
Il cardinale Ryłko apre l’incontro internazionale sulle gmg. Verso Cracovia con fantasia missionaria
«Per Papa Francesco la gmg costituisce una spinta missionaria di straordinaria forza per tutta la Chiesa». Lo ha sottolineato il cardinale presidente Stanisław Ryłko aprendo giovedì 10 aprile l’incontro internazionale dei responsabili della pastorale giovanile, convocati dal Pontificio Consiglio per i laici a Sassone di Ciampino. Si tratta del primo appuntamento in vista della Giornata mondiale della gioventù in programma a Cracovia nel 2016: vi partecipano — fino a domenica 13 — 250 delegati delle Conferenze episcopali di 90 Paesi e di 45 comunità, associazioni e movimenti giovanili cattolici, oltre ai Comitati organizzatori locali (Col) di Rio 2013 e della prossima gmg polacca.
Nel saluto introduttivo il cardinale Ryłko ha parlato anzitutto della celebrazione delle Palme di domenica prossima in piazza San Pietro, quando alla presenza di Papa Francesco avverrà il passaggio della croce di legno, simbolo delle gmg, dalla delegazione brasiliana a quella dei coetanei di Cracovia. «Quest’anno il rito è particolarmente significativo — ha ricordato — poiché ricorre il trentennale di quel gesto estremamente profetico del beato Giovanni Paolo II che, nella Pasqua del 1984, alla fine dell’Anno santo della redenzione consegnò quella croce ai giovani». Una croce, ha aggiunto, «semplice e spoglia che ha accompagnato i giovani attraverso i continenti, dimostrando la sua straordinaria forza attrattiva: quante conversioni ha generato, quante vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata o al matrimonio cristiano ha suscitato; quanta speranza ha ridato a giovani disperati e smarriti».
Quindi il porporato ha rievocato la gmg brasiliana dell’estate scorsa, presieduta dal Papa latinoamericano, per il quale questi appuntamenti «sono un grande dono per la Chiesa». Ora, ha aggiunto il cardinale presidente, «la grande avventura della fede continua: dopo 25 anni ritorna in Polonia. Quella celebrata a Częstochowa, Jasna Góra, nel 1991, dopo la caduta del muro di Berlino, vide per la prima volta una massiccia presenza di giovani provenienti dall’Est dell’Europa, in particolare dai Paesi dell’ex Unione Sovietica. L’inno di quella giornata, Abbà, Padre, è ancora oggi cantato dai giovani, e non solo in Polonia». Però, ha notato, «gli anni che ci separano da quell’indimenticabile 1991 sono stati segnati da molti e profondi cambiamenti sia a livello europeo sia a livello mondiale. È cambiata la Polonia ed è cambiata anche la Chiesa che vive in questo Paese. È cambiato soprattutto il mondo dei giovani sempre in fermento. Per questo ogni edizione della gmg è una provocazione lanciata non tanto alla nostra capacità di risolvere questioni logistiche, quanto alla nostra creatività pastorale e fantasia missionaria».
Quindi il cardinale Ryłko ha accennato al tema della misericordia, che «nel magistero di Papa Bergoglio è decisamente prioritario», e al legame che esso ha con il santuario di Łagiewniki, alla periferia di Cracovia. Infine si è soffermato sull’imminente canonizzazione di Papa Wojtyła. Cracovia 2016, ha concluso, «sarà un’occasione preziosa per ricordare ai giovani la figura di questo grande Pontefice e sarà, in modo del tutto speciale, una gmg nella quale Giovanni Paolo II ritorna tra i suoi giovani come santo patrono, come un amico in cielo».
I lavori sono stati poi dedicati alla verifica della gmg carioca, «festa della fede e della fraternità», con l’intervento del cardinale Orani João Tempesta, arcivescovo di Rio, e dei membri del Col. È stato tracciato anche un bilancio dei frutti pastorali della gmg 2013 nei cinque continenti, arricchito da interventi e testimonianze.
L'Osservatore Romano
Quindi il porporato ha rievocato la gmg brasiliana dell’estate scorsa, presieduta dal Papa latinoamericano, per il quale questi appuntamenti «sono un grande dono per la Chiesa». Ora, ha aggiunto il cardinale presidente, «la grande avventura della fede continua: dopo 25 anni ritorna in Polonia. Quella celebrata a Częstochowa, Jasna Góra, nel 1991, dopo la caduta del muro di Berlino, vide per la prima volta una massiccia presenza di giovani provenienti dall’Est dell’Europa, in particolare dai Paesi dell’ex Unione Sovietica. L’inno di quella giornata, Abbà, Padre, è ancora oggi cantato dai giovani, e non solo in Polonia». Però, ha notato, «gli anni che ci separano da quell’indimenticabile 1991 sono stati segnati da molti e profondi cambiamenti sia a livello europeo sia a livello mondiale. È cambiata la Polonia ed è cambiata anche la Chiesa che vive in questo Paese. È cambiato soprattutto il mondo dei giovani sempre in fermento. Per questo ogni edizione della gmg è una provocazione lanciata non tanto alla nostra capacità di risolvere questioni logistiche, quanto alla nostra creatività pastorale e fantasia missionaria».
Quindi il cardinale Ryłko ha accennato al tema della misericordia, che «nel magistero di Papa Bergoglio è decisamente prioritario», e al legame che esso ha con il santuario di Łagiewniki, alla periferia di Cracovia. Infine si è soffermato sull’imminente canonizzazione di Papa Wojtyła. Cracovia 2016, ha concluso, «sarà un’occasione preziosa per ricordare ai giovani la figura di questo grande Pontefice e sarà, in modo del tutto speciale, una gmg nella quale Giovanni Paolo II ritorna tra i suoi giovani come santo patrono, come un amico in cielo».
I lavori sono stati poi dedicati alla verifica della gmg carioca, «festa della fede e della fraternità», con l’intervento del cardinale Orani João Tempesta, arcivescovo di Rio, e dei membri del Col. È stato tracciato anche un bilancio dei frutti pastorali della gmg 2013 nei cinque continenti, arricchito da interventi e testimonianze.
L'Osservatore Romano