giovedì 1 maggio 2014

San Giuseppe che dormendo lavora

La statua di san Giuseppe che si trova nella camera del Collegio Maximo di San Miguel dove abitava padre Bergoglio, uguale a quella che si trova nella casa Santa Marta in Vaticano
LA STATUETTA CHE SI TROVA NELLA CAMERA DEL COLLEGIO MAXIMO DI SAN MIGUEL DOVE ABITAVA BERGOGLIO, UGUALE A QUELLA CHE SI TROVA IN VATICANO

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Vedi anche sulla figura di san Giuseppe:

19 Mar 2012
lunedì 19 marzo 2012. Regalo per la festa del papà. Per la solennità che abbiamo celebrato oggi, propongo la lettura di questo stupendo testo di Fr. Ephraim... Giuseppe: Il mistero del Padre. Pubblicato da vito luigi valente a 14:41.


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Cari amici, vi chiedo scusa per la lunga pausa, ma sono stati giorni di lavoro molto intensi per le canonizzazioni di domenica scorsa. Vi auguro buon 1° maggio, festa di san Giuseppe lavoratore, e per l’occasione vi invito a leggere un articolo che ho appena pubblicato, infra, dedicato alla devozione di Papa Francesco per il padre putativo di Gesù.
Nella Casa Santa Marta, accanto alla porta della stanza 201 abitata dal Papa, c’è una piccola statua di san Giuseppe, una delle poche cose che Francesco ha voluto far portare dall’Argentina. Quella che vedete in questa foto, è una copia identica che si trova nella camera del Collegio Maximo di San Miguel, nella stanza occupata dall’allora padre Bergoglio.
Si tratta di una statua in legno, che ritrae il santo dormiente: un riferimento evangelico al fatto che è sempre in sogno che san Giuseppe riceve i messaggi dal Cielo. Ebbene, sotto il piedistallo di quella statua, in Vaticano, il Papa infila dei bigliettini con richieste di grazie. Per questo i suoi collaboratori dicono che Francesco “fa lavorare molto san Giuseppe”.
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Quei bigliettini del Papa sotto la statua di san Giuseppe


Francesco depone sotto una piccola statua del santo le sue richieste di grazie: «È un falegname, lavora bene, anche se a volte fa aspettare...»

ANDREA TORNIELLICITTÀ DEL VATICANO

«Il Santo Padre fa lavorare tanto san Giuseppe. Quella per il padre putativo di Gesù è diventata una devozione per tutti quelli che ruotano attorno alla residenza di Francesco, comprese le guardie svizzere...». Bergoglio ha una grande devozione per san Giuseppe e appena fuori della porta della stanza 201 della Casa Santa Marta, in uno dei due cassettoni di legno scuro con il ripiano di marmo, c'è una statua del santo sotto la quale il Papa infila dei biglietti con le richieste di grazie scritte da lui stesso. Quando i biglietti sotto il piedistallo diventano numerosi perché «il Santo Padre fa lavorare tanto san Giuseppe», la statua poco a poco si alza.
Oggi, 1° maggio, festa di san Giuseppe lavoratore, è il giorno giusto per raccontare questa devozione che accompagna il Papa fin da quando era giovane. A San José è dedicata la parrocchia di Flores, il quartiere dove Jorge Mario è nato e cresciuto. È in questa chiesa dedicata al padre putativo di Gesù che frequenta la messa e fa le prime esperienze di vita cristiana. Ed è ancora in questa parrocchia, sotto la protezione del santo, che il 21 settembre 1953 a quasi diciassette anni Bergoglio incontra padre Carlos B. Duarte Ibarra e dopo essersi confessato da lui scopre la sua vocazione sacerdotale. Anche il pontificato di Francesco è stato messo sotto la protezione di san Giuseppe, avendo avuto inizio solennemente il 19 marzo 2013.

«Non dimentichiamo mai - disse in quella occasione nell'omelia - che il vero potere è il servizio e che anche il Papa per esercitare il potere deve entrare sempre più in quel servizio che ha il suo vertice luminoso sulla croce; deve guardare al servizio umile, concreto, ricco di fede, di san Giuseppe e come lui aprire le braccia per custodire tutto il popolo di Dio e accogliere con affetto e tenerezza l’intera umanità, specie i più poveri, i più deboli, i più piccoli… Solo chi serve con amore sa custodire!».

Il 5 luglio 2013, il Papa aveva consacrato tutto lo Stato della Città del Vaticano a san Giuseppe e san Michele arcangelo, che il Governatorato aveva già scelto come propri santi protettori.

La statua di san Giuseppe che sta sulla porta dell'abitazione di Francesco è di legno, lunga una quarantina di centimetri e raffigura il santo con abiti di color verde scuro e rosso, con decori dorati, nello stile dell'iconografia ispanoamericana. Giuseppe è disteso è sta dormendo. Un riferimento evangelico: è infatti sempre in sogno che il padre putativo di Gesù riceve i messaggi dal cielo che lo rassicurano prima su Maria e sul nome da dare al Bambino, e poi lo avvertono del pericolo rappresentato da Erode provocando la fuga in Egitto. Una statua simile Bergoglio ce l'aveva anche nella stanza occupata per diciotto anni al Collegio Maximo di San Miguel, dov'è stato rettore e dove ha abitato anche da provinciale dei gesuiti. Il san Giuseppe dormiente che conservava in curia a Buenos Aires è una delle poche cose che il Papa ha voluto far arrivare dall'Argentina dopo l'elezione: durante il viaggio si è staccata la testa, che Bergoglio ha provveduto a riattaccare.

Sotto il piedistallo infila dei biglietti, con le sue richieste di grazie al santo. «Sai - aveva detto a uno dei suoi collaboratori nei primi mesi dopo l'elezione - con questi falegnami bisogna avere pazienza: dicono che ti faranno un mobile in due settimane, poi magari ci mettono un mese. Ma te lo fanno, e lavorano bene! Solo bisogna avere pazienza...».
La tenerezza, il silenzio e il nascondimento, la mancanza di protagonismo, la vocazione a custodire: sono questi alcuni degli elementi del santo protettore dei lavoratori che apprezza Francesco. Per questo, anche se l'immagine ritrae il carpentiere di Nazaret mentre dorme, il Papa lo «fa lavorare tanto», chiedendogli spesso un aiuto.

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Francesco, il papa della "Humanae vitae"   
Chiesa - L'Espresso
 
(Sandro Magister) È l'enciclica che egli ha preso come modello, nonostante sia la più contestata dell'ultimo secolo. Bergoglio suscita grandi aspettative di cambiamento in materia di matrimonio. Ma anche lui, come Paolo VI, potrebbe alla fine decidere "contro la maggioranza" (...)