità. Che ne facciamo delle solenni dichiarazioni dei diritti dell’uomo dei diritti del bambino, se poi puniamo i bambini per gli errori degli adulti?».
Il problema non si riduce alla morale individuale, e investe la politica. «Coloro che hanno il compito di governare, di educare, ma direi tutti gli adulti, siamo responsabili dei bambini e di fare ciascuno ciò che può per cambiare questa situazione». Ormai, infatti, siamo di fronte «alla passione dei bambini. Ogni bambino emarginato, abbandonato, che vive per strada mendicando e con ogni genere di espedienti, senza scuola, senza cure mediche, è un grido che sale a Dio e che accusa il sistema che noi adulti abbiamo costruito. E purtroppo questi bambini sono preda dei delinquenti, che li sfruttano per indegni traffici o commerci, o addestrandoli alla guerra e alla violenza».
Siamo abituati a collegare questi drammi ai Paesi in via di sviluppo. Ma «anche nei Paesi cosiddetti ricchi tanti bambini vivono drammi che li segnano in modo pesante, a causa della crisi della famiglia, dei vuoti educativi e di condizioni di vita a volte disumane. In ogni caso sono infanzie violate nel corpo e nell’anima».
Ma il cristiano sa che «nessuno di questi bambini è dimenticato dal Padre che è nei cieli! Nessuna delle loro lacrime va perduta! Come neppure va perduta la nostra responsabilità, la responsabilità sociale delle persone, di ognuno di noi e dei Paesi».
Ricordando il rimprovero di Gesù ai discepoli che volevano allontanare i genitori che gli portavano i bambini perché li benedicesse, il Pontefice ha commentato: «Che bella questa fiducia dei genitori, e questa risposta di Gesù! Come vorrei che questa pagina diventasse la storia normale di tutti i bambini!». È vero che «grazie a Dio i bambini con gravi difficoltà trovano molto spesso genitori straordinari, pronti ad ogni sacrificio e ad ogni generosità. Ma questi genitori non dovrebbero essere lasciati soli! Dovremmo accompagnare la loro fatica, ma anche offrire loro momenti di gioia condivisa e di allegria spensierata, perché non siano presi solo dalla routine terapeutica».
Francesco ha criticato certe «formule da difesa legale d’ufficio» che tanti usano rispondendo che «dopo tutto, noi non siamo un ente di beneficenza» o «ci spiace, non possiamo farci nulla». Sono forme d'indifferenza colpevole e quindi di peccato. Anche se «troppo spesso sui bambini ricadono gli effetti di vite logorate da un lavoro precario e mal pagato, da orari insostenibili, da trasporti inefficienti… Ma i bambini pagano anche il prezzo di unioni immature e di separazioni irresponsabili, sono le prime vittime; subiscono gli esiti della cultura dei diritti soggettivi esasperati, e ne diventano poi i figli più precoci. Spesso assorbono violenza che non sono in grado di ‘smaltire’, e sotto gli occhi dei grandi sono costretti ad assuefarsi al degrado».
La passione dei bambini è la passione della famiglia e della nostra società. «Con i bambini non si scherza», ha concluso il Papa. «È vero che non siamo perfetti e che facciamo molti errori. Ma quando si tratta dei bambini che vengono al mondo, nessun sacrificio degli adulti sarà giudicato troppo costoso o troppo grande, pur di evitare che un bambino pensi di essere uno sbaglio, di non valere niente e di essere abbandonato alle ferite della vita e alla prepotenza degli uomini». Invece, a una società che almeno rispettasse i bambini «molto sarebbe perdonato».
*
Francesco: «Non scarichiamo sui bambini le nostre colpe!»
Il Papa dedica l’udienza generale ai bimbi oggetto di traffici indegni, addestrati alla guerra, vittime di un’economia ingiusta, relazioni immature o separazioni irresponsabili
IACOPO SCARAMUZZICITTÀ DEL VATICANO
«Non scarichiamo sui bambini le nostre colpe per favore!». Papa Francesco ha dedicato alle «storie di passione» dei bambini l’udienza generale di oggi, continuando un ciclo di catechesi sulla famiglia nel quadro del percorso sinodale, ricordando tutti i bambini «rifiutati, abbandonati, derubati della loro infanzia e del loro futuro», coloro che sono «preda dei delinquenti, che li sfruttano per indegni traffici e commerci, o addestrandoli alla guerra e alla violenza» così come quelli sui quali ricadono «gli effetti di vite logorate da un lavoro precario e malpagato, da orari insostenibili, da trasporti inefficienti» o che «pagano il prezzo di unioni immature e di separazioni irresponsabili»: «Con i bambini non si scherza!».
«Abbiamo già parlato del grande dono che sono i bambini – ha esordito Jorge Mario Bergoglio proseguendo una riflessione iniziata all’udienza di mercoledì scorso – oggi dobbiamo purtroppo parlare delle “storie di passione” che vivono molti di loro. Tanti bambini fin dall’inizio sono rifiutati, abbandonati, derubati della loro infanzia e del loro futuro. Qualcuno osa dire, quasi per giustificarsi, che è stato un errore farli venire al mondo. Ma questo è vergognoso! Non scarichiamo sui bambini le nostre colpe per favore! I bambini non sono mai “un errore”. La loro fame non è un errore, come non lo è la loro povertà, la loro fragilità, il loro abbandono: tanti bambini abbandonati per le strade; e non lo è neppure la loro ignoranza o la loro incapacità: tanti bambini che non sanno cosa è una scuola. Semmai, questi sono motivi per amarli di più, con maggiore generosità. Che ne facciamo delle solenni dichiarazioni dei diritti dell’uomo e del bambino, se poi puniamo i bambini per gli errori degli adulti?».
«Ogni bambino emarginato, abbandonato, che vive per strada mendicando e con ogni genere di espedienti, senza scuola, senza cure mediche, è un grido che sale a Dio e che accusa il sistema che noi, adulti, abbiamo costruito», ha proseguito il Papa. «E purtroppo questi bambini sono preda dei delinquenti, che li sfruttano per indegni traffici e commerci, o addestrandoli alla guerra e alla violenza. Ma anche nei cosiddetti Paesi ricchi tanti bambini vivono drammi che li segnano in modo pesante, a causa della crisi della famiglia, dei vuoti educativi e di condizioni di vita a volte disumane. In ogni caso sono infanzie violate nel corpo e nell’anima. Ma nessuno di questi bambini è dimenticato dal Padre che è nei cieli! Nessuna delle loro lacrime va perduta! Come neppure va perduta la nostra responsabilità, la responsabilità sociale delle persone, di ognuno di noi, e dei Paesi». È vero, ha proseguito il Papa, che «grazie a Dio i bambini con gravi difficoltà trovano molto spesso genitori straordinari, pronti a ogni sacrificio e a ogni generosità. Ma questi genitori non dovrebbero essere lasciati soli! Dovremmo accompagnare la loro fatica, ma anche offrire loro momenti di gioia condivisa e di allegria spensierata, perché non siano presi solo dalla routine terapeutica. Quando si tratta dei bambini, in ogni caso, non si dovrebbero sentire quelle formule da difesa legale d’ufficio, tipo: “Dopo tutto, noi non siamo un ente di beneficenza”; oppure: “Nel proprio privato, ognuno è libero di fare ciò che vuole”; o anche: “Ci spiace, non possiamo farci nulla”. Queste parole non servono quando si tratta dei bambini. Troppo spesso – ha denunciato il Papa – sui bambini ricadono gli effetti di vite logorate da un lavoro precario e malpagato, da orari insostenibili, da trasporti inefficienti… Ma i bambini pagano anche il prezzo di unioni immature e di separazioni irresponsabili, sono le prime vittime; subiscono gli esiti della cultura dei diritti soggettivi esasperati, e ne diventano poi i figli più precoci. Spesso assorbono violenza che non sono in grado di smaltire, e sotto gli occhi dei grandi sono costretti ad assuefarsi al degrado».
«Anche in questa nostra epoca, come in passato, la Chiesa mette la sua maternità al servizio dei bambini e delle loro famiglie», ha detto ancora il Papa. «Ai genitori e ai figli di questo nostro mondo porta la benedizione di Dio, la tenerezza materna, il rimprovero fermo e la condanna decisa. Fratelli e sorelle, pensate bene: con i bambini non si scherza!».
«Pensate che cosa sarebbe – ha detto il Papa – una società che decidesse, una volta per tutte, di stabilire questo principio: “È vero che non siamo perfetti e che facciamo molti errori. Ma quando si tratta dei bambini che vengono al mondo, nessun sacrificio degli adulti sarà giudicato troppo costoso o troppo grande, pur di evitare che un bambino pensi di essere uno sbaglio, di non valere niente e di essere abbandonato alle ferite della vita e alla prepotenza degli uomini”». Il Signore «giudica la nostra vita ascoltando quello che gli riferiscono gli angeli dei bambini, angeli che – ha concluso il Papa citando il Vangelo di Matteo – “vedono sempre il volto del Padre che è nei cieli”. Domandiamoci sempre: che cosa racconteranno a Dio, di noi, questi angeli dei bambini?».
Anche con i fedeli di lingua araba provenienti da Iraq e Medio Oriente il Papa ha sottolineato, al momento dei saluti conclusivi, che «i bambini sono spesso le prime vittime dei problemi familiari, dei conflitti, delle guerre e delle persecuzioni» ed ha pregato «per tutti i bambini sofferenti, chiedendo al Signore di custodirli da ogni male, di risvegliare le coscienze addormentate e di convertire i cuori di pietra affinché non manchi a nessun bambino l’amore e la cura».