sabato 12 aprile 2014

Papa Francesco: "Perché soffrono i bimbi?



Papa: mi viene al cuore la domanda "Perché soffrono i bimbi?"   
AGI
 
(Salvatore Izzo) "Tante volte mi viene al cuore quella angosciata  domanda di Dostojevski: 'perche' soffrono i bambini?'". Papa Francesco  lo ha confidato oggi incontrando i partecipati al Congresso della  Societa' italiana di chirurgia oncologica "Digestive Surgery. New trends and spending review", promosso dall'Universita' La Sapienza di Roma e dall'Ospedale Sant'Andrea. "Solo Cristo - ha continuato il Pontefice -  da' senso allo scandalo del dolore innocente".
"A Cristo, crocifisso e risorto, anche voi - ha assicurato il Pontefice  rivolto ai chirurghi oncologi - potete sempre guardare nel compimento  quotidiano del vostro lavoro". "Cari amici - ha poi concluso - domani  inizia la Settimana Santa, che culmina nel Triduo della Passione, Morte  e Risurrezione di Gesu'. Qui la sofferenza umana e' assunta fino in  fondo e redenta da Dio. Da Dio-Amore. E ai piedi della Croce di Gesu' noi incontriamo anche la Madre addolorata. Ella e' Madre dell'umanita'  intera, ed e' sempre presente vicino ai suoi figli malati e infermi. Se  la nostra fede vacilla, la sua no. Maria sostenga anche voi e il vostro  impegno di ricerca e di azione". Nei giorni scorsi proprio Papa  Francesco ha approvato il decreto che riconosce le virtu' eroiche di  Luigi Rocchi, il giovane di Tolentino che immobilizzato nel suo letto  per 30 anni rispose a suo modo al quesito di Dostojevski: "Tante volte  mi sono chiesto il perche' di tanto soffrire, di tanto dolore. Ma Gesu'  stesso non ha voluto chiarire questo mistero. Egli non e' venuto per  toglierci la sofferenza, ne' per spiegarla. Ci ha insegnato il modo per  farne veicolo e causa di salvezza".
La sofferenza - scrisse Luigi Rocchi in una celebre lettera - in se' non ha valore, ed e' abominevole, schifosa, credimi: io ne so qualcosa,  io che la vivo tutti i giorni e ogni giorno aumenta e diventa piu' gravosa. Ma il valore sta nel sopportarla per amore degli altri. La  sofferenza, la croce fece ribrezzo pure a Gesu': 'Padre, se e'  possibile, allontana da me questo calice...'. Gli faceva ribrezzo, ma  Lui l'accetto', l'affronto' per amore degli altri". "Voglio imitare  Gesu', che non ha amato la Croce, ma ha amato noi a costo della croce",  spiegava mettendo ben in chiaro che non si tratta di "soffrire  volentieri, piuttosto di decidere volentieri di far fruttare anche la  sofferenza". Rocchi faceva cosi'. "Non mi sento ne' solo ne' inutile,  perche' - spiego' ai suoi amici - ho amore per tutto e per tutti",  continuando a "sentirmi un niente, ma un niente visitato da Dio".
Papa: medici debbono curare tutta la persona non solo malattie
Il compito del medico e' "curare tutta la persona: corpo anima e spirito, come dicevano con precisione gli antichi greci". Lo ha ricordato Papa Francesco ricevendo i partecipanti al Congresso della Societa' italiana di chirurgia oncologica. "Anche la  malattia, l'esperienza del dolore e della sofferenza, non riguardano - ha spiegato - solo la dimensione corporea, ma l'uomo nella sua  totalita'. Da qui l'esigenza di una cura integrale, che consideri la  persona nel suo insieme e unisca alla cura medica anche il sostegno umano, psicologico e sociale, l'accompagnamento spirituale ed il sostegno  ai familiari del malato".
Secondo Papa Francesco, "percio'  e' indispensabile che gli operatori  sanitari, come chiedeva Giovanni Paolo II, siano guidati da una visione  integralmente umana della malattia e sappiano attuare un approccio  compiutamente umano al malato che soffre". "La condivisione fraterna con  i malati - ha auspicato ancora il Pontefice - ci apre alla vera bellezza della vita umana, che comprende anche la sua fragilita', cosi' che  possiamo riconoscere la dignita' e il valore di ogni essere umano, in qualunque condizione si trovi, dal concepimento fino alla morte".

(AGI)

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Sala stampa della Santa Sede
 "Anche la malattia, l’esperienza del dolore e della sofferenza, non riguardano solo la dimensione corporea, ma l’uomo nella sua totalità".
Cari fratelli e sorelle, 
do il mio benvenuto a tutti voi che prendete parte al Congresso della Società italiana di chirurgia oncologica, promosso dall’Università La Sapienza di Roma e dall’ospedale Sant’Andrea. Nell’accogliere voi, penso a tutti gli uomini e le donne che voi curate, e prego per loro. La ricerca scientifica ha moltiplicato le possibilità di prevenzione e cura, ha scoperto terapie per il trattamento delle più varie patologie. Anche voi lavorate per questo: un impegno di alto valore, per dare risposta alle attese e alle speranze di molti malati in tutto il mondo. (...)