mercoledì 9 aprile 2014

Nel segno della croce




Nel segno della croce. La croce realizzata con il legno dei barconi carichi di migranti sbarcati a Lampedusa. La croce che è nel simbolo del Patriarcato latino di Gerusalemme, rappresentato stamani da cinquanta giovani «appassionati di Bibbia». La croce con al suo centro l’ostensorio che sarà collocato nella cappella per l’adorazione della portaerei Cavour della Marina militare italiana. La croce che stanno portando, nelle loro stesse vite, i tantissimi malati e disabili che Papa Francesco ha salutato a uno a uno.E l’udienza di stamani è iniziata proprio nel segno della croce. Prima di entrare in piazza San Pietro, dove c’erano ottantamila persone ad attenderlo, il Pontefice ha baciato e benedetto, all’Arco delle campane, la croce costruita con due assi di legno prese dai barconi arrivati a Lampedusa «con il loro carico di dolore e speranza», dice Emanuele Vai, presidente della fondazione Casa dello spirito e delle arti, che ha promosso l’iniziativa.
La croce dei migranti di Lampedusa «ora girerà per tutta l’Italia, accolta da chi ne farà richiesta, in una grande staffetta spirituale». Punto di arrivo sarà la chiesa di Santo Stefano a Milano, «riferimento delle persone straniere che vivono nella città». Arnoldo Mosca Mondadori, fondatore della Casa dello spirito e delle arti, rimarca proprio «l’importanza di questo passare di mano in mano della croce come segno di fraternità». E poi, aggiunge, «potremo anche insieme riscoprire la croce come simbolo del dolore umano e ritrovarne bellezza e valore che, con la risurrezione, comunica vita e non morte».
Accanto alla croce dei migranti, sempre all’Arco delle campane, il Pontefice ha benedetto anche il tradizionale carro di grano realizzato dalla gente della parrocchia di San Marco Evangelista, a San Marco dei Cavoti, nel Beneventano. Per la processione della Madonna del Carmine, spiega il parroco Francesco Melito, «vengono costruiti quindici carri, secondo una tradizione che va avanti da oltre un secolo e nata come offerta del grano alla Madre di Dio». Dai covoni si è passati a carri artistici che vedono all’opera tantissime persone, anziani e bambini. Quello presentato al Papa misura tre metri per due e raffigura la parabola del seminatore.
Il vicario patriarcale e vescovo ausiliare di Gerusalemme dei latini, monsignor Giacinto-Boulos Marcuzzo, ha presentato al Pontefice i cinquanta giovani vincitori del concorso biblico che, spiega, «ha rinnovato la Chiesa in Terra Santa con la riscoperta della parola di Dio». Per il vescovo «è stata una delle più belle e costruttive esperienze pastorali che abbiano coinvolto tutte le nostre comunità cristiane». E al Papa i giovani hanno detto «arrivederci a presto», assicurandogli che si preparano ad accoglierlo per il suo pellegrinaggio in Terra Santa.
La fondazione Banco farmaceutico ha donato un voucher per mille medicinali destinati alle attività della Caritas di Cassano all’Ionio, dove il Papa si recherà il 21 giugno. Lo scorso anno i farmaci, destinati soprattutto ai bambini, vennero offerti alle suore di madre Teresa che prestano il loro servizio nella casa Dono di Maria in Vaticano. La scelta di Cassano all’Ionio, spiegano i responsabili del Banco farmaceutico, è legata a un riscatto di carità e di speranza «dopo l’uccisione di don Lazzaro Longobardi e del piccolo Nicola Campolongo».
Tra i presenti, il giornalista Raffaele Luise ha presentato al Pontefice il suo libro Con le periferie nel cuore. E Frei Betto, che ha donato due suoi libri (Quell’uomo chiamato Gesù e Battesimo di sangue) e ha poi ringraziato il Papa «da brasiliano per il suo viaggio tra i giovani a Rio de Janeiro e anche per il suo messaggio al tredicesimo incontro delle comunità ecclesiali di base in Brasile».
L'Osservatore Romano