domenica 6 novembre 2011

Andate ed annunziate

Domani 7 novembre ricorderemo:
san Willibrordo, vescovo




L'evangelizzazione della Germania transrenana ebbe inizio nel VII secolo, sul finire dell'epoca merovingia, per opera dei monaci irlandesi e anglosassoni, e raggiunse il massimo sviluppo nel secolo seguente con l'azione missionaria di S. Bonifacio. Il primo a sbarcare in Frisia, nei Paesi Bassi, fu Vilfrido di York. Poi l'abate Egberto, un maestro di vita spirituale dell'epoca, vi mandò Villibrordo (Willibrord), oriundo della Northumbria, dov'era nato nel 658, il cui zelo per la diffusione del regno di Dio sarà l'unico incentivo della sua movimentata esistenza.
Questo monaco, che i biografi descrivono piccolo di statura, nero di capelli, di delicata costituzione, con occhi profondi e vivi, incarna il tipo ideale del monaco occidentale: un lavoratore che non conosce pause né crisi di scoramento, austero, prudente, leale, tenace, devoto al papa. Formatosi nell'abbazia inglese di Ripon, all'età di vent'anni si era recato in Irlanda per perfezionare la sua cultura teologica sotto la guida dell'abate Egberto, che a trent'anni lo consacrò sacerdote.
Dopo l'insuccesso della missione di Vilfrido, fu mandato con undici compagni in Frisia. La vittoria di Pipino di Heristal sul re Radbod nel 689 rese più facile l'impresa. Sbarcati all'imbocco dell'Escaut, una regione di terre acquitrinose, i missionari si diressero all'interno, accolti con grandi onori dal duca Pipino. Ma Villibrordo, prima di dare inizio alla sua opera di evangelizzazione, volle recarsi a Roma per avere il beneplacito del papa. Da Sergio I ebbe approvazione e incoraggiamento. Al rientro, il monaco scelse Anversa come centro del suo apostolato e come avamposto delle future fondazioni, tra cui la più celebre fu quella di Utrecht.
Per l'erezione della nuova diocesi in Frisia, Villibrordo si recò nuovamente a Roma, dove il papa Sergio I il 21 novembre 695 lo consacrò vescovo, col nome di Clemente (24 anni dopo Gregorio Il farà altrettanto col monaco sassone Vinfrido-Bonifacio). Da questo momento sarebbe arduo elencare tutti i viaggi dell'infaticabile missionario, dalle rive del Reno fino alla Danimarca. Fondato a Echternach (Lussemburgo) un piccolo convento, vi morì il 7 novembre 739 a ottantun anni di età.
Fu un uomo di azione e di preghiera e soprattutto un grande organizzatore con uno spiccato senso del comando, che gli consentì, grazie anche alla formazione di vescovi ausiliari (una novità per l'Occidente), di evitare il frazionamento delle varie Chiese con la conseguente dispersione dell'attività pastorale.


Di seguito la seconda lettura dell'Ufficio della Memoria (Calendario monastico)

Dal Decreto "Ad Gentes" del Concilio Ecumenico Vaticano II sull'attività missionaria della Chiesa.
(nn. 4-5)
Signore Gesù, prima di immolare in assoluta libertà la sua vita per il mondo, organizzò il ministero apostolico e promise l'invio dello Spirito Santo, in modo che entrambi collaborassero, sempre e dovunque, nella realizzazione dell'opera della salvezza. Ed è ancora lo Spirito Santo che in tutti i tempi « unifica la Chiesa tutta intera nella comunione e nel ministero e la fornisce dei diversi doni gerarchici e carismatici» vivificando - come loro anima - le istituzioni ecclesiastiche ed infondendo nel cuore dei fedeli quello spirito missionario da cui era stato spinto Gesù stesso. Talvolta anzi previene visibilmente l'azione apostolica, come incessantemente, sebbene in varia maniera, l'accompagna e la dirige.

La missione della Chiesa

5. Il Signore Gesù, fin dall'inizio « chiamò presso di sé quelli che voleva e ne costituì dodici che stessero con lui e li mandò a predicare» (Mc 3,13; cfr. Mt 10,1-42). Gli apostoli furono dunque ad un tempo il seme del nuovo Israele e l'origine della sacra gerarchia. In seguito, una volta completati in se stesso con la sua morte e risurrezione i misteri della nostra salvezza e dell'universale restaurazione, il Signore, a cui competeva ogni potere in cielo ed in terra, prima di salire al cielo, fondò la sua Chiesa come sacramento di salvezza ed inviò i suoi apostoli nel mondo intero, come egli a sua volta era stato inviato dal Padre e comandò loro: «Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutte le cose che io vi ho comandato» (Mt 28,19-20); «Andate per tutto il mondo, predicate il Vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato, sarà salvo; chi invece non crederà, sarà condannato » (Mc 16,15). Da qui deriva alla Chiesa l'impegno di diffondere la fede e la salvezza del Cristo, sia in forza dell'esplicito mandato che l'ordine episcopale, coadiuvato dai sacerdoti ed unito al successore di Pietro, supremo pastore della Chiesa, ha ereditato dagli apostoli, sia in forza di quell'influsso vitale che Cristo comunica alle sue membra: « Da lui infatti tutto quanto il corpo, connesso e compaginato per ogni congiuntura e legame, secondo l'attività propria di ciascuno dei suoi organi cresce e si autocostruisce nella carità» (Ef 4,16).

Pertanto la missione della Chiesa si esplica attraverso un'azione tale, per cui essa, in adesione all'ordine di Cristo e sotto l'influsso della grazia e della carità dello Spirito Santo, si fa pienamente ed attualmente presente a tutti gli uomini e popoli, per condurli con l'esempio della vita, con la predicazione, con i sacramenti e con i mezzi della grazia, alla fede, alla libertà ed alla pace di Cristo, rendendo loro facile e sicura la possibilità di partecipare pienamente al mistero di Cristo.

Questa missione continua, sviluppando nel corso della storia la missione del Cristo, inviato appunto a portare la buona novella ai poveri; per questo è necessario che la Chiesa, sempre sotto l'influsso dello Spirito di Cristo, segua la stessa strada seguita da questi, la strada cioè della povertà, dell'obbedienza, del servizio e del sacrificio di se stesso fino alla morte, da cui poi, risorgendo, egli uscì vincitore. Proprio con questa speranza procedettero tutti gli apostoli, che con le loro molteplici tribolazioni e sofferenze completarono quanto mancava ai patimenti di Cristo a vantaggio del suo corpo, la Chiesa. E spesso anche il sangue dei cristiani fu seme fecondo.

* * *

Sempre domani 7 novembre ricorderemo:

PIETRO WU GUOSHENG (1768-1814)

martire

Nel 1814 viene condannato a morte Pietro Wu Guosheng, primo martire cristiano nato in Cina, catechista della provincia cinese del Guizhou, reo di non aver abiurato la propria fede cristiana di fronte al Mandarino. Egli rappresenta in modo emblematico quella porzione di martiri e confessori cinesi che avevano aderito al cristianesimo dopo essere venuti a contatto con qualche viaggiatore o missionario proveniente dall'occidente. Pietro, gestore di una locanda, fu sedotto a tal punto dalla bellezza della vita cristiana da fare del suo albergo una grande comunità, che nel giro di pochi anni coinvolse centinaia di compaesani e di passanti. La totale mancanza di presbiteri nella zona non scoraggiò il giovane cinese, che riuscì a mantenersi fedele agli impegni battesimali fino a dare la vita per non contraddire la propria vocazione cristiana. Arrestato infatti durante una recrudescenza delle persecuzioni in Cina, pur potendo fuggire preferì affrontare i suoi accusatori per rendere ragione della speranza che era in lui. Pietro fu messo a morte, dopo aver subìto a più riprese torture atroci, per essersi rifiutato di calpestare una croce di legno gettata a terra davanti a lui e per non aver voluto rinnegare la fede cristiana. La sua santità fu riconosciuta da migliaia di suoi contemporanei, e anche molti non cristiani di quelle terre invocano ancora oggi la sua intercessione. Nel 1900 Pietro Wu Guosheng fu beatificato assieme ad altri martiri cinesi da papa Leone XIII.

TRACCE DI LETTURA

Inutile interrogarsi sull'efficacia del martirio, perché esso sta in un'altra logica. Esso come significa la parola - è testimonianza, ma vale non in quanto convince coloro che la vedono. Vale perché viene dallo Spirito. È lo Spirito a dire che - a causa della morte salvifica di Cristo - la dignità dell'uomo è così alta da sorpassare anche il mistero della morte. Neppure la morte riesce ad abbatterla e a sporcarla. Anzi, la morte può rivelare chi davvero è l'uomo, come è avvenuto con la morte di Gesù: la sua passione crudele e ignominiosa, il suo spirare sulla croce senza alcuna logica apparente, fanno gridare al centurione: «Veramente costui era figlio di Dio!».
Cristo, sfigurato e umiliato, risorge portando i segni della passione, e diventa il primo di coloro che preferiscono morire piuttosto che fare violenza agli altri, a se stessi, alla verità.

Franco Cagnasso

PREGHIERA

Dio onnipotente ed eterno,
che al tuo santo martire Pietro Wu Guosheng
hai dato la forza di sostenere
fino all'ultimo
la pacifica battaglia della fede,
concedi anche a noi di affrontare,
per tuo amore, ogni avversità,
e di camminare con gioia incontro a te,
che sei la vera vita.
Per il nostro Signore Gesù Cristo,
tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te,
nell'unità dello Spirito santo,
per tutti i secoli dei secoli.

* * *

In omaggio a san Willibrordo e a san Pietro Wu Guosheng, propongo di seguito il video del canto: "Andate ed annunziate a i miei fratelli", cantato da Kiko.


Di seguito il testo del canto con gli accordi...

ANDATE ED ANNUNZIATE AI MIEI FRATELLI. (Mt 28, 16-20)

 
    La-
A.  Andate ed annunziate ai miei fratelli
           Sol        La-
    che vadano in Galilea
    Mi
    che lá mi vedranno
                  La-
    che lá mi vedranno
 
 
    La-            Re-           La-
C.  I discepoli andarono in Galilea
                    Re-          La-
    al monte che Gesù aveva indicato.
              Mi              La-
    Quando lo videro, lo adorarono.
    Fa           Mi
    E Gesù disse loro:
    Do                     Sol
    Mi è stato dato ogni potere
                   Do
    in cielo e in terra.
                             Sol
    Andate dunque e fate discepoli
              Do
    tutte le genti,
       La-                      Mi
    battezzandole nel nome del Padre
                                La-
    del Figlio e dello Spirito Santo,
    Fa
    ed insegnando a mettere in pratica
                                    Mi
    tutto quello che io vi ho comandato.
 
 
    La-
C.  Ecco io sono con voi,       |
                     Sol        |
    ecco io sono con voi        | (L'Ass. ripete)
              La-               |
    tutti i giorni.             |
 
 
    La-
A.  Andate...
    La-
    Ecco io sono con voi...
                        Mi
    fino alla fine del mondo
                        La-
    fino alla fine del mondo.  
    La-
    Andate...
    La-
    Ecco io sono con voi...