martedì 6 settembre 2011

Beati voi, poveri...


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Di seguito i testi del Messale di oggi 7 settembre, mercoledi della XXIII settimana del T.O., con un commento al Vangelo del padre Cantalamessa. Buona giornata!


Antifona d'Ingresso Sal 118,137.124
Tu sei giusto, Signore, e sono retti i tuoi giudizi:
agisci con il tuo servo secondo il tuo amore.

Colletta
O Padre, che ci hai donato il Salvatore e lo Spirito Santo, guarda con benevolenza i tuoi figli di adozione, perché a tutti i credenti in Cristo sia data la vera libertà e l'eredità eterna. Per il nostro Signore...



LITURGIA DELLA PAROLA

Prima Lettura
Col 3, 1-11
Siete morti con Cristo: fate morire dunque ciò che appartiene alla terra.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési
Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra. Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria.
Fate morire dunque ciò che appartiene alla terra: impurità, immoralità, passioni, desideri cattivi e quella cupidigia che è idolatria;
a motivo di queste cose l’ira di Dio viene su coloro che gli disobbediscono. Anche voi un tempo eravate così, quando vivevate in questi vizi. Ora invece gettate via anche voi tutte queste cose: ira, animosità, cattiveria, insulti e discorsi osceni, che escono dalla vostra bocca.
Non dite menzogne gli uni agli altri: vi siete svestiti dell’uomo vecchio con le sue azioni e avete rivestito il nuovo, che si rinnova per una piena conoscenza, ad immagine di Colui che lo ha creato. Qui non vi è Greco o Giudeo, circoncisione o incirconcisione, barbaro, Scita, schiavo, libero, ma Cristo è tutto e in tutti.


Salmo Responsoriale
Dal Salmo 144
Buono è il Signore verso tutti.

Ti voglio benedire ogni giorno,
lodare il tuo nome in eterno e per sempre.
Grande è il Signore e degno di ogni lode;
senza fine è la sua grandezza.

Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza.

Per far conoscere agli uomini le tue imprese
e la splendida gloria del tuo regno.
Il tuo regno è un regno eterno,
il tuo dominio si estende per tutte le generazioni.


Canto al Vangelo
Lc 6,23
Alleluia, alleluia.

Rallegratevi ed esultate, dice il Signore,
perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo.

Alleluia.

Vangelo Lc 6, 20-26
Beati i poveri. Guai a voi ricchi.

Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva:
«Beati voi, poveri,
perché vostro è il regno di Dio.
Beati voi, che ora avete fame,
perché sarete saziati.
Beati voi, che ora piangete,
perché riderete.
Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti.
Ma guai a voi, ricchi,
perché avete già ricevuto la vostra consolazione.
Guai a voi, che ora siete sazi,
perché avrete fame.
Guai a voi, che ora ridete,
perché sarete nel dolore e piangerete.
Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti».


* * *


Commento (p. Cantalamessa)


I destini diametralmente opposti nella vita umana.
La pagina di Vangelo di oggi, le Beatitudini, ci permette di verificare alcune cose circa la storicità dei vangeli. Abbiamo già detto che, nel riferire le parole di Gesù, ognuno dei quattro evangelisti, senza tradirne il senso fondamentale, ne ha sviluppato un aspetto anziché un altro, adattandole alle esigenze della comunità per cui scriveva.Mentre Matteo riferisce otto Beatitudini pronunciate da Gesù, Luca ne riferisce solo quattro. In compenso, però, Luca rafforza le quattro Beatitudini, opponendo a ognuna di esse una corrispondente maledizione, introdotta da un "guai". Ancora, mentre il discorso di Matteo è indiretto:"Beati i poveri!, quello di Luca è diretto: "Beati voi poveri!". Matteo accentua la povertà spirituale ("beati i poveri in spirito"), Luca accentua la povertà materiale ("beati voi poveri").Ma sono dettagli che non cambiano minimamente, come si vede, la sostanza delle cose. Ognuno dei due evangelisti, con il suo modo particolare di riferire l'insegnamento di Gesù, ne mette in luce un aspetto nuovo, che altrimenti sarebbe rimasto nell'ombra. Luca è meno completo nel numero delle Beatitudini, ma ne coglie perfettamente il significato di fondo.Quando si parla delle Beatitudini il pensiero va subito alla prima di esse: "Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio". Ma in realtà l'orizzonte è molto più ampio. Gesù delinea, in questa pagina, due modi di concepire la vita: o "per il regno di Dio", o "per la propria consolazione"; cioè, o in funzione esclusivamente di questa vita, o in funzione anche della vita eterna. Questo è ciò che mette in luce lo schema di Luca: "Beati voi ? guai a voi": "Beati voi, poveri, perché vostro è il regno di Dio...Guai a voi, ricchi, perché avete già la vostra consolazione".Due categorie, due mondi. Alla categoria dei beati appartengono i poveri, gli affamati, quelli che ora piangono e quelli che sono perseguitati e messi al bando per il Vangelo. Alla categoria degli sventurati appartengono i ricchi, i sazi, quelli che ora ridono e quelli sono portati in palma di mano da tutti.Gesù non canonizza semplicemente tutti i poveri, gli affamati, quelli che piangono e sono perseguitati, come non demonizza semplicemente tutti i ricchi, i sazi, coloro che ridono e sono applauditi. La distinzione è più profonda; si tratta di sapere su che cosa uno fonda la propria sicurezza, su quale terreno sta costruendo l'edificio della sua vita: se su ciò che passa, o su ciò che non passa.La pagina odierna di Vangelo è davvero una spada a doppio taglio: separa, traccia due destini diametralmente opposti. È come il meridiano di Greenwich che divide l'est dall'ovest del mondo. Ma per fortuna con una differenza essenziale. Il meridiano di Greenwich è fisso: le terre che sono ad est non possono passare ad ovest, come è fisso l'equatore che divide il Sud povero del mondo, dal Nord ricco e opulento. La linea che divide, nel nostro Vangelo, i "beati" dagli "sventurati" non è così; è una barriera mobile, valicabilissima. Non solo si può passare da un settore all'altro, ma tutta questa pagina di Vangelo è stata dettata da Gesù per invitarci e invogliarci a passare dall'una all'altra sfera. Il suo non è un invito a diventare poveri, ma a diventare ricchi! "Beati voi poveri perché vostro è il regno di Dio". Pensare: dei poveri che possiedono un regno, e lo possiedono già ora! Coloro che decidono di entrare in questo regno, sono infatti fin da ora figli di Dio, sono liberi, sono fratelli, sono pieni di speranza di immortalità. Chi non vorrebbe essere povero a questo modo?