mercoledì 15 luglio 2015

Le tre c dell’evangelizzazione



Il  tweet di Papa Francesco: "E’ ora di cambiare mentalità e smettere di pensare che le nostre azioni non abbiano un impatto su chi soffre la fame." (15 luglio 2015)

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«Un’occasione importante non solo per riflettere sui programmi di evangelizzazione, ma anche per riaccendere nei fedeli l’amore e la gioia che scaturiscono dall’incontro personale con Gesù»: così, in un telegramma a firma del cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, Papa Francesco ha definito Proclaim ’15. Building Missionary Parishes, la prima conferenza nazionale sulla nuova evangelizzazione nel Regno Unito. All’incontro, svoltosi sabato scorso a Birmingham, hanno partecipato più di novecento persone provenienti da ventidue diocesi di Inghilterra e Galles desiderose di imparare «come evangelizzare, con modalità e accenti rinnovati, in uno dei Paesi più secolarizzati del mondo».
All’evento, tenutosi all’interno della biblioteca e del teatro di Birmingham, hanno preso parte numerosi vescovi e centinaia di operatori pastorali. Proclaim ’15 — hanno spiegato al Sir i promotori dell’iniziativa — è un appuntamento che si propone di rispondere all’esortazione apostolica Evangelii gaudium di Papa Francesco, fornendo indicazioni pratiche per la missione della Chiesa. «Senza dubbio — ha sottolineato l’arcivescovo di Westminster e presidente della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles, cardinale Vincent Gerard Nichols — è un rafforzamento del nostro rapporto col Signore. La cosa più importante che possiamo fare, per poter evangelizzare bene, è radicare tutto quello che facciamo nella preghiera e nella nostra relazione personale con Gesù. Soltanto quando questo rapporto è vivo abbiamo qualcosa da offrire agli altri e possiamo “rischiare” di mostrare agli altri la gioia e la consolazione che troviamo nello stare accanto a Gesù».
Il porporato ha articolato il suo intervento sulle tre “c” dell’evangelizzazione. «La prima — ha detto — riguarda i nostri amici che hanno smarrito la strada», ovvero i cattolici non praticanti, coloro che «hanno sentito parlare di Gesù, conoscono alcune sue parole, hanno familiarità, in un certo senso, con la Chiesa, ma non la frequentano più». Di qui, l’esortazione affinché essi possano, «passo dopo passo, conoscere Gesù più chiaramente. La seconda “c” — ha aggiunto Nichols — è quella della curiosità, perché essa, anche se venata dall’ostilità, può rappresentare una meravigliosa opportunità» di evangelizzazione, purché i fedeli ricordino che «nella curiosità risiede il suggerimento dello Spirito Santo. Se si dimentica questo particolare — ha sottolineato — allora vuol dire che siamo sulla difensiva e perdiamo l’opportunità di evangelizzare». Infine, la terza “c” è quella del «clamore del cuore umano», un «grido di confusione, dolore, fame, solitudine, bisogno, rabbia. Qualunque cosa si faccia per rispondere a questo grido nel mondo — ha spiegato il presidente della Conferenza episcopale — bisogna unire tale grido alla preghiera, perché solo così si realizzerà la missione di Gesù e l’opera evangelizzatrice sarà efficace».

Secondo il cardinale Nichols, «la società britannica sta riconoscendo, a tentoni, che ha bisogno di qualcosa di più del terreno piuttosto superficiale della nostra cultura pubblica. Qualcosa di più sostanziale e profondo di alcuni dei valori britannici che sono sì buoni e condivisi, ma hanno bisogno di un terreno più fertile e più solido. C’è la sensazione qui nel Regno Unito — ha concluso — che ci siamo un po’ persi per strada e che se vogliamo recuperare la coesione della nostra società dobbiamo scavare più profondamente. Dobbiamo riconoscere che la fede in Dio è una risorsa enorme, non un problema e, come società, dobbiamo imparare di nuovo come rendere nostra amica la fede religiosa».
L'Osservatore Romano

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«Arriva lui, e il cristianesimo rifiorisce» 
 Tracce 
(Paola Bergamini) Stefano Maria Paci, di SkyTg24, racconta gli otto giorni dietro a Francesco, lungo le tappe del suo viaggio apostolico. Dalla famiglia alla povertà, il sentiero che il Papa sta indicando: una Chiesa che parla a tutti, "passando dagli ultimi" (...)